Comunicato stampa su tax credit 19-7-2013

Il Governo impedisce l’approvazione del rifinanziamento del tax credit, mentre tutto il Parlamento all’unanimità l’avrebbe approvato.

Il presidente Letta ha detto: “Mai più tagli alla cultura, se dovesse avvenire mi dimetterei”. 45 milioni in meno al cinema, la più grande industria culturale del paese: PRESIDENTE CHE FA??????
E’ incredibile! Si condanna il cinema italiano alla chiusura. Dopo che al FUS sono venuti a mancare circa 22 milioni di euro, ora si tagliano altri 45 milioni al Tax Credit, rendendo impossibile produrre cinema e audiovisivo in Italia, impedendo alle produzioni straniere di venire a produrre da noi, con gravissimi danni per esempio a Cinecittà, aprendo di nuovo la strada alla delocalizzazione delle produzioni italiane, mettendo a rischio di chiusura il 40% delle sale cinematografiche, in prevalenza piccole e medie strutture, che non può digitalizzare gli impianti. Il cinema e l’audiovisivo fatturano 15 miliardi l'anno, il doppio del trasporto aereo!!!
Ma il Ministro dei Beni Culturali indice una assise a Venezia per parlare di cinema. Le associazioni tutte, ancora una volta unite e compatte, non parteciperanno ad alcun convegno veneziano, ritireranno immediatamente i propri rappresentanti dai tavoli preparatori degli “Stati Generali”, riterranno sgradita la presenza di chiunque del Governo voglia presenziare a manifestazioni veneziane, annunciando fin d’ora di uscire dalle sale di proiezione se questo accadesse, metteranno in campo da oggi le iniziative di lotta,  mobilitazione e boicottaggio più utili ed efficaci a far capire ai cittadini come l’Italia sarà più povera senza il proprio cinema.
Al Governo, ancora una volta, spetta di dimostrare, al Paese prima che ai professionisti del settore, che idea ha dello sviluppo dell’Italia: come si esce   dalla crisi economica? Soltanto tagliando risorse? Il Governo sta costringendo alla chiusura importanti settori dell’industria e della creatività Italiane.
Da oggi tutta l’Italia è più povera, più povera di film, immaginazione, cultura, e POSTI DI LAVORO e dovrà tornare ad emigrare per produrre le storie che questo Governo non vuole più che vengano raccontate in Italia. Per continuare a raccontare, il Governo, una storia che nessun cittadino italiano riesce più a capire.

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