ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

Comunicato congiunto associazioni su SIAE
10 luglio 2018

 

Le associazioni degli autori dell’audiovisivo considerano la sequenza di eventi che negli ultimi mesi hanno colpito negativamente l’immagine della Siae – risultanze preliminari dell’istruttoria Antitrust; persistente rifiuto di Rai e Sky di rinnovare i contratti scaduti; rinvio della direttiva europea sul copyright; basse insinuazioni daparte di profit collecting attraverso la stampa – come una delle ondate più violente di attacchi contro gli autori e i loro diritti, acquisiti dopo anni di battaglie.

Chi ne muove i fili utilizzando strumentalmente alcuni principi della direttiva europea, come la liberalizzazione, punta a dividere il fronte delle componenti interne alla Siae con l’obiettivo di demolire questo presidio no-profit che ha storicamente difeso l’equa remunerazione per lo sfruttamento di ogni opera creativa. Ed è ormai evidente come l’obiettivo non sia quello di garantire una migliore gestione della Siae (che dopo la stagione del commissariamento ha riportato in ordine i conti), bensì di annacquare lo stesso principio alla base del diritto d’autore per potersene impossessare.

In questo senso, ad esempio, va inquadrato il tentativo da parte dei broadcaster di trattenere la quota indivisa dell’equo compenso: un vero e proprio atto di appropriazione indebita, in quanto si può ragionare sulle modalità di redistribuzione della stessa, ma senza mettere in discussione che appartenga in via esclusiva agli autori e che siano loro i soli legittimati a disporne. Ci chiediamo dunque quali strumenti mettere in campo per tutelarci, a cominciare dalla prossima assemblea degli azionisti del servizio pubblico che chiamerà la Siae a ratificare le nuove nomine, mentre la Rai da quattro anni trova ogni espediente per non rinnovare il contratto di utilizzazione per tutti i repertori e, nel caso dell’audiovisivo, continua ad accumulare un debito con gli autori ai quali versa solo il 70 per cento di quanto dovrebbe per la programmazione massiccia delle loro opere.

È dunque questo il momento di mostrarci forti, determinati e uniti per scongiurare il rischio di vedere la Siae polverizzarsi. Dobbiamo difenderci mostrando all’esterno una forte compattezza e decidendo rapidamente quale controffensiva mettere in atto.

Chiediamo quindi a tutte le componenti della Siae ciò che è sempre stato invocato: di anteporre al costruttivo e anche aspro dibattito interno la difesa degli interessi di tutti. In caso contrario, rischiamo di esporre il fianco all’offensiva di chi vuole cancellare una delle più importanti esperienze di comunità degli autori mai esistita in Italia.

Roma, 10 luglio 2018

 100 AUTORI | AIDAC | ANAC | WGI | ASIFA | DOC.IT


 

GIU’ LE MANI DAL DIRITTO D’AUTORE
13 aprile 2018

 

OLTRE MILLE AUTORI ED EDITORI ITALIANI NELLA LETTERA APERTA PER IL MANCATO RISPETTO DEL DIRITTO D’AUTORE DA PARTE DI SKY

Sono oltre mille i firmatari della lettera aperta con cui autori ed editori denunciano il mancato rispetto del diritto d’autore da parte di Sky, che dal primo luglio 2017 rifiuta il rinnovo degli accordi di licenza in Italia, pur continuando ad utilizzare sui propri canali i repertori audiovisivi e musicali tutelati.

Fra loro ci sono quattro Premi Oscar – Bernardo Bertolucci, Ennio Morricone, Nicola Piovani e Gabriele Salvatores – ma anche tantissimi altri nomi noti del mondo del cinema, del teatro, della musica e del mondo radiotelevisivo, altrettanti emergenti e startup, tutti uniti a difesa della creatività italiana con un messaggio forte e chiaro: #Giùlemani dal diritto d’Autore.

Uniti per difendere il loro diritto del lavoro e la loro casa, SIAE, che tutela le loro opere, gli autori e gli editori hanno lanciato l’iniziativa dopo il mancato pagamento del diritto d’autore da parte di Sky che da più di 9 mesi ignora i solleciti e gli inviti di SIAE ad un tavolo di confronto per il rinnovo delle licenze.

