ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

Caro Rutelli, se la Legge Cinema non parte non è questione di lentezza istituzionale
11 giugno 2017

 

Dalle pagine del Corriere di oggi l’ANICA lancia un’accusa per il ritardo nell’applicazione della nuova Legge Cinema, il cui destinatario sembra essere il Ministro alla Cultura, Dario Franceschini. Protagonista di una lunga intervista, Francesco Rutelli parla in qualità di Presidente di un’associazione affiliata alla Confindustria, dicendo cose coerenti con la sua posizione e perfettamente in linea con quelle che dovrebbero essere le politiche di un Ministero che si occupa dello sviluppo economico. Dimentica però che il Ministero competente per la normativa sul cinema è quello della Cultura, che non può snaturare i compiti attribuiti al proprio dicastero. In tal senso l’attività di concertazione svolta dalla direzione del Mibact è stata opportuna e ben condotta e ha teso ad ascoltare tutte le parti del settore che dovranno adeguarsi alle nuove norme, compresa quell’area che Francesco Rutelli contraddistingue con la definizione di “piccolo e bello”. Nel settore del cinema tale area è rappresentata dalle micro e piccole imprese che costituiscono il vero tessuto imprenditoriale italiano, lo stesso che rivolge la propria attenzione maggiormente alla produzione del cinema di qualità e meno a quello d’intrattenimento o alla gestione delle sale di provincia e quelle d’essai, piuttosto che ai multiplex.

Il blocco del cinema italiano di cui si parla nell’intervista non si può attribuire ai “tempi burocratici lenti, alla Corte dei conti, al via libera europeo, alla Gazzetta ufficiale…”. La questione è un’altra: una legge totalmente nuova necessita di un’elaborazione attuativa che richiede estrema attenzione e massima cautela, poiché gli effetti pratici di un provvedimento attuativo sono tanti e difficilmente prevedibili in assenza di una casistica pregressa. Oltretutto capita anche che quelli che si lamentano dei ritardi spesso sono gli stessi che si frappongono al processo di elaborazione quando i risultati non rispecchiano le loro aspettative.

La vera questione che andrebbe affrontata è quella relativa alle dimensioni di una coperta troppo corta che non riesce ad affrontare e a risolvere tutte le necessità delle tante componenti del settore, quelle della produzione, della distribuzione, dell’esercizio, della conservazione del patrimonio cinematografico, alle quali si sono aggiunte, con la nuova legge, quelle del settore della televisione e del multimediale. I 400milioni previsti dal nuovo Fondo di sostegno rappresentano un incremento significativo rispetto al passato, ma del tutto insufficiente a soddisfare le esigenze derivate dall’ampliamento. La ripartizione delle risorse quindi non è semplice, come non è semplice trovare una sintesi tra le istanze di tutti. C’è anche da ricordare che una recente inchiesta giornalistica ha evidenziato uno sbilanciamento dell’utilizzo delle risorse verso l’area delle imprese più grandi e il fatto che il Ministro Franceschini si adoperi per correggerlo non può che esser considerato in modo favorevole.

Per ampliare il bacino delle risorse, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha avanzato da tempo alcune proposte che intende continuare a portare avanti in una prospettiva unitaria insieme a tutti coloro che le vogliano condividere:

1) Trasferimento al Mise della quota del tax credit destinata alla produzione esecutiva dei film stranieri girati in Italia;

2) Ripristino della percentuale netta del 18% dei sostegni selettivi trasferendo i costi degli enti pubblici (Biennale Cinema, Istituto Luce, CSC…) sul capitolo delle spese generali del Mibact;

3) Prelievo di scopo sugli utili delle over the top che sarà reso possibile dall’imminente approvazione della direttiva europea in materia di servizi media audiovisivi.

Tali proposte saranno presentate dall’ANAC nell’ambito del convegno Dove va il cinema italiano? organizzato dalla stessa ANICA al quale, come Associazione, siamo stati invitati a intervenire. Auspichiamo che in quella sede il Presidente dei produttori italiani voglia accogliere le nostre proposte.

