ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

65 volte Anac
28 ottobre 2017

 

L’associazione Nazionale Autori Cinematografici ha festeggiato i suoi 65 anni alla Festa del Cinema di Roma con un documentario realizzato da un folto gruppo di autori dell’Anac tra i quali molti giovani: un’ opera collettiva, ideata e coordinata da Alessandro Rossetti,  presentata in una versione ancora non definitiva,  prodotta da Anac e Capetown in coproduzione con l’Istituto Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cinema, Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale e l’Archivio Audiovisivo  del Movimento Operaio e Democratico. “65 volte Anac”  è il titolo di questo lavoro, realizzato con testimonianze inedite di Carlo Lizzani, Citto Maselli, Cecilia Mangini, Ugo Gregoretti e altri storici soci dell’Anac,    presentato in una affollata sala Petrassi che ha visto tra il pubblico anche molti giovani spettatori.  Alla fine della proiezione all’incontro moderato da Mario Sesti, Alessandro Rossetti  ha illustrato l’impegno decennale  che nasce dalla volontà di valorizzare l’eccezionale memoria  conservata nell’Archivio dell’Anac al quale  il Mibact  ha  assegnato il riconoscimento  di “particolare importanza storica”.  Giuliana Gamba ha spiegato che il lavoro finale sarà formato da quattro puntate di un’ ora circa.   Giacomo Scarpelli ha ricordato come l’Anac non sia mai stata un’associazione corporativa formata da artisti  che rivendicavano i loro privilegi, bensì formata da grandi personalità che si erano messe al servizio di battaglie civili e politiche nazionali e internazionali, spesso ponendo in secondo piano gli interessi professionali.

Il presidente Francesco Ranieri Martinotti partendo dalle storiche battaglie per la difesa della libertà di espressione e del “cinema delle idee” ha parlato di quanto l’associazione negli ultimi due anni abbia fatto per migliorare una legge che garantisca lo sviluppo di un cinema italiano indipendente e d’autore.


 

COMUNICATO STAMPA – Legge Cinema, la proposta delle associazioni per la nomina dei 5 esperti
9 ottobre 2017

 

Con l’avvenuta approvazione nel Consiglio dei Ministri di lunedì 2 ottobre del decreto che regolerà la promozione delle opere europee e italiane da parte di tutti fornitori di servizi audiovisivi, accolta favorevolmente dalle associazioni firmatarie, si compie un altro passo nel processo attuativo della Legge Franceschini.

Manca ancora un tassello fondamentale e delicato: la nomina dei 5 esperti che giudicheranno i progetti per l’assegnazione dei sostegni selettivi. Alla proposta fatta al Ministro Dario Franceschini di interpretare la norma dell’art. 26 numero 2 in maniera più funzionale rispetto alla gestione delle risorse, nominando 5 esperti per ogni area di competenza (scrittura, produzione, distribuzione, esercizio e promozione), ci è stato ricordato che il testo introduttivo della Legge non lascia alcun margine d’interpretazione, il che ha escluso ogni ipotesi di allargamento. La nostra opinione rimane però invariata, vale a dire che gli esperti debbano essere in un numero superiore a cinque, debbano essere retribuiti e la loro durata debba essere al massimo di un anno per garantire una rapida rotazione. Pertanto, rispetto alle soluzioni di cui si parla in questi giorni, si preferisce quella più lineare e già ventilata in ambito ministeriale di una modifica in sede legislativa da attuare immediatamente con la Legge di Stabilità. Si chiede quindi che l’emendamento:

1) stabilisca un numero variabile di esperti superiore a cinque in base alle necessità che si vengono a creare;

2) preveda la remunerazione degli stessi esperti;

3) stabilisca una durata breve per il loro mandato di massimo un anno.

Si porti avanti questa linea, e in particolare si proceda immediatamente, prevedendo anche che gli esperti siano selezionati tra figure di alto e indiscutibile valore morale e culturale che mettano a disposizione la loro competenza in un meccanismo di ricambio continuo delle nomine. In tal modo si eviteranno preselezioni che rischiano di diventare clientelari e di rispondere a principi e criteri del tutto soggettivi che impedirebbero un pari accesso dei vari progetti all’esame degli esperti e farebbero invece sottoporre solo quelli selezionati dai consulenti.