In altri paesi europei Sky rispetta il diritto d’autore, mentre ha apertamente disconosciuto anche gli accordi sottoscritti con SIAE nel 2014 – nonostante la reciproca soddisfazione manifestata pubblicamente in tale occasione – e pochi giorni fa ha effettuato pagamenti a SIAE strumentali e inefficaci, pertanto respinti.

GIU’ LE MANI DAL DIRITTO D’AUTORE

Gli autori italiani stanno assistendo sbalorditi ad un attacco contro i loro diritti.

Da mesi Sky ha deciso di utilizzare i contenuti creativi frutto del nostro lavoro senza più corrispondere alcuna remunerazione per il loro sfruttamento, come invece prevede la legge sul diritto d’autore e sull’equo compenso. Non solo. Abbiamo appreso anche che questa emittente sta cercando di utilizzare un’istruttoria contro la Siae, pendente da un anno presso l’Antitrust, per cercare di dare una sorta di legittimazione al suo comportamento contrario al diritto d’autore.

Sarebbe grave se l’antitrust aderisse ad un disegno che punta ad azzerare un diritto acquisito che garantisce la libertà degli autori, per favorire gli interessi  di gruppi internazionali che cercano di scardinare alcuni principi fondanti dell’Unione europea: e cioè che “la creazione artistica e letteraria, compreso il settore audiovisivo” non sono oggetto di semplificazioni e armonizzazioni forzate, così come vanno tutelate la diversità culturale e il diritto degli autori ed editori italiani di scegliere liberamente se affidare le proprie opere all’estero o gestirle dall’Italia per le utilizzazioni sul territorio nazionale.

Se questa strategia dovesse passare, assisteremmo alla incredibile affermazione del paradosso per cui pagando meno autori ed editori si otterrebbe un aumento della produzione culturale. Un insulto per tutti coloro i quali hanno contribuito a portare l’industria culturale al terzo posto nella nostra economia. Un’industria sana e realmente italiana, che è parte fondamentale della storia del nostro Paese e di quella ripresa economica di cui oggi tutti vogliono prendersi il merito.

Il diritto d’autore è un diritto del lavoro. Non è merce di scambio per garantire profitti miliardari a chi rifiuta di restituire agli autori quanto stabilito dalla legge.

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L’ANAC e la trasparenza sull’assegnazione dei sostegni selettivi – comunicato stampa 2 marzo 2018
2 marzo 2018

 

L’ANAC e la trasparenza sull’assegnazione dei sostegni selettivi

 Il confronto pubblico avviato dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici con la lettera aperta di sabato scorso, relativa alla nomina dei tavoli di lavoro e alla definizione dei criteri con i quali essi opereranno per coadiuvare i 5 esperti previsti dall’art 26 della legge del cinema è  stato assolutamente necessario al fine di chiarire  tutti  gli aspetti  sulle relative procedure che si intendono adottare. La nostra richiesta di informazioni si è rivelata legittima ed è orientata a dissipare tutti  i dubbi,  visto che alla nostra associazione, dai canali  ufficiali e dagli  organi preposti,  non era pervenuta alcuna comunicazione.

A tutti gli interrogativi ci auguriamo dia esauriente risposta il Direttore Generale Cinema dott. Nicola Borrelli nell’incontro che abbiamo richiesto in data 25 u.s. tramite una lettera circostanziata che rendiamo pubblica per far meglio comprendere la posizione degli autori dell’Anac. I successivi interventi di altre associazioni del settore – tra le quali, ad esempio, CNA Cinema e WGI – ripropongono alcune richieste sulla trasparenza dei metodi di scelta e di operatività.

Da parte nostra, confermiamo la disponibilità a estendere la partecipazione all’incontro a tutte le associazioni che intendono assumere un ruolo di stretta vigilanza su come saranno assegnati i contributi selettivi.

In particolare, l’Anac presterà molta attenzione all’analisi delle prime graduatorie di assegnazione degli stessi. La nostra priorità, infatti, è che i circa 32 milioni, di cui potrà avvalersi quel segmento del cinema italiano più aperto all’innovazione, siano fortemente orientati, come è nello spirito della Legge, alle opere e ai produttori cinematografici che hanno maggiori difficoltà a reperire risorse sul mercato e, soprattutto, a trovare un’interlocuzione presso il sistema dei broadcast.