Roma, 11 giugno 2017


 

COMUNICATO STAMPA – Cinecittà Studios, subito un tavolo di lavoro con le associazioni di settore
15 maggio 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici esprime viva preoccupazione sulla modalità con la quale ormai da alcuni mesi si sta svolgendo la trattativa riguardante il recupero da parte dello Stato degli Studi cinematografici di Cinecittà, dopo la negativa gestione della società Cinecittà Studios che fa capo a Luigi Abete. Più volte in passato gli autori, i sindacati e gli operatori del cinema erano intervenuti anche con il sostegno d’importanti colleghi europei, affinché si ponesse fine agli scandalosi interessi speculativi di carattere edilizio che si erano concentrati su parte dei terreni rigorosamente vincolati dalla legge alle esclusive attività cinematografiche. Nel corso di un convegno tenutosi alla Mostra del Cinema nel 2015 la comunità del cinema aveva chiesto che fosse disdetto il contratto d’affitto alla società Cinecittà Studios che non aveva pagato il canone per le ultime cinque annualità, accumulando un debito pari a 6milioni di euro. Fu scelta un’altra strada concedendo una rateizzazione del debito previo contenimento degli spazi in uso ai privati.

A distanza di due anni, a fronte di nuove inadempienze, i Ministeri competenti (Mibact e Mef) sembrano finalmente aver compreso che è necessario intervenire perché i teatri di posa siano ripresi a chi non ha saputo rispettare il contratto sia nella parte economica sia in quella attinente alla missione da svolgere. Le notizie trapelate però dicono che, nonostante i debiti prodotti e le condizioni di deperimento nel quale si troverebbero gli immobili da riconsegnare, la società affittuaria rivendica una rilevante somma che a suo avviso risulterebbe dalla compensazione tra gli investimenti che la stessa Cinecittà Studios avrebbe fatto negli anni della sua gestione e i vari debiti pendenti. Al fine di una valutazione oggettiva è stata effettuata una due diligence di cui si attendono i risultati. Oltretutto stupisce che pur trattandosi di un bene pubblico non siano note le richieste e le condizioni che Cinecittà Studios pone per la restituzione dell’80% ancora in suo possesso, oltre che del prestigioso marchio, simbolo del cinema italiano nel mondo, che è stato gestito inadeguatamente. La stessa scarsa inadeguatezza si è rilevata anche in un’operazione infelice come quella di Cinecittà World.

L’Anac chiede pertanto che lo Stato ascolti il punto di vista di autori, lavoratori, produttori, operatori culturali, e rappresentanti territoriali che hanno a cuore il valore culturale di un bene pubblico che è emblema di tutta la cinematografia italiana. Chiede inoltre un tavolo di lavoro che li veda coinvolti nel delicato passaggio della restituzione degli studi all’Istituto Luce anche in prospettiva del rilancio generale di quello che potrebbe divenire non solo il primo sito dell’audiovisivo europeo, ma anche la casa di tutte le associazioni nazionali del settore.

Roma, 15 maggio 2017


 

Legge Cinema, il Ministro Dario Franceschini incontra le associazioni sui decreti attuativi
29 aprile 2017

 

Comunicato Stampa
Legge Cinema, il Ministro Dario Franceschini incontra le associazioni sui decreti attuativi

