COMUNICATO STAMPA del 24/1/2013

L'ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) esprime soddisfazione per la firma, da parte dei Ministri dei Beni Culturali e dello Sviluppo Economico, al regolamento di attuazione della legge 122 del 1998 che, finalmente e dopo quindici anni di attesa, fornisce le regole per gli investimenti (e per la messa in onda) nel cinema italiano da parte delle emittenti televisive.
L'ANAC, che fortemente si impegnò per l'elaborazione e l'approvazione della legge 122, dichiara, oggi, la sua volontà di continuare ad impegnarsi e a vigilare affinché questo provvedimento possa realmente, come nello spirito della legge del 1998, costituire la base per un nuovo e diverso modo di produrre e di pensare il cinema.
Occorre, anche in vista di una nuova legge di sistema per la cinematografia, che questo provvedimento venga inteso, da tutti coloro che operano nel cinema, come occasione di rinnovamento sia dei modelli produttivi e distributivi (attraverso la valorizzazione, e la creazione, di esperienze realmente indipendenti e l'uso delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie) sia di quelli creativi (liberando gli autori dall'oppressione del pensiero unico).
Solo se si andrà in questa direzione, anche apportando alcune correzioni all'attuale normativa, potremmo ipotizzare e progettare un vero rilancio del cinema italiano.
Se invece dovessimo considerare, gattopardescamente, questo provvedimento come un piccolo aiuto da utilizzare con gli strumenti e i modelli attuali, gli stessi che hanno contribuito a portare il cinema italiano nelle condizioni in cui versa, ci troveremmo di fronte ad una ennesima occasione sprecata, e non sappiamo se ce ne verranno concesse altre.

 

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