Vorremmo infine spendere due parole sul sistema francese, spesso invocato, quando fa comodo, per dimostrare la bontà di una soluzione. Sorvoliamo sul fatto che in Francia esiste il Centre National du Cinéma – organo di “autogestione” a garanzia di tutte le componenti del settore. Soffermiamoci, invece, sullo specifico funzionamento delle commissioni, che è esattamente quello che noi avevamo proposto nelle varie audizioni fatte nelle diverse fasi di scrittura della legge e dei decreti. Esso prevede diverse commissioni per ognuno degli ambiti di intervento (aiuto alla scrittura e riscrittura delle sceneggiature; aiuto allo sviluppo dei progetti; alla produzione – OPS, film difficili…; – alla distribuzione; all’esercizio). I componenti delle diverse commissioni sono pubblicamente noti e selezionati sulla base di liste ufficiali; sono equamente retribuiti e sottoposti a un ricambio annuale. Per ogni commissione sono previsti: un presidente, tre vice-presidenti dei rispettivi collegi formati da 7 membri ciascuno, oltre che una decina di supplenti. Tutto è definito e regolato con efficienza e trasparenza, lungi da soluzioni approntate all’insegna dell’emergenzialità.

Per maggiori dettagli, si richiama il link del CNC:

http://www.cnc.fr/web/fr/liste-des-commissions-et-decisions-de-nomination/-/ressources/13823181

Lettera al Direttore Generale Cinema del Mibact Dott. Nicola Borrelli

Egregio Direttore, 

come abbiamo già fatto con il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, esprimiamo parimenti a Lei le nostre preoccupazioni riguardo alla regolamentazione delle attività dei 5 esperti, finalizzate alle assegnazioni dei contributi selettivi. Regolamentazione sicuramente non facile, in considerazione dei paletti che la nuova Legge Cinema pone a discapito di procedure lineari ed efficaci – ci riferiamo in particolare al numero esiguo di esperti previsti e al fatto che è esclusa ogni forma di remunerazione per un lavoro considerevole e altamente qualificato. A ciò si aggiungono alcune contraddizioni tra la norma primaria e i decreti attuativi.

Ci rendiamo conto dell’attività che Lei e i suoi uffici state portando avanti con sollecitudine per rendere concreto e quindi applicabile proprio quell’art. 26 che pone i paletti di cui sopra, al fine di consentire la partenza dei molti progetti che si riferiscono a quell’area vitale e fertile del cinema italiano che più di tutte ha bisogno delle risorse pubbliche. In tal senso abbiamo accolto con favore l’impostazione che è prevalsa in fase di scrittura della Legge, secondo la quale i “nuovi selettivi” sarebbero prerogativa quasi esclusiva del cinema e dei produttori più deboli (intendiamo deboli nei confronti delle regole del mercato), mentre le imprese e i progetti più strutturati saranno sostenuti maggiormente da dispositivi come il tax credit e i contributi automatici. 

Nel corso di tutto l’iter legislativo, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha affermato quanto sia fondamentale il ruolo dell’assegnazione selettiva di fondi all’interno del sistema di sostegno pubblico e si è impegnata a garantirne l’esistenza, anche se, come sappiamo, nella discussione parlamentare vi è stata una notevole riduzione delle risorse, passate dal 25% (previste in un emendamento poi ritirato) all’effettivo 8% (con l’incorporazione degli enti pubblici). Per questo, abbiamo particolarmente a cuore tutto ciò che riguarda questo segmento della riforma e, tra i vari aspetti, continueremo a batterci affinché si arrivi allo storno dei costi dell’Istituto Luce, della Biennale Cinema e del CSC dai selettivi che sottraggono quasi 40 milioni alla filiera più direttamente dedicata ai film (scrittura, sviluppo, produzione, distribuzione ed esercizio).

            In ogni caso, abbiamo sempre accolto con favore la disponibilità della Direzione Generale al dialogo e al confronto e anche in questo caso apprezziamo che Lei ci abbia risposto prontamente rendendosi disponibile a un incontro per illustrarci compiutamente tutti i meccanismi e le procedure poste in essere in relazione all’assegnazione dei contributi selettivi, diventati sempre più indispensabili e urgenti per il rilancio del nostro cinema. A tale proposito, il nostro intendimento è di allargare la partecipazione alle altre associazioni che come noi non erano state coinvolte direttamente nelle precedenti fasi. Auspicando pertanto che nell’incontro siano fugate tutte le nostre preoccupazioni, il che renderebbe non più necessaria la nostra richiesta formale al CSCA, attendiamo da parte Sua di conoscere una possibile data.