Otto associazioni cinematografiche tra quelle maggiormente interessate alla valorizzazione della creatività e a un’equa distribuzione delle risorse pubbliche hanno incontrato giovedì 27 il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, per renderlo partecipe della loro proposta unitaria alla vigilia delle norme attuative della nuova Legge Cinema. La delegazione formata da autori, critici, giovani produttori indipendenti, piccole e medie imprese dell’audiovisivo, rappresentanti delle industrie tecniche e dei festival, ha sottolineato l’esigenza di far ripartire subito l’intero settore con il varo dei necessari decreti attuativi. In particolare, ci si è soffermati sulla necessità di reintegrare la quota del fondo del sostegno selettivo destinato proprio allo sviluppo, alla produzione e alla promozione dei film dalla predominante valenza artistico-culturale e realizzati da produttori indipendenti. In risposta il Ministro si è mostrato favorevole a perfezionare il meccanismo relativo ai film cosiddetti “difficili” accettando che l’aspetto creativo risulti prioritario rispetto all’impegno finanziario. Altri nodi cruciali affrontati sono stati sia la definizione di produttore e distributore indipendente sia ‎la funzione del cortometraggio quale imprescindibile palestra per giovani autori e produttori; su entrambi vanno trovate soluzioni più convincenti rispetto a quanto previsto dalle bozze dei primi decreti.
Le associazioni (ANAC, 100autori, WGI, AGPCI, AFIC, SNCCI, CNA/PMI, Centro Nazionale del Cortometraggio) hanno constatato la disponibilità del Ministro e della Direzione Generale Cinema a recepire il loro punto di vista, alla fine dell’incontro si sono mostrate fiduciose, riservandosi comunque di dare una valutazione compiuta solo sui decreti controfirmati dal Ministro, e si sono riproposte di organizzare una conferenza stampa prima dell’inizio del Festival di Cannes per verificare pubblicamente con la stampa e gli associati in che misura i suggerimenti proposti saranno stati recepiti nel rendere finalmente operativa la nuova Legge Cinema.

Roma, 28 aprile 2017


 

CS Anac del 24-4-2017
24 aprile 2017

 

L’ANAC, felice del rilascio di Gabriele del Grande dopo 14 giorni di detenzione in Turchia, ribadisce il proprio impegno a fianco di tutti gli autori e artisti che in nome della libertà di espressione sfidano con coraggio ogni forma di oppressione politico e religiosa.


 

COMUNICATO STAMPA – Oltre Report, rischi e vizi di una Legge in fase di rodaggio
21 aprile 2017

 

Comunicato Stampa
Oltre Report, rischi e vizi di una Legge in fase di rodaggio

Lunedì 17 aprile Report ha lanciato un j’accuse al sistema di sostegno pubblico del cinema e dell’audiovisivo italiano. Al di là del taglio sensazionalistico dato all‘inchiesta giornalistica, che comporta sempre rischi di generalizzazione e può arrivare a una vera e propria demonizzazione degli investimenti pubblici destinati a uno dei settori più strategici del paese (tale è stato il tono di tanti post apparsi sulla pagina Facebook della trasmissione di Rai3), Report ha messo in luce molti di quegli aspetti negativi che come autori dell’ANAC abbiamo sempre denunciato.

Come negare, infatti, che l’assegnazione delle risorse pubbliche rispetti solo in parte il principio della valorizzazione della diversità culturale e della promozione del cinema quale fondamentale mezzo di espressione artistica e culturale? Come non convenire sulla necessità di imporre maggiori e più ferrei controlli affinché il tax credit esterno non sia utilizzato in maniera fraudolenta? E come non essere d’accordo sul fatto che nella scrittura dei decreti attuativi della nuova Legge Cinema si debba correggere il tendenziale sbilanciamento di risorse destinate prevalentemente a un’unica area imprenditoriale?

Tale sbilanciamento si denota nella riduzione dei sostegni selettivi alla somma reale di appena 32milioni di euro; nell’innalzamento eccessivo dei tetti del tax credit interno a 16milioni per ogni singola impresa (come prevede la bozza di decreti in discussione); nell’indiscriminato allargamento dei sostegni ai film di puro intrattenimento; nell’assoluta equiparazione di cinema e tv; nella mancanza di controllo sulla corretta destinazione dei fondi (abbiamo appreso che si può persino investire in derivati!). In questo senso, avevamo auspicato la costituzione di un Centro Nazionale del Cinema e dell’audiovisivo, che avrebbe garantito maggiori e più specifici controlli.

