Lettera aperta al Ministro Franceschini

Caro Ministro,
come lei, siamo orgogliosi che l'Orso d'oro sia stato assegnato al film Fuocoammare di Gianfranco Rosi, un successo che premia, insieme a uno dei più importanti registi italiani, il nostro cinema d'autore e la produzione indipendente.

Questo riconoscimento è un segnale forte e deve indurre a una riflessione sull'orientamento della futura legge del cinema di cui si occuperà il Parlamento italiano nei prossimi mesi. In primo luogo perché Rosi è un filmaker puro che ha sempre realizzato film ispirati ai più grandi documentaristi della storia del cinema, da Ivens a Wiseman, sono opere cinematografiche le sue, immaginate, costruite e girate per essere viste sul grande schermo. In secondo luogo Rosi, nella migliore tradizione del cinema italiano, è un "artigiano" che ha sempre lavorato autonomamente sottraendosi, fin dalla sua prima opera ?Boatman girato in India, ai condizionamenti dei broadcast. Infine l'opera di Rosi è stata riconosciuta prima all'estero e solo in un secondo tempo in Italia, grazie alla coraggiosa scelta ?della Giuria del festival di Venezia, presieduta da Bernardo Bertolucci che ha premiato Sacro Gra con il Leone d'oro nel 2013.

La legge che verrà dovrebbe continuare a rivolgere la sua primaria attenzione all'opera cinematografica. Dovrebbe sostenere in pari misura il cinema d'autore, quello degli artigiani alla Rosi e il cinema commerciale, quello industriale che guarda ai broadcast. Noi autori dell'Anac proponiamo di trovare il giusto equilibrio assegnando il 50% dei sostegni in maniera selettiva e il 50% in maniera automatica. ?Inoltre continuiamo a credere che le risorse vadano trovate con un prelievo sui fatturati di tutte le imprese che sfruttano il cinema e l'audiovisivo, a partire dalle "over The Top", e non dalla fiscalità generale come previsto dal suo disegno di legge. Infine la riforma dovrebbe valorizzare il cinema indipendente nostrano, quello rappresentato da produttori come Donatella Palermo, la produttrice di Fuocoammare ma anche di Cesare deve morire dei fratelli Taviani, che faticano a trovare in Italia risorse per realizzare quei film "audaci" che hanno migliore accoglienza e visibilità all'estero che nel nostro paese. Solo se la nuova legge terrà conto di questi elementi, caro Ministro,
nuovi Gianfranco Rosi potranno nascere in Italia e molti film "audaci" come Fuocoammare potranno essere realizzati e distribuiti con maggior convinzione.

Francesco Ranieri Martinotti
Presidente dell'Associazione Nazionale Autori Cinematografici

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