Roma, 25 febbraio 2018


 

Dimissioni Pupi Avati, i cinque esperti Mibact perdono l’unico autore cinematografico
3 febbraio 2018

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici a seguito delle repentine dimissioni del regista Pupi Avati esprime la sua profonda preoccupazione per ?questa decisione che priva dell’unico regista cinematografico la neo-costituita commissione di esperti per l’attribuzione dei contributi selettivi.

Le riserve espresse da alcuni circa l’età, la fede religiosa e le opinioni politiche di Pupi Avati, oltre a essere antidemocratiche e pretestuose, ci paiono inopportune. Anche perché a quanto ci risulta erano stati consultati anche altri professionisti dai profili antitetici che  si erano però sottratti all’improbo incarico. Come abbiamo già espresso nel nostro precedente comunicato, la nuova Legge Cinema attribuisce a soli cinque esperti il compito di analizzare e valutare centinaia di soggetti, sceneggiature e altrettanti preventivi, piani finanziari di corti e lungometraggi per il cinema nonché di serie tv e web, videogiochi, ma anche di progetti relativi alla distribuzione e all’esercizio,  il che oltretutto dovrà essere svolto gratuitamente. Il fatto che Pupi Avati si sia messo a disposizione del cinema italiano dopo il lungo periodo di fermo dovuto all’elaborazione della nuova legge e abbia accettato l’incarico per l’assegnazione dei contributi selettivi destinati a quella parte del settore più aperta all’innovazione, deve essere oggetto di apprezzamento e va incoraggiato.

Ribadendo quindi la necessità di prevedere subito emendamenti alla legge, l’Anac esprime il suo sostegno  a Pupi Avati e  lo invita a ritornare sulla sua decisione ritirando le dimissioni.

 

Roma 3/2/2018

 


 

Ai 5 esperti un lavoro da supereroi
2 febbraio 2018

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici accoglie positivamente la notizia che, finalmente, si è arrivati alla nomina dei 5 esperti che valuteranno la qualità dei progetti da finanziare con i contributi selettivi della nuova legge cinema. Il livello delle personalità scelte – Paolo Mereghetti, Enrico Magrelli, Pupi Avati, Marina Cicogna e Daria Bignardi – è alto e le loro specificità variano dalla critica, alla produzione, dalla regia, alla televisione. Ma, in considerazione del fatto che la Legge assegna agli esperti anche la competenza sulla distribuzione e l’esercizio, stupisce l’assenza di professionisti esperti in questi due ambiti.
L’aspetto sul quale in particolare rimangono forti i dubbi riguarda la modalità e i tempi con i quali potrà essere affrontata la mole di lavoro relativa all’analisi e alla valutazione delle centinaia di progetti di scrittura, sviluppo, produzione di corti e lungometraggi, nonché di distribuzione ed esercizio che saranno posti al vaglio degli esperti nelle diverse sessioni annuali. In particolare ci si chiede come i cinque professionisti, per i quali non è previsto alcun compenso, possano leggere i tanti soggetti, sceneggiature e verificare gli altrettanti preventivi e piani finanziari che perverranno, a meno che non deleghino la selezione a soggetti esterni. Dalle informazioni che ci giungono in via informale sembra siano state depositate migliaia di domande nelle varie tipologie di sostegno selettivo, nelle sessioni pregresse. La grande quantità di domande e lo scarso tempo a disposizione dei commissari per la decisione rendono evidente il compito improbo in cui verranno a trovarsi.

Il numero di cinque e la mancanza di un compenso per gli esperti sono alcuni vulnus della legge che l’Anac è stata la prima a rilevare, proponendo anche ragionevoli emendamenti, ma un’antica insensata logica, per la quale chi fa parte di commissioni ministeriali non debba percepire emolumenti, ha prevalso. Siamo pertanto convinti che per garantire la possibilità agli esperti di lavorare al meglio vada rapidamente corretta la norma, al fine di evitare il rischio che gli stessi si ritrovino a ratificare analisi, scelte, valutazioni che per prevedibile causa di forza maggiore dovranno essere delegate ad altri, avallando procedure che non potranno garantire la necessaria trasparenza.