Fin dal mese di dicembre, l’ANAC ha avviato, assieme a altre sei associazioni di categoria, un confronto per la definizione di una proposta condivisa sui decreti attuativi della nuova Legge. In maniera unitaria, ci siamo rivolti al neo-insediato Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo affinché siano corretti tutti quei fenomeni distorsivi che allontanano il sostegno pubblico al cinema dai dettami della nostra Costituzione e delle norme europee, chiedendo, se necessario, di tornare a intervenire su alcuni articoli della nuova legge. In particolare:

– recuperando l’emendamento n°11.12 (testo 2) proposto in Commissione Cultura, che prevedeva un più giusto equilibrio tra sostegni automatici e selettivi pari a una percentuale non inferiore del 25%;

– inserendo nel prelievo fiscale previsto dall’art 14 anche le OTT;

– rivedendo la norma che attribuisce a soli cinque esperti (per inciso, non retribuiti) una quantità eccessiva di competenze. E’ giudizio unanime, infatti, che tali esperti dovranno affrontare un compito talmente enorme e improbo che, nella migliore delle ipotesi, finirà per rallentare, se non addirittura per bloccare, le attività selettive.

In ultimo, ma è a nostro giudizio parte essenziale del problema, ci preme ricordare l’importanza della definizione della figura del produttore indipendente che non può escludere l’aspetto della titolarità di almeno il 30% dei diritti dell’opera prodotta, come previsto dalle legislazioni più avanzate operanti negli altri Paesi, in particolare in Francia e in Inghilterra. Crediamo quindi che sia essenziale non rinviare ulteriormente l’adeguamento della definizione ad altre riforme (Tusmar), che non sappiamo quando saranno varate.


 

COMUNICATO STAMPA – DOPO TANTI ANNUNCI ARRIVANO I PRIMI DECRETI ATTUATIVI DDL FRACESCHINI: PREVALE LA PREOCCUPAZIONE. VANNO CAMBIATI.
13 aprile 2017

 

Ieri, 12 aprile, si è riunito in assemblea straordinaria presso la Casa del Cinema di Roma il nuovo fronte unitario del cinema e dell’audiovisivo italiano che da tempo esprime le istanze di autori, registi, produttori, distributori, critici, festival e industrie tecniche compatti e rappresentati da tutte le sigle degli autori: ANAC, 100 Autori e WGI, le sigle della produzione e distribuzione indipendente: AGPCI e CNA PMI e le sigle di critici e festival SNCCI e AFIC.

Questa vasta rappresentanza del comparto cine-audiovisivo italiano si è riunita d’urgenza a seguito dell’esame delle prime bozze di alcuni fra i decreti attuativi della nuova legge cinema e del primo incontro con il neo insediato Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo.

Molte le preoccupazioni.

· In primis le definizioni di “Produttore Indipendente”, “Distributore Indipendente” di “cortometraggio” e “Film Difficile”, fondamentali per una legge che anche secondo gli schemi europei dovrebbe sostenere i prodotti di qualità, innovativi e di sperimentazione e le aziende indipendenti che in tutto il mondo ne sono il chiaro motore di sviluppo.

· Le bozze dei decreti sul credito d’imposta ignorano infatti l’aspetto essenziale per qualificare l’indipendenza del produttore cinematografico e che è invece alla base della normativa europea, vale a dire la titolarità di almeno il 30% dei diritti.

· Nel settore della distribuzione per la definizione d’impresa indipendente non si possono invece ignorare gli aspetti dell’alterazione della concorrenza determinati dall’integrazione verticale con l’esercizio e la produzione.

· Per quanto riguarda il cortometraggio, il dispositivo immaginato, prevedendo requisiti difficilmente realizzabili nelle attuali condizioni del mercato italiano, come ad esempio l’uscita in 15 sale, ridurrebbe drasticamente la produzione di corti, indispensabile palestra per i giovani registi e produttori,.

· Infine per i film cosiddetti “difficili” la definizione che è stata prevista in funzione dell’intensità degli aiuti è talmente onnicomprensiva che quasi la totalità dei film italiani saranno considerati “difficili” e potranno ricevere al 100% la copertura finanziaria da risorse pubbliche (nazionali, regionali, europee…) tramite incentivi e sgravi fiscali. Inefficaci anche le norme attuative per favorire la scrittura e lo sviluppo dei progetti che rimangono sostanzialmente invariate rispetto al passato e disattendono quel ruolo propulsivo che il legislatore gli ha invece attribuito nell’articolato della nuova legge.