Roma, 9 ottobre 2017

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) 

WGI (Writers Guild Italia)

AGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti)

SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

CNA Cinema

CNC (Centro Nazionale del Cortometraggio)


 

Cinema: autori soddisfatti per il decreto approvato dal Cdm
5 ottobre 2017

 

COMUNICATO STAMPA

Cinema: autori soddisfatti per il decreto approvato dal Cdm

A seguito dell’approvazione nel Consiglio dei Ministri di lunedì 2 ottobre del decreto che regolerà la promozione delle opere europee e italiane da parte di tutti fornitori di servizi audiovisivi, tra i quali anche quelli “on demand” quali Netflix, Amazon e altri, gli autori italiani rappresentati dalle sigle associative ANAC, WGI e ASIFA ITALIA, esprimono la loro  soddisfazione per il fatto che siano state introdotte anche nel nostro sistema giudico quelle norme già presenti nella maggior parte dei paesi europei, il che è avvenuto nei tempi brevissimi proprio come richiesto dagli autori e, in particolar modo, trascurando anche  le ingiustificate resistenze espresse proprio dalla compagine dei fornitori di servizi MA.
‎Prevedere norme precise e certe – e ci si augura inaggirabili con eventuali deroghe così com’è accaduto fino a questo momento con la vecchia normativa – che porteranno a un notevole aumento di tutta la produzione italiana di cinema e audiovisivo è un fatto assolutamente positivo che riguarda non solo gli autori e le imprese che operano nella produzione, ma rappresenta un elemento di spinta e un volano per un  comparto fondamentale che potrebbe far ripartire l’intera economia del nostro Paese.

Roma, 5 ottobre 2017

 

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

WGI (Writers Guild Italia)

ASIFA ITALIA (Associazione degli Autori di Animazione)


 

Venezia: il Premio Lizzani 2017 dell’ANAC a Silvio Soldini per “Il colore nascosto delle cose”
8 settembre 2017

 

Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti, “esercenti coraggiosi” dell’anno, hanno assegnato il Premio Lizzani 2017 a Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini. Il riconoscimento intitolato al maestro e saggista del cinema italiano, Carlo Lizzani, e sostenuto da Roma Lazio Film Commission prevede che l’esercente premiato per la sua attività in favore del cinema di qualità “adotti” un film italiano scelto tra quelli presentati alla Mostra di Venezia, diventandone testimonial tra i suoi colleghi. Il film Il colore nascosto delle cose, interpretato da Valeria Golino e Adriano Giannini, prodotto da Lionello Cerri e Rai Cinema e da oggi distribuito nelle sale italiane da Videa, è una storia di delicata e sensibile dignità, che racconta l’incontro tra due mondi lontanissimi.

“Tra i numerosi film italiani presenti nelle varie sezioni della 74° Mostra del Cinema, che abbiamo guardato con soddisfatta curiosità, il film di Soldini rappresenta quanto il coraggio vada permanentemente nutrito. Valeria Golino con la sua interpretazione di Emma, una donna non vedente, dimostra come l’indipendenza e l’autonomia, da conquistarsi quotidianamente, siano la chiave per quella serenità indispensabile all’aprirsi all’altro”, così Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti hanno motivato la loro scelta.

Tra i riconoscimenti collaterali del festival, il Premio Lizzani ha l’obiettivo di riaffermare la centralità della visione sul grande schermo e far emergere il lavoro degli esercenti che operano nel difficile contesto italiano. Quest’anno l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha assegnato il riconoscimento proprio a Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti “per aver saputo coniugare al meglio capacità imprenditoriale, sensibilità culturale e sviluppo del territorio”. Francesi di nascita e italiani di adozione, Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti propongono quotidianamente nei loro cinema di Tarquinia e di Grottaferrata iniziative volte alla progressiva alfabetizzazione emozionale del giovane pubblico.

Il Premio Lizzani consiste in una targa che fu disegnata da Ettore Scola per la prima edizione.

