Pericolo commissariamento SIAE

SIAE: AUTORI ED EDITORI "PERICOLO COMMISSARIAMENTO"

ROMA (ITALPRESS) - "Il Consiglio dei ministri dopo l'Epifania dovrà occuparsi della S.I.A.E.
Siamo sull'orlo del commissariamento". E' questo l'appello del comitato coordinatore dell'Unione
opere dell'ingegno che comprende: Acep (Associazione autori compositori e piccoli editori), Anac
(Associazione nazionale autori cinematografici), Anart (Associazione nazionale autori televisivi e
teatrali), Anpad (Associazione nazionale produttori autori disck-jokey), Sns (Sindacato nazionale
scrittori-Cgil), Slsi (Sindacato libero scrittori italiani-Cisl), Uil-Unsa (Unione nazionale scrittori
artisti), Uncla (Unione nazionale compositori librettisti autori). "Questa volta - prosegue la nota -
le ragioni non sono tanto i buchi di bilancio, come nel passato, ma le ragioni economiche di un
gruppo di editori che di fatto rappresentano gli interessi delle grandi multinazionali e di alcuni
grandi gruppi editoriali. Contro gli autori e gli editori italiani. Le grandi società straniere vogliono
ridurre l'importanza degli autori ed editori italiani e avere un assoluto controllo. Per questo motivo
non si sono presentati all'Assemblea del 30 novembre, durante la quale si è dimesso il Presidente
Assumma, e neanche all'Assemblea del 20 dicembre. Pur rappresentando poco più di un quarto dei
membri dell'Assemblea, hanno fatto mancare il numero legale e non è stato possibile votare il
bilancio preventivo, già approvato dal C.d.a e dall'Assemblea stessa nelle sue linee principali. La
strategia è chiara. Indebolire la S.I.A.E. non presentandosi in Assemblea ogni volta che si devono
votare temi importanti. Il regolamento non consente la validità dell'Assemblea in caso di
maggioranza relativa dei presenti. Così impediscono alla maggioranza dell'Assemblea (formata da
autori ed editori) di deliberare creando le condizioni per un Commissariamento. Agiscono contro
gli interessi di chi vuole proteggere gli autori e la tradizione della musica e dell'arte italiana. Non
lo permetteremo. Attueremo tutte le forme di protesta per attirare l'attenzione dei media, della
politica e dell'opinione pubblica per far sì che non muoia definitivamente la nostra cultura".

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