L'intervento del presidente dell'ANAC Francesco Ranieri Martinotti pubblicato su Il Messaggero del 5/10/2026
𝗔𝗴𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝘀𝗶̀, 𝗺𝗮 𝘀𝗲 𝗲̀ 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮
Una nuova legge sul cinema, incentrata su un’Agenzia, è stata approvata alla Camera da maggioranza e opposizioni. Ma il metodo bipartisan non garantisce di per sé la qualità di una legge, che è buona solo se risolve i problemi: autonomia dalla politica, stabilità delle risorse, semplificazione, riduzione dei tempi e certezza delle procedure.
11 anni fa l’ANAC partecipò alla stesura della proposta Di Giorgi-Zavoli, mai attuata, con un Centro nazionale del cinema autonomo e dotato di proprie risorse. Proprio perché la sostenemmo allora, ci chiediamo oggi: l’Agenzia disegnata è davvero autonoma? Innanzitutto la governance. Il CdA è composto da 5 membri: 3 di designazione governativa (MiC e MEF), 2 ibridi (Conferenza Stato-Regioni e Forum). È sempre il MiC a proporre il direttore, ma serve il parere favorevole delle Commissioni parlamentari a maggioranza dei 2/3. È una garanzia, ma se l’intesa non si raggiunge? Come è accaduto in Rai, la soglia dei 2/3 da garanzia può diventare un fattore di stallo.
Nel Centre national du cinéma francese la composizione del CdA non è governativa: vi rientrano parlamentari, esponenti delle alte giurisdizioni e del personale.
C'è un altro limite nella riforma: le scelte decisive restano al Ministero. Linee di intervento, ripartizione delle risorse, stanziamenti e tempi competono ancora al Ministro. L’Agenzia non decide: attua. E ancora: l’Agenzia sarebbe realmente autonoma solo se disponesse di stabilità finanziaria. Noi autori riteniamo che le risorse debbano essere certe e irrevocabili. Necesario sarebbe un sistema di autofinanziamento paragonabile a quello francese. L’incertezza della disponibilità di bilancio destabilizza tutto il settore. La DGCA viene sostituita dall’Agenzia e il Consiglio superiore da un Forum di 16 membri. Ma se al Ministro rimane l’indirizzo, non si fa altro che aggiungere un altro livello di interlocuzione a un sistema che avrebbe bisogno di decisioni più rapide, responsabilità chiare e procedure più lineari. Per velocizzare scadenze, istruttorie e decisioni su bandi, tax credit e contributi, la capacità di decidere va data all’Agenzia. Delicato e complesso si rivelerà inevitabilmente il trasferimento di competenze, personale e uffici e la definizione delle nuove procedure: non possiamo permetterci che i cambiamenti strutturali arrivino a compimento solo nel 2028, nella migliore delle ipotesi. La riforma rischia di paralizzare il sistema proprio in un momento di difficoltà del settore. L’ANAC, che sostenne l’Agenzia 11 anni fa, chiede che alle parole corrispondano le funzioni. Sia data all’Agenzia autonomia decisionale, strumenti adeguati, risorse stabili e responsabilità chiaramente definite. E la rappresentanza del Forum sia reale, non semplicemente consultiva. Altrimenti, meglio pochi, rapidi e decisivi interventi sull’impianto attuale. Naturalmente bipartisan.
Francesco Ranieri Martinotti
Presidente dell’Associazione Nazionale Autori Cinematografici