Il Premio Lizzani è realizzato con il sostegno di Roma Lazio Film Commission e Raggio Verde


 

CS – Presentati oggi i decreti attuativi della nuova Legge Cinema. Le prime reazioni dell’Anac
4 settembre 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici era presente alla conferenza stampa della Direzione Generale Cinema del Mibact a Venezia dove é stato illustrato in rapida sequenza l’enorme lavoro svolto dagli stessi uffici per la stesura dei decreti attuativi della nuova legge Cinema e dell’ Audiovisivo.

Ovviamente é troppo presto per fare un’analisi ed esprimere un’opinione, ma la prima impressione é che delle 25 pagine di osservazioni e proposte, consegnate a maggio al Ministro Dario Franceschini dalle associazioni  che si identificano in quel cinema italiano di qualità, pensato, realizzato, distribuito, proiettato al di fuori delle logiche dei broadcast,  (ANAC, WGI, SNCCI, AGICI, CNA CINEMA,  AFIC, CNC) ne sia stata recepita una parte infinitesimale. Ci sarà comunque  tempo e modo per fare un raffronto sui vari testi e produrre un consuntivo. In generale comunque l’intero impianto appare decisamente orientato sulle posizioni della parte del settore più industrialmente strutturata.

A prima vista si nota che ‎il tax credit, previsto per un totale di 221milioni, ha superato il 50% del fondo di sostegno il che rappresenta una quota eccesiva di automatismi e potrebbe configurare un possibile conflitto con le norme europee in materia di aiuti di stato.

Per quanto riguarda la ripartizione dei sostegni selettivi é apparso altresì evidente che alla scrittura, lo sviluppo, la produzione, la distribuzione e l’esercizio andranno  risorse pari solo a 32 milioni. Infatti pur essendo stati reperiti ulteriori 40 milioni dal Mibact per ridurre le conseguenze dell’inserimento nel 18% della quota selettiva degli enti pubblici, non si e’ avuto un incremento effettivo degli stessi  32 milioni. Infine, sempre ad una primissima lettura, appare anche troppo elevato il massimale di costo di 4 milioni deciso per le opere prime e seconde e per quelle realizzate dai giovani registi , quelle che saranno finanziate specificamente dai sostegni selettivi.

In ogni caso l’Anac chiederà subito un incontro con la DG Cinema per quanto riguarda la stesura dei bandi che stabiliranno le regole di attribuzione dei sostegni selettivi, la cui scrittura,  come dichiarato dalla DG nel corso della conferenza stampa, sarà effettuata entro la fine di settembre .

 


 

Venezia: il Premio Lizzani 2017 per l’esercente più coraggioso a due imprenditori del Lazio
30 agosto 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, per voce della giuria composta dal presidente Francesco Ranieri Martinotti assieme ai familiari del grande maestro scomparso nel 2013, Flaminia e Francesco, ha attribuito il Premio Lizzani 2017 a Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti, per la loro coraggiosa e dinamica attività di esercenti svolta nel territorio laziale, in particolare nella città di Tarquina, con il Cinema Etrusco di Tarquinia, e nella zona dei Castelli Romani, con il Cinema Alfellini a Grottaferrata.

Entrato a far parte sin dallo scorso anno dei riconoscimenti collaterali del festival, il Premio, intitolato al già Direttore della Mostra del Cinema e presidente dell’Anac e sostenuto da Roma Lazio Film Commission, ha l’obiettivo di riaffermare la centralità della visione sul grande schermo e far emergere il lavoro degli esercenti che operano nel difficile contesto italiano. Pensato nello spirito del multiforme interesse cinematografico e culturale di Carlo Lizzani, il Premio valorizza in modo inedito l’ultimo ma decisivo segmento di un intero ciclo costruttivo, che vede nell’esercente il terminale tra l’opera e il pubblico, un ruolo di mediazione particolarmente impegnativo quando viene esercitato all’interno di un sistema distributivo prioritariamente indirizzato verso i blockbusters.