L’Anac torna a ribadire la grandissima importanza strategica della tipologia di finanziamento pubblico rappresentata dai sostegni selettivi: essi dovrebbero assicurare una produzione cinematografica plurale, creativa e innovativa, garantendo un’azione più incisiva e diretta da parte dello Stato al riequilibrio dell’offerta culturale rispetto alle possibili distorsioni del mercato, ampiamente dettagliate in tutte le analisi degli ultimi anni. Questa missione – è evidente a tutti –  sarebbe fortemente compromessa se già la fase di selezione dei progetti non avesse le possibilità oggettive di essere svolta nel migliore dei modi.

1/2/2018


 

COMUNICATO STAMPA – L’Italia si avvicina alla Francia per la trasmissione dei film nazionali in tv
23 novembre 2017

 

L’Anac, Associazione Nazionale Autori Cinematografici, da sempre favorevole a un sistema integrato dell’audiovisivo nel quale le opere cinematografiche italiane siano trasmesse dai broadcaster, esprime la sua soddisfazione per le norme definitivamente approvate ieri in sede di Consiglio dei Ministri.
Come avviene in altri paesi europei il nuovo decreto stabilisce quote d’investimento e di programmazione che consentiranno di produrre e divulgare storie che ci appartengono e che vanno promosse perché sono il frutto della creatività e identità del nostro Paese. L’Anac, che appena una settimana fa aveva espresso alle Commissioni cultura e comunicazioni del Senato quanto fosse necessario un parere favorevole al decreto, anche per gli effetti positivi che questo avrà in termini occupazionali, non può che apprezzare la tenacia e la coerenza con le quali il ministro Dario Franceschini, il Governo, i relatori senatori Marcucci, Ranucci, Di Giorgi e la Direzione Generale Cinema hanno portato a compimento un percorso di approvazione impervio nel quale i più insidiosi ostacoli sono stati alzati con ogni mezzo indistintamente da tutti i fornitori di servizi media audiovisivi alleati insieme per far arenare il provvedimento.

Roma, 23 novembre 2017


 

65 volte Anac
28 ottobre 2017

 

L’associazione Nazionale Autori Cinematografici ha festeggiato i suoi 65 anni alla Festa del Cinema di Roma con un documentario realizzato da un folto gruppo di autori dell’Anac tra i quali molti giovani: un’ opera collettiva, ideata e coordinata da Alessandro Rossetti,  presentata in una versione ancora non definitiva,  prodotta da Anac e Capetown in coproduzione con l’Istituto Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cinema, Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale e l’Archivio Audiovisivo  del Movimento Operaio e Democratico. “65 volte Anac”  è il titolo di questo lavoro, realizzato con testimonianze inedite di Carlo Lizzani, Citto Maselli, Cecilia Mangini, Ugo Gregoretti e altri storici soci dell’Anac,    presentato in una affollata sala Petrassi che ha visto tra il pubblico anche molti giovani spettatori.  Alla fine della proiezione all’incontro moderato da Mario Sesti, Alessandro Rossetti  ha illustrato l’impegno decennale  che nasce dalla volontà di valorizzare l’eccezionale memoria  conservata nell’Archivio dell’Anac al quale  il Mibact  ha  assegnato il riconoscimento  di “particolare importanza storica”.  Giuliana Gamba ha spiegato che il lavoro finale sarà formato da quattro puntate di un’ ora circa.   Giacomo Scarpelli ha ricordato come l’Anac non sia mai stata un’associazione corporativa formata da artisti  che rivendicavano i loro privilegi, bensì formata da grandi personalità che si erano messe al servizio di battaglie civili e politiche nazionali e internazionali, spesso ponendo in secondo piano gli interessi professionali.

Il presidente Francesco Ranieri Martinotti partendo dalle storiche battaglie per la difesa della libertà di espressione e del “cinema delle idee” ha parlato di quanto l’associazione negli ultimi due anni abbia fatto per migliorare una legge che garantisca lo sviluppo di un cinema italiano indipendente e d’autore.