· Nel constatare che l’ammontare di credito d’imposta disponibile per ogni singola impresa è stato elevato fino a 16 milioni di euro e la totale assenza di una definizione o un tetto previsti per i gruppi (con più imprese collegate), tutte le associazioni presenti all’assemblea hanno denunciato che il provvedimento determinerà la contrazione del numero d’imprese che nei prossimi anni potranno operare nel settore dell’audiovisivo in quanto l’assegnazione dei fondi riguarderà al massimo a una decina di aziende.

Nell’attesa di analizzare tutti gli altri decreti, tra gli altri quelli sull’esercizio, i sostegni selettivi e automatici, il tax credit esterno, la promozione, la nomina dei 5 esperti, ANAC, 100autori, WGI, AGPCI, CNA PMI, SNCCI e AFIC, che hanno espresso le stesse preoccupazioni al Consiglio Superiore del Cinema e dell’audiovisivo – in particolare per la linea di tendenza che allontana la legge dal dettato delle direttive europee, sia per il rispetto del principio di “eccezione culturale” che in materia di aiuti di Stato – unitariamente hanno chiesto con la massima urgenza un incontro al Ministro Dario Franceschini insieme con il Direttore Generale Nicola Borrelli e si sono riservati la possibilità di adottare tutte le opportune iniziative presso le istituzioni competenti sia in sede nazionale che europea, prima fra tutte l’Antitrust.


 

COMUNICATO STAMPA – Sette associazioni chiedono un incontro al Consiglio Superiore del Cinema appena insediato
23 marzo 2017

 

COMUNICATO STAMPA

Sette associazioni chiedono un incontro al Consiglio Superiore del Cinema appena insediato

Sette tra le principali associazioni di categoria hanno inviato una lettera a Stefano Rulli, Presidente del  Consiglio Superiore del Cinema, per un primo incontro con l’organo consultivo del Cinema, insediatosi mercoledì 22 marzo. L’obiettivo è di consegnare ‎la proposta unitaria relativa alle norme di attuazione della nuova Legge Cinema,‎ condivisa da autori, produttori, critici, direttori di festival e industria tecnica. Sarà proprio il Consiglio Superiore, infatti, a dettare le linee guida per la scrittura di quei decreti attuativi indispensabili per far ripartire il settore ormai fermo da mesi.

Fondamentale per i firmatari del documento è il rispetto delle norme europee pensate per sostenere la produzione e la distribuzione indipendente. In particolare, si ritiene che i decreti dovranno contenere regole ferree per escludere dal beneficio del credito d’imposta i brodcaster e le società a essi collegate,‎ sulla base di quanto è stabilito da Bruxelles.

La definizione dei decreti può, infatti, cambiare radicalmente lo spirito delle norme primarie. E’ il caso, ad esempio, del dispositivo che concede un credito d’imposta del 40% ai produttori che distribuiscono i propri film. Tale dispositivo, pensato per aiutare gli indipendenti, se fosse esteso alla distribuzione dei film di Natale, andrebbe nella direzione diametralmente opposta alle intenzioni del legislatore.

Roma, 23 marzo 2017

 

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

WGI (Writers Guild Italia)

AGPCI (Associazione Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti)

SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema)

PMI/CNA (Piccole Medie Imprese Cinema e Audiovisivo)

 


 

Comunicato stampa – PARI OPPORTUNITA’ DI GENERE nei Decreti Attuativi della nuova Legge Cinema
14 marzo 2017

 

PARI OPPORTUNITA’ DI GENERE
nei Decreti Attuativi della nuova Legge Cinema

COMUNICATO STAMPA del 13 marzo 2017

Il 10 Marzo una rappresentanza delle associazioni AGPCI, ANAC, DOC/IT, WGI ha incontrato la Direzione Generale Cinema del MiBact per chiarire contenuti e motivazioni di un documento sottoposto lo scorso gennaio all’attenzione del Ministro Franceschini.