“Abbiamo premiato Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti per aver saputo coniugare al meglio capacità imprenditoriale, sensibilità culturale e sviluppo del territorio. Soprattutto in un momento storico come questo in cui la produzione e la distribuzione cinematografica appaiono schiacciate sulle regole dei ‘grandi’ del mercato, il Cinema Etrusco Tarquinia e il Cinema Alfellini rappresentano due piccole realtà di successo, e perciò d’innovazione. Applicando criteri manageriali all’offerta di cinema di qualità, Gérôme e Dominique hanno fatto tornare il pubblico della provincia laziale in sala e rivitalizzato l’interesse per il grande schermo, compensando quella divaricazione creata dall’industria e dall’intrattenimento mainstream”, sottolineano Flaminia e Francesco Lizzani. “Questo Premio vuole essere inoltre un riconoscimento al loro impegno per l’educazione all’immagine degli adolescenti, promossa attraverso una serie d’iniziative indirizzate al giovane pubblico”, precisa Martinotti.

Francesi di nascita e italiani di adozione, Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti, che hanno condotto insieme la filiale italiana di Ugc Ciné Cité Italia fino al 2011, vantano entrambi una formazione da manager e un’esperienza professionale maturata principalmente nel settore bancario, finanziario, turistico, nel marketing e nel management, finanche il campo dell’enogastronomia di alta qualità. Gérôme Bourdezeau, vanta anche una profonda conoscenza del settore commerciale in Italia essendo stato direttore sia in Decathlon sia di Eataly a Roma. Nel 2011 i due imprenditori hanno fondato assieme la DG Cinema & Consulting srl, cui sono connesse le due sale cinematografiche di Tarquinia e di Grottaferrata.

Confermando la formula che ha caratterizzato l’edizione precedente, anche quest’anno il vincitore del Premio Lizzani “adotterà” un film, scegliendolo tra quelli italiani presenti alla Mostra, e ne diventerà “testimonial” tra i suoi colleghi, impegnandosi a promuoverlo anche attraverso un’adeguata programmazione nella propria sala.

La cerimonia del premio Lizzani – che consiste nella consegna della targa disegnata da Ettore Scola all’“esercente più coraggioso” e al regista del film designato dallo stesso – si svolgerà venerdì 8 settembre alle ore 12 presso l’Hotel Excelsior (Lido di Venezia) alla presenza del Presidente della Biennale Paolo Baratta

Il Premio Lizzani è realizzato con il sostegno di Roma Lazio Film Commission e Raggio Verde


 

CS – Servizi Media Audiovisivi: le associazioni incontrano il Presidente Antonio Tajani in vista della direttiva UE
26 luglio 2017

 

Le associazioni firmatarie hanno avuto, martedì 25 luglio nella sede del Parlamento europeo di Roma, un incontro con il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. ‎Partendo dall’azione che ha portato al sanzionamento di Google da parte di Bruxelles per ‎abuso di posizione dominante, si è parlato della necessità di accrescere le risorse del Fondo di sostegno al cinema e all’audiovisivo, che ammontano attualmente a 400 milioni annui ‎e che, secondo le associazioni, non sarebbero sufficienti a fare da volano al cinema e all’audiovisivo di un paese con un’importante tradizione di settore quale l’Italia. Prendendo a modello la Francia, ad esempio, che può contare su 700 milioni del Centro Nazionale di Cinematografia più gli obblighi d’investimento delle televisioni, i tax credit e altri strumenti normativi, si dovrebbe immaginare un flusso complessivo di oltre il doppio.

Per ‎alimentare il Fondo di sostegno, la nuova Legge Cinema prevede il prelievo dell’11% sull’Iva e l’Ires delle aziende italiane di settore ed esclude ogni contribuzione da parte delle Over The Top, come Google appunto, che invece ottengono rilevanti utili in Europa. Le associazioni auspicano pertanto una rapida approvazione della proposta di revisione della direttiva 2010/13 sui servizi media audiovisivi che, una volta recepita dagli Stati membri, potrebbe far confluire ingenti risorse per il cinema e l’audiovisivo europeo, e offrire all’Italia la base per rafforzare il Fondo di sostegno, in coerenza con i criteri vigenti su scala europea. La proposta di nuova direttiva prevede, infatti, all’art. 13, la possibilità per ogni Stato membro di un prelievo di scopo sulle OTT da destinare al finanziamento delle industrie dell’audiovisivo.