 

COMUNICATO STAMPA – Legge Cinema, la proposta delle associazioni per la nomina dei 5 esperti
9 ottobre 2017

 

Con l’avvenuta approvazione nel Consiglio dei Ministri di lunedì 2 ottobre del decreto che regolerà la promozione delle opere europee e italiane da parte di tutti fornitori di servizi audiovisivi, accolta favorevolmente dalle associazioni firmatarie, si compie un altro passo nel processo attuativo della Legge Franceschini.

Manca ancora un tassello fondamentale e delicato: la nomina dei 5 esperti che giudicheranno i progetti per l’assegnazione dei sostegni selettivi. Alla proposta fatta al Ministro Dario Franceschini di interpretare la norma dell’art. 26 numero 2 in maniera più funzionale rispetto alla gestione delle risorse, nominando 5 esperti per ogni area di competenza (scrittura, produzione, distribuzione, esercizio e promozione), ci è stato ricordato che il testo introduttivo della Legge non lascia alcun margine d’interpretazione, il che ha escluso ogni ipotesi di allargamento. La nostra opinione rimane però invariata, vale a dire che gli esperti debbano essere in un numero superiore a cinque, debbano essere retribuiti e la loro durata debba essere al massimo di un anno per garantire una rapida rotazione. Pertanto, rispetto alle soluzioni di cui si parla in questi giorni, si preferisce quella più lineare e già ventilata in ambito ministeriale di una modifica in sede legislativa da attuare immediatamente con la Legge di Stabilità. Si chiede quindi che l’emendamento:

1) stabilisca un numero variabile di esperti superiore a cinque in base alle necessità che si vengono a creare;

2) preveda la remunerazione degli stessi esperti;

3) stabilisca una durata breve per il loro mandato di massimo un anno.

Si porti avanti questa linea, e in particolare si proceda immediatamente, prevedendo anche che gli esperti siano selezionati tra figure di alto e indiscutibile valore morale e culturale che mettano a disposizione la loro competenza in un meccanismo di ricambio continuo delle nomine. In tal modo si eviteranno preselezioni che rischiano di diventare clientelari e di rispondere a principi e criteri del tutto soggettivi che impedirebbero un pari accesso dei vari progetti all’esame degli esperti e farebbero invece sottoporre solo quelli selezionati dai consulenti.

Roma, 9 ottobre 2017

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) 

WGI (Writers Guild Italia)

AGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti)

SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

CNA Cinema

CNC (Centro Nazionale del Cortometraggio)


 

Cinema: autori soddisfatti per il decreto approvato dal Cdm
5 ottobre 2017

 

COMUNICATO STAMPA

Cinema: autori soddisfatti per il decreto approvato dal Cdm

A seguito dell’approvazione nel Consiglio dei Ministri di lunedì 2 ottobre del decreto che regolerà la promozione delle opere europee e italiane da parte di tutti fornitori di servizi audiovisivi, tra i quali anche quelli “on demand” quali Netflix, Amazon e altri, gli autori italiani rappresentati dalle sigle associative ANAC, WGI e ASIFA ITALIA, esprimono la loro  soddisfazione per il fatto che siano state introdotte anche nel nostro sistema giudico quelle norme già presenti nella maggior parte dei paesi europei, il che è avvenuto nei tempi brevissimi proprio come richiesto dagli autori e, in particolar modo, trascurando anche  le ingiustificate resistenze espresse proprio dalla compagine dei fornitori di servizi MA.
?Prevedere norme precise e certe – e ci si augura inaggirabili con eventuali deroghe così com’è accaduto fino a questo momento con la vecchia normativa – che porteranno a un notevole aumento di tutta la produzione italiana di cinema e audiovisivo è un fatto assolutamente positivo che riguarda non solo gli autori e le imprese che operano nella produzione, ma rappresenta un elemento di spinta e un volano per un  comparto fondamentale che potrebbe far ripartire l’intera economia del nostro Paese.