Il documento prende in esame i vari dispositivi della nuova Legge Cinema e suggerisce precisi interventi perché nella scrittura dei decreti attuativi venga rispettata e difesa l’applicazione dell’equilibrio di genere e delle pari opportunità, sia in generale nelle varie nomine che nello specifico settore dell’assegnazione dei fondi automatici e selettivi.

Equilibrio purtroppo appena disatteso. Contrariamente, infatti, a quanto disposto dall’art. 11 della legge 220/2016 in materia di Composizione  del Consiglio Superiore, le nomine recentemente effettuate dal Ministro vedono la presenza di sole 4 donne a fronte di ben 7 uomini, scelta certamente non dettata dalla mancanza di candidate di primissimo livello.

Non è sufficiente che sia rispettato il criterio minimo di un terzo previsto dalla legge sulle pari opportunità, le donne del comparto dell’audiovisivo hanno bisogno da parte del Ministero di un segno preciso e diverso, che favorisca l’intensificazione della loro presenza nei vari ruoli, perché il raggiungimento della parità si rivela ovunque elemento di progresso civile e di potenziamento economico.

Le associazioni hanno quindi ribadito l’importanza delle loro proposte perché con i decreti attuativi si possa disegnare una politica nuova e rispettosa dell’equilibrio di genere e hanno ricevuto una confortante assicurazione che la tematica verrà riportata con attenzione nelle giuste sedi.

www.agpci.eu
www.anac-autori.it
www.documentaristi.it
www.writersguilditalia.it


 

Legge Cinema, proposta unitaria di decreti al Ministro Franceschini
8 marzo 2017

 

Comunicato stampa

Legge Cinema, proposta unitaria di decreti al Ministro Franceschini

Alcune delle principali associazioni di categoria rappresentative di autori, produttori, distributori, industrie tecniche, critici e delle realtà dei festival, presenteranno nei prossimi giorni al Ministro alla Cultura, Dario Franceschini, un documento unitario sui meccanismi di attuazione della nuova Legge Cinema, a cui hanno lavorato congiuntamente negli ultimi mesi. In via preliminare, lunedì 7 marzo, le associaizoni hanno avuto modo di discutere le loro proposte con il Direttore Generale Cinema, Nicola Borrelli, riscontrando alcune convergenze con quanto già disposto dagli uffici del MIBACT. Rimangono tuttavia aperte ancora importantissime questioni, prima fra tutte quella del reintegro delle risorse destinate ai sostegni selettivi, che hanno subito una significativa decurtazione per favorire il finanziamento degli enti pubblici del cinema (Istituto Luce, Biennale, CSC). Tale reintegro resituirebbe le necessarie risorse al comparto della promozione, senza la quale l’intero sistema del cinema indipendente di qualità rischia l’anonimato, e quindi l’oblio, ritrovandosi nella condizione di non poter raggiungere il suo pubblico.

Inoltre per scongiurare il rischio di una violazione della normativa europea in materia di aiuti di Stato (nello specifico, il divieto di sostenere le produzioni non indipendenti e le attività di intrattenimento televisivo con fondi e/o benefici fiscali destinati alla produzione), le associazioni chiedono che ‎nei decreti attuativi sia espressamente prevista una norma che impedisca l’accesso ai benefici fiscali del credito d’imposta in favore delle produzione di talent, talk-show e prodotti analoghi, escludendo quindi dai crediti oggetto di compensazione quelli maturati a seguito delle suddette attività. Le associazioni auspicano anche che possa essere affrontato nuovamente il discorso del tax credit applicato ai festival, ritenuti un nodo centrale per il sistema distributivo, da cui tutto il settore trae beneficio.