A tale proposito, il presidente Antonio Tajani ha elogiato il lavoro del Commissario europeo‎ per l’economia e la società digitale, Maria Gabriel, e ha incoraggiato le associazioni ad avere con lei uno scambio di opinioni su questo importante tema. ‎All’incontro era presente anche Roberto Barzanti, Presidente delle Giornate degli Autori e già Presidente della Commissione cultura del Parlamento europeo, il quale, in accordo con il presidente Tajani, ha sottolineato l’utilità di un primo confronto con la commissaria Gabriel nell’ambito della prossima 14° edizione delle Giornate degli Autori, in coincidenza con la Mostra del Cinema di Venezia.

Roma, 26 luglio 2017

AGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti)
CNA Cinema
ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)
WGI (Writers Guild Italia)
SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)
AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema)
CNC (Centro Nazionale del Cortometraggio)
100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva


 

CS – Legge Cinema, la proposta delle associazioni a sostegno dei criteri artistici nel rispetto dell’eccezione culturale
24 luglio 2017

 

Legge Cinema, la proposta delle associazioni a sostegno dei criteri artistici nel rispetto dell’eccezione culturale

Nella puntata di Report Che spettacolo! in replica lunedì scorso e nella quale si denunciavano alcune disfunzioni del sistema di sostegno pubblico al settore dell’audiovisivo italiano, il produttore di Checco Zalone, Pietro Valsecchi che, grazie ai notevoli risultati economici di Cado dalle nubi ha maturato il diritto a ricevere premi governativi pari quasi a due milioni di euro‎, ha dichiarato che non sarebbe giusto premiare con risorse pubbliche i film che hanno ottenuto risultati di rilievo al botteghino. “Non è corretto questo contributo. Quando un film già ha incassato molto, perché lo Stato dovrebbe dare altre risorse? Questi soldi invece dovrebbero andare ai film che non incassano. Dovrebbe essere il contrario…” sono queste le parole del produttore.

Le associazioni firmatarie, pur condividendo pienamente tale posizione, sono consapevoli che sia improbabile oggi l’annullamento del meccanismo di premialità, criticato da Valsecchi, e ‎nella trasformazione dei vecchi ristorni in sostegni automatici ‎prevista dalla nuova legge, intendono vigilare sulla sua rispondenza al principio UE dell’eccezione culturale. E’ infatti a rischio d’infrazione la proposta dell’Anica di ribaltare il peso dei criteri artistico-culturali a vantaggio di quello relativo agli incassi‎. Se da una parte la Direzione Generale Cinema, nella bozza del decreto attuativo, per il calcolo dei sostegni automatici alle imprese attribuisce il 70% del peso ai criteri artistici e il 30% a quelli economici, l’orientamento del Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo sembrerebbe andare nella direzione dell’Anica, suggerendo una ripartizione più favorevole al criterio degli incassi.

Rispetto alle proiezioni circolate, applicando le tabelle dell’automatico previste dalla bozza del decreto, continuiamo a preferire il 70/30% a favore dei criteri culturali proposto dal Ministro Dario Franceschini ma, per senso di responsabilità verso il settore, siamo disposti anche a una soluzione di compromesso purché non si scenda sotto la soglia del 50%, ‎come avviene peraltro in Francia, ad esempio, in un costante equilibrio tra cultura e intrattenimento. In tal senso, si auspica che la decisione finale del Ministro alla Cultura tenga conto di questa proposta di buon senso.

Per quanto riguarda altresì l’insieme delle disposizioni attuative sospese, in considerazione anche del forte ritardo, si propone una rapida soluzione, ispirata comunque al rispetto dell’eccezione culturale, riservandoci di studiare insieme a tutti gli altri interlocutori le modifiche e i miglioramenti necessari laddove i decreti si rivelassero inadeguati o difficilmente applicabili.