Roma, 5 ottobre 2017

 

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

WGI (Writers Guild Italia)

ASIFA ITALIA (Associazione degli Autori di Animazione)


 

Venezia: il Premio Lizzani 2017 dell’ANAC a Silvio Soldini per “Il colore nascosto delle cose”
8 settembre 2017

 

Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti, “esercenti coraggiosi” dell’anno, hanno assegnato il Premio Lizzani 2017 a Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini. Il riconoscimento intitolato al maestro e saggista del cinema italiano, Carlo Lizzani, e sostenuto da Roma Lazio Film Commission prevede che l’esercente premiato per la sua attività in favore del cinema di qualità “adotti” un film italiano scelto tra quelli presentati alla Mostra di Venezia, diventandone testimonial tra i suoi colleghi. Il film Il colore nascosto delle cose, interpretato da Valeria Golino e Adriano Giannini, prodotto da Lionello Cerri e Rai Cinema e da oggi distribuito nelle sale italiane da Videa, è una storia di delicata e sensibile dignità, che racconta l’incontro tra due mondi lontanissimi.

“Tra i numerosi film italiani presenti nelle varie sezioni della 74° Mostra del Cinema, che abbiamo guardato con soddisfatta curiosità, il film di Soldini rappresenta quanto il coraggio vada permanentemente nutrito. Valeria Golino con la sua interpretazione di Emma, una donna non vedente, dimostra come l’indipendenza e l’autonomia, da conquistarsi quotidianamente, siano la chiave per quella serenità indispensabile all’aprirsi all’altro”, così Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti hanno motivato la loro scelta.

Tra i riconoscimenti collaterali del festival, il Premio Lizzani ha l’obiettivo di riaffermare la centralità della visione sul grande schermo e far emergere il lavoro degli esercenti che operano nel difficile contesto italiano. Quest’anno l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha assegnato il riconoscimento proprio a Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti “per aver saputo coniugare al meglio capacità imprenditoriale, sensibilità culturale e sviluppo del territorio”. Francesi di nascita e italiani di adozione, Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti propongono quotidianamente nei loro cinema di Tarquinia e di Grottaferrata iniziative volte alla progressiva alfabetizzazione emozionale del giovane pubblico.

Il Premio Lizzani consiste in una targa che fu disegnata da Ettore Scola per la prima edizione.

Il Premio Lizzani è realizzato con il sostegno di Roma Lazio Film Commission e Raggio Verde


 

CS – Presentati oggi i decreti attuativi della nuova Legge Cinema. Le prime reazioni dell’Anac
4 settembre 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici era presente alla conferenza stampa della Direzione Generale Cinema del Mibact a Venezia dove é stato illustrato in rapida sequenza l’enorme lavoro svolto dagli stessi uffici per la stesura dei decreti attuativi della nuova legge Cinema e dell’ Audiovisivo.

Ovviamente é troppo presto per fare un’analisi ed esprimere un’opinione, ma la prima impressione é che delle 25 pagine di osservazioni e proposte, consegnate a maggio al Ministro Dario Franceschini dalle associazioni  che si identificano in quel cinema italiano di qualità, pensato, realizzato, distribuito, proiettato al di fuori delle logiche dei broadcast,  (ANAC, WGI, SNCCI, AGICI, CNA CINEMA,  AFIC, CNC) ne sia stata recepita una parte infinitesimale. Ci sarà comunque  tempo e modo per fare un raffronto sui vari testi e produrre un consuntivo. In generale comunque l’intero impianto appare decisamente orientato sulle posizioni della parte del settore più industrialmente strutturata.

A prima vista si nota che ?il tax credit, previsto per un totale di 221milioni, ha superato il 50% del fondo di sostegno il che rappresenta una quota eccesiva di automatismi e potrebbe configurare un possibile conflitto con le norme europee in materia di aiuti di stato.

Per quanto riguarda la ripartizione dei sostegni selettivi é apparso altresì evidente che alla scrittura, lo sviluppo, la produzione, la distribuzione e l’esercizio andranno  risorse pari solo a 32 milioni. Infatti pur essendo stati reperiti ulteriori 40 milioni dal Mibact per ridurre le conseguenze dell’inserimento nel 18% della quota selettiva degli enti pubblici, non si e’ avuto un incremento effettivo degli stessi  32 milioni. Infine, sempre ad una primissima lettura, appare anche troppo elevato il massimale di costo di 4 milioni deciso per le opere prime e seconde e per quelle realizzate dai giovani registi , quelle che saranno finanziate specificamente dai sostegni selettivi.