Per quanto riguarda gli importi calcolati nei sostegni automatici sulla base dei risultati culturali e artistici, qualora questi ultimi siano riferiti alla regia, al soggetto e/o alla sceneggiatura, le associazioni chiedono che una quota degli importi possa essere destinata all’impresa di produzione, se diversa dalla precedente, con cui il regista e/o l’autore realizzerà il film successivo. Va altresì calibrata meglio la definizione di film difficile per quanto riguarda la quantità delle copie previste per l’uscita in sala: il numero di 250, come previsto dal Ministero, è sembrato a tutte le associazioni molto elevato, tale da far rientrare nella categoria la quasi totalità dei film italiani. ‎Le associazioni si riservano infine la possibilità di affrontare nel prossimo incontro con il Ministro anche la questione dei ‘cinque esperti’, che rischia di rendere estremamente complicata e farraginosa l’assegnazione dei sostegni selettivi, essendo troppe le competenze che gravano su un gruppo così ristretto di esperti.


 

COMUNICATO STAMPA Legge Cinema: scarsa rappresentatività del cinema indipendente nel Consiglio Superiore MIBACT
7 marzo 2017

 

COMUNICATO STAMPA
Legge Cinema: scarsa rappresentatività del cinema indipendente nel Consiglio Superiore MIBACT

L’ANAC plaude alla nomina di un autore come Stefano Rulli alla Presidenza del Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, nella certezza che saprà svolgere il suo ruolo con la stessa autorità e competenza che hanno contraddistinto il periodo del suo mandato ai vertici del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Per quanto riguarda la composizione dell’organo consultivo del CSCA stupisce invece che, dalla rosa dei nomi proposti dalle associazioni di categoria, siano stati scelti esclusivamente i tre rappresentanti della grande componente imprenditoriale (nello specifico ANICA, ANEM, APT), escludendo ‎sorprendentemente le associazioni degli autori e le piccole e medie imprese e, in particolar modo, la gran parte dell’esercizio italiano rappresentato dall’ANEC. Inoltre, va sottolineato come, a fronte dell’impossibilità per i membri del Consiglio Superiore di accedere ai sostegni selettivi secondo quanto stabilito nel decreto attuativo varato il 2 gennaio, siano state di fatto escluse le candidature di esponenti significativi del cinema indipendente (autori, produttori, esercenti, direttori di festival), penalizzando la rappresentatività di questo importante segmento del settore ‎all’interno del Consiglio. Infine, con la presenza di solo quattro donne, si constata con rammarico che non sia stata pienamente rispettata la parità di genere prevista dalla legge.

Infine, l’ANAC ribadisce con forza la necessità di tenere in debita considerazione le posizioni espresse dagli autori nella definizione dei decreti attuativi, soprattutto per quanto riguarda la difesa del cinema indipendente. In attesa di un confronto diretto con il Ministro alla Cultura, Dario Franceschini, nella giornata di ieri, lunedì 7 marzo, abbiamo anticipato al Direttore Generale Cinema, Nicola Borrelli, le nostre proposte in un documento unitario e condiviso con altre sette associazioni di settore. La battaglia per la tutela del cinema di qualità quale componente fondamentale della cultura italiana rimane per noi un impegno irrinunciabile, in linea con i principi costitutivi e con la storia della nostra associazione di autori.


 

COMUNICATO STAMPA – A Berlino si applaudono i nuovi talenti italiani, a Roma si lavora sui decreti della Legge Cinema
16 febbraio 2017

 

COMUNICATO STAMPA

A Berlino si applaudono i nuovi talenti italiani, a Roma si lavora sui decreti della Legge Cinema

Mentre Berlino applaude gli enfant prodige del cinema italiano – Mainetti, Guadagnino e Borghi – a Roma alcune associazioni di categoria (100autori, ANAC, WGI, AGPCI, SNCCI, AFIC e CNA/Pmi Cinema e Audiovisivo) hanno completato la stesura di una proposta unitaria relativa ai decreti attuativi previsti dalla Legge del Cinema e dell’audiovisivo, recentemente approvata e senza i quali la stessa legge non può diventare operativa. La proposta, contenuta in un documento di sedici pagine che sarà consegnato nei prossimi giorni direttamente al Ministro della Cultura, Dario Franceschini, dai rappresentanti delle associazioni firmatarie (si sta aspettando la conferma della data dalla segreteria del Ministro), affronta gli aspetti tecnici lasciati indefiniti dalla Legge che investono tutti i comparti del settore: dalla produzione, all’esercizio, alla distribuzione nazionale e internazionale, dalla promozione alla conservazione e valorizzazione del patrimonio.