Roma, 24/7/2017

AGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti)

CNA Cinema

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

WGI (Writers Guild Italia)

SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema)

CNC (Centro Nazionale del Cortometraggio)


 

Comunicato Stampa congiunto del 13-7-2017
13 luglio 2017

 

Il Ministro Calenda ridimensiona il valore e il ruolo delle piccole e medie imprese nel sistema dell’audiovisivo italiano

In occasione della conferenza stampa di presentazione del prossimo Mercato Italiano dell’Audiovisivo (MIA) svoltasi a Roma lunedì 10 luglio, il Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha dichiarato che i decreti attuativi della nuova Legge Cinema non andrebbero nella direzione da lui auspicata di sostegno alle poche società leader del settore (fra cui Cattleya, WILDSIDE, Lux, PALOMAR, IIF), secondo quanto disposto dalla stessa legge. In linea con la missione del suo dicastero, Calenda ritiene che il sostegno mediante risorse pubbliche alle prime dieci società di produzione più capitalizzate (cui andrebbero aggiunte Rai e Mediaset) farebbe da traino a tutte le piccole e medie, trascurando però che tali risorse provengono dal Ministero della Cultura, sono disciplinate dalla normativa europea e si basano sull’ “eccezione culturale’. L’impostazione invocata dal ministro Calenda non può essere condivisa in quanto deve essere innanzitutto valorizzata la capacità d’innovazione e di sviluppo della creatività delle piccole e medie imprese che operano nel settore dell’audiovisivo; il che risulta in linea con lo spirito di alcuni dei decreti attuativi che sono stati elaborati dalla Direzione Generale Cinema dopo aver consultato le associazioni di categoria. In particolare, per quanto riguarda la definizione dei sostegni automatici, la valorizzazione degli elementi artistico-culturali, rispetto a quelli relativi agli incassi, rappresentata rispettivamente dalle percentuali del 70%-30%, rispecchia a pieno il principio dell’“eccezione culturale’’. Peraltro un’eventuale inversione delle percentuali rischierebbe di sottoporre la norma a un procedimento d’infrazione da parte dell’Unione europea.

Le associazioni firmatarie chiedono quindi al Ministro Dario Franceschini di mantenere con fermezza la linea fin qui marcata sul tema dei sostegni automatici, di voler confermare quanto è stato faticosamente elaborato dai suoi stessi uffici e di concordare invece con il ministro Calenda le modalità per l’immissione, da parte del MISE, dei promessi fondi, destinati all’internazionalizzazione e all’industrializzazione del prodotto televisivo liberando così risorse del Mibact.

Del resto proprio le principali associazioni di categoria dei produttori dovrebbero essere le prime a respingere tesi che portano al drastico ridimensionamento della platea formata dai produttori indipendenti che costituiscono sia la piccola e media impresa (P.M.I) sia la base delle stesse associazioni alle quali si iscrivono in cerca di tutela.

Roma, 13 luglio 2017

AGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti)

CNA Cinema

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

WGI (Writers Guild Italia)

SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema)

CNC (Centro Nazionale del Cortometraggio)


 

Caro Rutelli, se la Legge Cinema non parte non è questione di lentezza istituzionale
11 giugno 2017

 

Dalle pagine del Corriere di oggi l’ANICA lancia un’accusa per il ritardo nell’applicazione della nuova Legge Cinema, il cui destinatario sembra essere il Ministro alla Cultura, Dario Franceschini. Protagonista di una lunga intervista, Francesco Rutelli parla in qualità di Presidente di un’associazione affiliata alla Confindustria, dicendo cose coerenti con la sua posizione e perfettamente in linea con quelle che dovrebbero essere le politiche di un Ministero che si occupa dello sviluppo economico. Dimentica però che il Ministero competente per la normativa sul cinema è quello della Cultura, che non può snaturare i compiti attribuiti al proprio dicastero. In tal senso l’attività di concertazione svolta dalla direzione del Mibact è stata opportuna e ben condotta e ha teso ad ascoltare tutte le parti del settore che dovranno adeguarsi alle nuove norme, compresa quell’area che Francesco Rutelli contraddistingue con la definizione di “piccolo e bello”. Nel settore del cinema tale area è rappresentata dalle micro e piccole imprese che costituiscono il vero tessuto imprenditoriale italiano, lo stesso che rivolge la propria attenzione maggiormente alla produzione del cinema di qualità e meno a quello d’intrattenimento o alla gestione delle sale di provincia e quelle d’essai, piuttosto che ai multiplex.

