Audizione del coordinamento delle autrici e degli autori alla 7° commissione Cultura del Senato
6 ottobre 2026

Intervento di Francesco Ranieri Martinotti a nome di 100autori, Anac, Wgi, Air3, Aidac, Acmf

 

Allora, grazie e buongiorno a tutti. Anch'io ringrazio la Commissione e il presidente Marti per aver fatto questa corsa per ascoltarci. So che siete molto pressati, quindi il fatto che vi siate presi questa pausa per ascoltarci è molto importante. Vi ringraziamo anche perché le audizioni che avevamo fatto alla Camera non erano propriamente sul testo, ma sui vari testi. Mi sembra quindi giusto che oggi siamo stati convocati qui per dare la nostra opinione sul testo approvato alla Camera.

Il Coordinamento Autori e Autrici è stato creato anche per semplificare la vita a voi, perché, con tutte queste sigle, non è facile comprendere quali siano le differenze.

Vi spiego rapidamente che il Coordinamento è composto da tre associazioni che raccolgono registi e sceneggiatori, che sono 100autori, ANAC e AIR3; un'associazione degli adattatori, che si chiama AIDAC; l'associazione dei compositori di musiche per film, che si chiama ACMF; e WGI, che rappresenta invece soltanto gli sceneggiatori.

Questo perché la materia è molto complessa. Immaginatevi la creazione di un'Agenzia, quanto sia ancora più complessa! Abbiamo quindi deciso, prima di tutto, di chiarirci le idee tra di noi, per portarvi un messaggio chiaro e preciso.

Allora, se si è arrivati alla necessità di questa riforma è perché da tanti anni abbiamo dei “problemini”, questo si sa, e anche perché c'è stato un decano del cinema italiano, Pupi Avati, che, con grande passione, vi ha chiesto di fare una legge bipartisan e quindi di immaginare soprattutto un'Agenzia del cinema.

Perché tutti, come diceva prima qualcuno che mi ha preceduto, abbiamo come modello alto il sistema francese.

Può piacerci la Francia, può starci simpatica o antipatica, però quello francese è un sistema che è stato creato subito dopo la Seconda guerra mondiale e che ha creato un'industria forte e soprattutto un'industria molto stabile.

Perché noi abbiamo bisogno di due o tre cose fondamentali: stabilità, certezze amministrative, autonomia dalla politica.

La politica deve chiaramente dare le direzioni,  ma poi, su alcune cose, è meglio che rimanga fuori in particolare dai processi decisionali.

E poi un'altra cosa importante è la stabilità delle risorse, perché noi siamo sballottati: un anno abbiamo di più, un altro anno abbiamo un po' di meno. Questo crea grossi problemi.

Allora, se questa riforma risolverà questi problemi, ben venga! Ma bisogna stare molto attenti, bisogna farla molto bene, perché altrimenti ci ritroviamo con una legge zoppa.

E allora bisogna che tutti contribuiscano, con saggezza e raziocinio, a dire delle cose che aiutino anche a migliorare quello che voi avete fatto finora.

Sulla semplificazione, noi non siamo certissimi che si vada in quella direzione, perché in realtà ci troviamo di fronte a una triade, adesso: abbiamo il ministro, abbiamo il Forum, abbiamo l'Agenzia e probabilmente rimarrà anche la Direzione generale Cinema.

Perché la Direzione generale Cinema non può sparire: credo che nella configurazione generale dell'amministrazione ci sia questa Direzione generale.

Quindi questa legge è una vera semplificazione? Non so.

Perché il Forum, per esempio, che si ispira al Consiglio superiore, aggiunge cinque membri. Il Consiglio superiore ha undici membri, il Forum ne avrà sedici. Quindi questo cambiamenti ci preoccupa un po': anziché ridurre si aumentano le poltrone...

Per esempio, una cosa importantissima: è scritto che il Forum fa le consultazioni. Ma allora perché le consultazioni non le fa direttamente l'Agenzia? Le consultazioni con le categorie, intendo. Cioè, perché mettere un altro organismo tra il ministro e l'Agenzia?

Ci sono anche altre stranezze.

Per esempio, si dice che il presidente del Forum può essere eletto solo tra quegli otto membri che decide direttamente il ministro, e non tra quelli che vengono invece proposti dalle categorie.

Ma perché si è scelto questo meccanismo?

Vuol dire quindi che un autore o un produttore, per esempio il dottor Usai, non potrà mai diventare presidente di questo Forum.

Questi sono alcuni degli aspetti che ci preoccupano.

L'Agenzia — vado veloce — è chiaramente una scatola. Ma questa scatola deve avere una sua configurazione, non può essere un “cubone”. Deve essere un'Agenzia poliedrica.

E allora si devono risolvere un po' di problemi.