Di particolare rilievo i criteri con i quali dovranno essere alimentati i contributi automatici destinati alla produzione: secondo il documento è necessario trovare un adeguato equilibrio affinché non prevalga il criterio degli incassi su quello altrettanto fondamentale della qualità artistica delle opere premiate nei festival internazionali. Un’altra questione aperta è quella relativa ai cinque esperti che dovranno attribuire i contributi selettivi. Consapevoli che tale numero non è sufficiente per svolgere tutte le competenze che la legge attribuisce agli esperti, le sei associazioni chiedono che i cinque esperti del Consiglio Superiore siano almeno raddoppiati e sottoposti a una continua rotazione, limitando a sei mesi la durata del loro mandato. Nella presentazione del documento a Dario Franceschini sarà inoltre rinnovata la richiesta, già presa in considerazione dallo stesso Ministro, di riportare le risorse dei sostegni selettivi all’effettiva quota del 18% del fondo. Infatti, con l’ingiustificato inserimento in questo capitolo di spesa dei costi degli Enti pubblici (Istituto Luce, Biennale Cinema, CSC…) i contributi selettivi, che si rivolgono più direttamente al cinema di qualità, sono stati decurtati di quasi 40 milioni di euro.

 

100autori (Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva)

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

WGI (Writers Guild Italia)

AGPCI (Associazione Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti)

SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema)

CNA/Pmi Cinema e Audiovisivo


 

COMUNICATO ANAC del 3 novembre 2016 L’ APPROVAZIONE DELLA LEGGE DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO
3 novembre 2016

 

L’ Associazione Nazionale Autori Cinematografici, che si è battuta fino all’ultimo minuto affinché la quota destinata ai sostegni selettivi fosse effettivamente del 18% e interamente destinata alla produzione del cinema di qualità e alle sale che lo programmano, con l’odierna approvazione della legge sul cinema e l’audiovisivo, riconosce il grande impegno profuso dal Ministro Dario Franceschini nel portare a conclusione l’iter  della  riforma che il settore aspettava da anni e evidenzia il fondamentale ruolo di mediazione della relatrice Senatrice Rosa Maria Di Giorgi che ha sostenuto gli emendamenti in favore del cinema indipendente e degli autori.

E’ noto che l’ANAC avrebbe voluto una maggiore adesione del provvedimento al modello francese come era stato immaginato nella primissima fase della sua elaborazione, ma oggi che il ddl 2287 è divenuto legge dello Stato, l’ANAC lavorerà insieme alle altre associazioni di categoria che hanno a cuore “l’ arte cinematografica” affinché, nell’elaborazione dei decreti attuativi, si possa creare un maggiore equilibrio tra il sostegno al cinema d’essai italiano (effettivo spazio di rinnovamento dei linguaggi e vero laboratorio della diversità tematica)  e il cinema commerciale.

L’ANAC auspica che siano anche inserite nei decreti attuativi tutte quelle misure che evitino un utilizzo indiscriminato del credito d’imposta da parte delle produzioni audiovisive più forti; che sia escluso ogni rischio di commistione con le produzioni del cosiddetto “intrattenimento”; nonché sia prevista una limitazione all’ammontare del credito d’imposta destinato alle produzioni straniere, tale beneficio potrebbe infatti mettere seriamente in crisi il sistema delle co-produzioni.

Infine l’ANAC rinnova al Ministro Franceschini la  richiesta di eliminare dal “plafond” dei sostegni selettivi i costi di gestione dell’Istituto Luce, del Centro Sperimentale di Cinematografia, della Biennale di Venezia, che già con la prossima legge di stabilità potrebbero essere  trasferiti sul bilancio generale del Mibact.

 


 
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