Il blocco del cinema italiano di cui si parla nell’intervista non si può attribuire ai “tempi burocratici lenti, alla Corte dei conti, al via libera europeo, alla Gazzetta ufficiale…”. La questione è un’altra: una legge totalmente nuova necessita di un’elaborazione attuativa che richiede estrema attenzione e massima cautela, poiché gli effetti pratici di un provvedimento attuativo sono tanti e difficilmente prevedibili in assenza di una casistica pregressa. Oltretutto capita anche che quelli che si lamentano dei ritardi spesso sono gli stessi che si frappongono al processo di elaborazione quando i risultati non rispecchiano le loro aspettative.

La vera questione che andrebbe affrontata è quella relativa alle dimensioni di una coperta troppo corta che non riesce ad affrontare e a risolvere tutte le necessità delle tante componenti del settore, quelle della produzione, della distribuzione, dell’esercizio, della conservazione del patrimonio cinematografico, alle quali si sono aggiunte, con la nuova legge, quelle del settore della televisione e del multimediale. I 400milioni previsti dal nuovo Fondo di sostegno rappresentano un incremento significativo rispetto al passato, ma del tutto insufficiente a soddisfare le esigenze derivate dall’ampliamento. La ripartizione delle risorse quindi non è semplice, come non è semplice trovare una sintesi tra le istanze di tutti. C’è anche da ricordare che una recente inchiesta giornalistica ha evidenziato uno sbilanciamento dell’utilizzo delle risorse verso l’area delle imprese più grandi e il fatto che il Ministro Franceschini si adoperi per correggerlo non può che esser considerato in modo favorevole.

Per ampliare il bacino delle risorse, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha avanzato da tempo alcune proposte che intende continuare a portare avanti in una prospettiva unitaria insieme a tutti coloro che le vogliano condividere:

1) Trasferimento al Mise della quota del tax credit destinata alla produzione esecutiva dei film stranieri girati in Italia;

2) Ripristino della percentuale netta del 18% dei sostegni selettivi trasferendo i costi degli enti pubblici (Biennale Cinema, Istituto Luce, CSC…) sul capitolo delle spese generali del Mibact;

3) Prelievo di scopo sugli utili delle over the top che sarà reso possibile dall’imminente approvazione della direttiva europea in materia di servizi media audiovisivi.

Tali proposte saranno presentate dall’ANAC nell’ambito del convegno Dove va il cinema italiano? organizzato dalla stessa ANICA al quale, come Associazione, siamo stati invitati a intervenire. Auspichiamo che in quella sede il Presidente dei produttori italiani voglia accogliere le nostre proposte.

Roma, 11 giugno 2017


 

COMUNICATO STAMPA – Cinecittà Studios, subito un tavolo di lavoro con le associazioni di settore
15 maggio 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici esprime viva preoccupazione sulla modalità con la quale ormai da alcuni mesi si sta svolgendo la trattativa riguardante il recupero da parte dello Stato degli Studi cinematografici di Cinecittà, dopo la negativa gestione della società Cinecittà Studios che fa capo a Luigi Abete. Più volte in passato gli autori, i sindacati e gli operatori del cinema erano intervenuti anche con il sostegno d’importanti colleghi europei, affinché si ponesse fine agli scandalosi interessi speculativi di carattere edilizio che si erano concentrati su parte dei terreni rigorosamente vincolati dalla legge alle esclusive attività cinematografiche. Nel corso di un convegno tenutosi alla Mostra del Cinema nel 2015 la comunità del cinema aveva chiesto che fosse disdetto il contratto d’affitto alla società Cinecittà Studios che non aveva pagato il canone per le ultime cinque annualità, accumulando un debito pari a 6milioni di euro. Fu scelta un’altra strada concedendo una rateizzazione del debito previo contenimento degli spazi in uso ai privati.