Per esempio, l'autonomia dalla politica. Attualmente, per come è stata definita, la questione dell’autonomia non è risolta, perché la Governance è affidata a un Consiglio di amministrazione che ha tre nomine governative e altre due nomine pseudo-governative.

In Francia — e , tra l'altro, eccola la traduzione della legge francese, poi vi regalo — il Consiglio di amministrazione del Centro nazionale è composto in maniera diversa.

E cioè, il direttore viene nominato dal Presidente della Repubblica, ma poi i membri del Consiglio di amministrazione sono rappresentanti della Corte dei conti, del Consiglio di Stato, e poi ci sono due parlamentari... Ecco, se voi foste in Francia, potreste entrare nel Consiglio di amministrazione del CNC, perché due membri sono nominati tra i parlamentari delle Commissioni Cultura della Camera e del Senato. E poi ci sono addirittura dei rappresentanti del personale che sono eletti. Quindi la configurazione è veramente più allargata, meno dipendente dal Governo, davvero autonoma. Questa è un'altra delle cose che, insomma, noi vorremmo si potessero cambiare.

Una cosa stranissima nel testo è che si parla degli organi dell'Agenzia: si parla del direttore, si parla del Consiglio di amministrazione, del Collegio dei revisori, e del presidente non si parla.

Ma il presidente c'è o non c'è? È un organo dell'Agenzia o non lo è? Anche questa è una cosa un po' strana.

Le altre questioni riguardano, come dicevamo, le risorse.

Noi dovremmo trovare un metodo. Non si può fare la tassa di scopo?

Mettiamo a punto il meccanismo che c'è adesso, che è l'11% dell'IRES e dell'IVA delle aziende del settore che va direttamente al cinema attraverso all'Erario, va bene così, ma stabilizziamo! Noi non possiamo rimanere all'arbitrio — no, all'arbitrio non voglio usare questa parola — agli ondeggiamenti del ministro. Giustamente il ministro delle Finanze dice: «Mi servono soldi, li tolgo al cinema». Ma è normale!

Ecco, noi avremmo bisogno di qualcosa che sancisca: «Voi avrete per i prossimi tre anni sempre questi soldi e non ve li tocca nessuno».

L’ impostazione della riforma non risolve questo problema, quindi il problema resterà.

C'è poi il famoso articolo 4, che dice che praticamente resta tutto come prima. Perché il ministro fa il piano triennale, lo aggiorna annualmente e decide la programmazione, le ripartizioni, il quantum del Fondo.

Ma allora questa Agenzia cosa fa? Attua le cose che dice il ministro! Quindi è la stessa cosa della Direzione generale Cinema di oggi. E allora questa riforma va fatta, ma fatela bene! Fatela bene e fate queste correzioni.

L'ultimissima cosa. Sempre nell'articolo 4 si parla di tante cose, anche di generi. È strano: di generi… di filmografia di genere. Non si capisce se è filmografia o produzione.

Che vuol dire incentivare la filmografia? Piuttosto la produzione. Io non sono d'accordo - altri colleghi la pensano diversamente da me — ma incentiviamo la produzione, non la filmografia.

Oltre alla filmografia si parla di tante queste cose, ma non si parla di “cronologia dei media”, cioè delle finestre che regolano le diverse uscite dopo quella della sala; non si parla di obblighi di investimento e non si parla del problema della libera circolazione delle opere.

In Francia esiste una figura che si chiama Mediatore del cinema, che controlla se ci sono situazioni di cartello, delle situazioni che non funzionano per la circolazione di opere che vengono finanziate dallo Stato. E quindi anche questa è una cosa che forse potrebbe essere affrontata dalla riforma.

Anche la definizione di produttore indipendente, che all'inizio, nel primo testo che avevamo letto, era molto specifica, si è un po' ammosciata. Non dico altro.

Forse, Lorenzo, vuoi chiudere? Vuoi dire cose di cui non ho parlato?

Intervento della Presidenza: Veramente ti mancano venti secondi.

Risposta: Chiudere abbiamo chiuso.

Intervento conclusivo di Lorenzo D’Amico

Il concetto, come già espresso anche da altre realtà, è che se continuiamo a parlarci passo passo sull'iter, poi evitiamo anche di fare una giornata come questa, dove vi riempiamo di informazioni che, le assicuro, abbiamo esposto in maniera specifica e chiara nella memoria che abbiamo depositato.

Però capiamo anche che per voi è un sacco di roba tutta insieme.

Se riusciamo a fare in modo che questa riforma porti, anche attraverso il Forum, a un migliore dialogo e a una concertazione continua fra le categorie e la politica, tutto funzionerà molto meglio.

Grazie.

 

08/10/2026 - ANACronista / Notizie ANAC
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