In ogni caso l’Anac chiederà subito un incontro con la DG Cinema per quanto riguarda la stesura dei bandi che stabiliranno le regole di attribuzione dei sostegni selettivi, la cui scrittura,  come dichiarato dalla DG nel corso della conferenza stampa, sarà effettuata entro la fine di settembre .

 


 

Venezia: il Premio Lizzani 2017 per l’esercente più coraggioso a due imprenditori del Lazio
30 agosto 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, per voce della giuria composta dal presidente Francesco Ranieri Martinotti assieme ai familiari del grande maestro scomparso nel 2013, Flaminia e Francesco, ha attribuito il Premio Lizzani 2017 a Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti, per la loro coraggiosa e dinamica attività di esercenti svolta nel territorio laziale, in particolare nella città di Tarquina, con il Cinema Etrusco di Tarquinia, e nella zona dei Castelli Romani, con il Cinema Alfellini a Grottaferrata.

Entrato a far parte sin dallo scorso anno dei riconoscimenti collaterali del festival, il Premio, intitolato al già Direttore della Mostra del Cinema e presidente dell’Anac e sostenuto da Roma Lazio Film Commission, ha l’obiettivo di riaffermare la centralità della visione sul grande schermo e far emergere il lavoro degli esercenti che operano nel difficile contesto italiano. Pensato nello spirito del multiforme interesse cinematografico e culturale di Carlo Lizzani, il Premio valorizza in modo inedito l’ultimo ma decisivo segmento di un intero ciclo costruttivo, che vede nell’esercente il terminale tra l’opera e il pubblico, un ruolo di mediazione particolarmente impegnativo quando viene esercitato all’interno di un sistema distributivo prioritariamente indirizzato verso i blockbusters.

“Abbiamo premiato Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti per aver saputo coniugare al meglio capacità imprenditoriale, sensibilità culturale e sviluppo del territorio. Soprattutto in un momento storico come questo in cui la produzione e la distribuzione cinematografica appaiono schiacciate sulle regole dei ‘grandi’ del mercato, il Cinema Etrusco Tarquinia e il Cinema Alfellini rappresentano due piccole realtà di successo, e perciò d’innovazione. Applicando criteri manageriali all’offerta di cinema di qualità, Gérôme e Dominique hanno fatto tornare il pubblico della provincia laziale in sala e rivitalizzato l’interesse per il grande schermo, compensando quella divaricazione creata dall’industria e dall’intrattenimento mainstream”, sottolineano Flaminia e Francesco Lizzani. “Questo Premio vuole essere inoltre un riconoscimento al loro impegno per l’educazione all’immagine degli adolescenti, promossa attraverso una serie d’iniziative indirizzate al giovane pubblico”, precisa Martinotti.

Francesi di nascita e italiani di adozione, Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti, che hanno condotto insieme la filiale italiana di Ugc Ciné Cité Italia fino al 2011, vantano entrambi una formazione da manager e un’esperienza professionale maturata principalmente nel settore bancario, finanziario, turistico, nel marketing e nel management, finanche il campo dell’enogastronomia di alta qualità. Gérôme Bourdezeau, vanta anche una profonda conoscenza del settore commerciale in Italia essendo stato direttore sia in Decathlon sia di Eataly a Roma. Nel 2011 i due imprenditori hanno fondato assieme la DG Cinema & Consulting srl, cui sono connesse le due sale cinematografiche di Tarquinia e di Grottaferrata.

Confermando la formula che ha caratterizzato l’edizione precedente, anche quest’anno il vincitore del Premio Lizzani “adotterà” un film, scegliendolo tra quelli italiani presenti alla Mostra, e ne diventerà “testimonial” tra i suoi colleghi, impegnandosi a promuoverlo anche attraverso un’adeguata programmazione nella propria sala.

La cerimonia del premio Lizzani – che consiste nella consegna della targa disegnata da Ettore Scola all’“esercente più coraggioso” e al regista del film designato dallo stesso – si svolgerà venerdì 8 settembre alle ore 12 presso l’Hotel Excelsior (Lido di Venezia) alla presenza del Presidente della Biennale Paolo Baratta

Il Premio Lizzani è realizzato con il sostegno di Roma Lazio Film Commission e Raggio Verde


 
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