A distanza di due anni, a fronte di nuove inadempienze, i Ministeri competenti (Mibact e Mef) sembrano finalmente aver compreso che è necessario intervenire perché i teatri di posa siano ripresi a chi non ha saputo rispettare il contratto sia nella parte economica sia in quella attinente alla missione da svolgere. Le notizie trapelate però dicono che, nonostante i debiti prodotti e le condizioni di deperimento nel quale si troverebbero gli immobili da riconsegnare, la società affittuaria rivendica una rilevante somma che a suo avviso risulterebbe dalla compensazione tra gli investimenti che la stessa Cinecittà Studios avrebbe fatto negli anni della sua gestione e i vari debiti pendenti. Al fine di una valutazione oggettiva è stata effettuata una due diligence di cui si attendono i risultati. Oltretutto stupisce che pur trattandosi di un bene pubblico non siano note le richieste e le condizioni che Cinecittà Studios pone per la restituzione dell’80% ancora in suo possesso, oltre che del prestigioso marchio, simbolo del cinema italiano nel mondo, che è stato gestito inadeguatamente. La stessa scarsa inadeguatezza si è rilevata anche in un’operazione infelice come quella di Cinecittà World.

L’Anac chiede pertanto che lo Stato ascolti il punto di vista di autori, lavoratori, produttori, operatori culturali, e rappresentanti territoriali che hanno a cuore il valore culturale di un bene pubblico che è emblema di tutta la cinematografia italiana. Chiede inoltre un tavolo di lavoro che li veda coinvolti nel delicato passaggio della restituzione degli studi all’Istituto Luce anche in prospettiva del rilancio generale di quello che potrebbe divenire non solo il primo sito dell’audiovisivo europeo, ma anche la casa di tutte le associazioni nazionali del settore.

Roma, 15 maggio 2017


 

Legge Cinema, il Ministro Dario Franceschini incontra le associazioni sui decreti attuativi
29 aprile 2017

 

Comunicato Stampa
Legge Cinema, il Ministro Dario Franceschini incontra le associazioni sui decreti attuativi

Otto associazioni cinematografiche tra quelle maggiormente interessate alla valorizzazione della creatività e a un’equa distribuzione delle risorse pubbliche hanno incontrato giovedì 27 il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, per renderlo partecipe della loro proposta unitaria alla vigilia delle norme attuative della nuova Legge Cinema. La delegazione formata da autori, critici, giovani produttori indipendenti, piccole e medie imprese dell’audiovisivo, rappresentanti delle industrie tecniche e dei festival, ha sottolineato l’esigenza di far ripartire subito l’intero settore con il varo dei necessari decreti attuativi. In particolare, ci si è soffermati sulla necessità di reintegrare la quota del fondo del sostegno selettivo destinato proprio allo sviluppo, alla produzione e alla promozione dei film dalla predominante valenza artistico-culturale e realizzati da produttori indipendenti. In risposta il Ministro si è mostrato favorevole a perfezionare il meccanismo relativo ai film cosiddetti “difficili” accettando che l’aspetto creativo risulti prioritario rispetto all’impegno finanziario. Altri nodi cruciali affrontati sono stati sia la definizione di produttore e distributore indipendente sia ‎la funzione del cortometraggio quale imprescindibile palestra per giovani autori e produttori; su entrambi vanno trovate soluzioni più convincenti rispetto a quanto previsto dalle bozze dei primi decreti.
Le associazioni (ANAC, 100autori, WGI, AGPCI, AFIC, SNCCI, CNA/PMI, Centro Nazionale del Cortometraggio) hanno constatato la disponibilità del Ministro e della Direzione Generale Cinema a recepire il loro punto di vista, alla fine dell’incontro si sono mostrate fiduciose, riservandosi comunque di dare una valutazione compiuta solo sui decreti controfirmati dal Ministro, e si sono riproposte di organizzare una conferenza stampa prima dell’inizio del Festival di Cannes per verificare pubblicamente con la stampa e gli associati in che misura i suggerimenti proposti saranno stati recepiti nel rendere finalmente operativa la nuova Legge Cinema.

Roma, 28 aprile 2017


 
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