COMUNICATO

IL DDL CINEMA VA CORRETTO: SERVE UN’AGENZIA REALMENTE AUTONOMA. 
AUTORI E AUTRICI HANNO CHIESTO AL SENATO DI CORREGGERE LA ROTTA

 

Roma, 7 ottobre 2026 – Il disegno di legge S. 2035 "Disposizioni in materia di cinema", attualmente all'esame della 7ª Commissione Cultura del Senato, non va bene nella sua formulazione attuale e richiede profonde correzioni strutturali. È questa la posizione netta espressa dal Coordinamento Autori e Autrici (che unisce le sigle 100 Autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC, WGI) a seguito delle audizioni istituzionali tenutesi a Palazzo Madama.

Pur lodando fermamente il metodo bipartisan che ha guidato le forze politiche nella redazione del testo unificato, gli autori denunciano il rischio concreto che la riforma si traduca in una "falsa autonomia". Senza modifiche radicali, la nuova Agenzia per il Cinema rischia di ridursi a un mero sdoppiamento burocratico della Direzione Generale del Ministero della Cultura. A questo si aggiunge la forte preoccupazione per una fase di transizione che si preannuncia estremamente problematica, con la possibilità  di un vero caos di attribuzioni e competenze al momento di scrivere i futuri decreti attuativi"

Il Coordinamento chiede quindi al Senato di esercitare la propria funzione di garanzia per riscrivere la governance del settore, separando nettamente l'indirizzo politico dalla gestione tecnica.

Le modifiche imprescindibili richieste dagli autori

La memoria depositata in Commissione Cultura articola le proposte emendative su quattro pilastri fondamentali per garantire stabilità, trasparenza e tutele all'intera filiera:

  • Una Agenzia veramente autonoma: l'ente deve godere di una reale autonomia decisionale e gestionale. All'Agenzia devono fare capo la pianificazione, l'attuazione delle politiche pubbliche, la gestione dei fondi e gli accordi per il credito, lasciando al Ministero esclusivamente le funzioni di indirizzo e vigilanza.
  • Stabilità finanziaria: è indispensabile individuare un meccanismo di finanziamento diretto dei fondi di intervento dell’Agenzia per sottrarre il sostegno pubblico all'incertezza e garantire continuità all'industria.
  • Un Forum delle categorie con poteri reali: l'organismo deve ritrovare la funzione di valutare l'impatto delle politiche pubbliche per bilanciare i poteri del Ministero. La composizione a 16 membri deve prevedere una maggioranza di componenti designati dalle associazioni di categoria, e 7 di nomina politica, tutti selezionati tramite una procedura di evidenza pubblica per assicurare la massima trasparenza e meritocrazia.
  • Equilibrio nel CdA: sui 5 membri totali del Consiglio di Amministrazione, 3 devono essere di nomina politica e istituzionale (MiC, MEF, Stato-Regioni) e 2 indicati direttamente dal Forum delle categorie, dando voce attiva tanto alle imprese che ai professionisti del settore.

«Siamo qui non per frenare il cambiamento, ma per fare in modo che alle parole corrispondano funzioni reali», dichiara il Coordinamento Autori e Autrici. «Il Senato ha ora la responsabilità di correggere i punti deboli di questo provvedimento, assicurando all'Italia una governance del cinema efficiente, autonoma e trasparente».

 

Il Coordinamento Autori e Autrici

 

 

 

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