70anni ANAC - 1952-2022. Intervento del presidente Francesco Ranieri Martinotti

L'11 febbraio 1952 veniva fondata l'ANAC Associazione Nazionale Autori Cinematografici.
Il 15 marzo 2022 sono stati festeggiati i 70anni dell'associazione al Nuovo Cinema Aquila di Roma, con la proiezione del documentario "L'ONDA LUNGA. Storia extra-ordinaria di un'associazione".
Pubblichiamo l'intervento del presidente Francesco Ranieri Martinotti:

"I 22 registi che l’11 febbraio 1952 si recarono  a via Frattina, 81  nello studio del notaio Pocaterra di Roma per firmare l'atto fondativo dell'anac, tra i quali c'erano Carlo Lizzani, Age& Scarpelli, Ugo Pirro, Sergio Amidei, Mario Monicelli e Franco Solinas, non avrebbero mai immaginato che l'Anac sarebbe esistita ancora  dopo 70 anni e che sarebbe stata festeggiata  in un Cinema del Pigneto: il Nuovo Aquila. Tanto meno avrebbero potuto immaginare le grandi trasformazioni che il cinema avrebbe subito e che in particolare stiamo vivendo in questo periodo storico.
Sicuramente però sapevano che i principi fondativi che avevano pensato per quello statuto sarebbero stati validi indipendentmente da ogni cambiamento possibile.

Vorrei ricordarli quei principi:

-affermare il valore sociale e culturale del cinema e dei suoi mezzi audiovisivi e dei linguaggi presenti, futuri e futuribili;
-tutelare la dignità morale e gli interessi materiali degli autori e difenderne le esigenze di carattere mutualistico e assistenziale;
-difendere ed estendere il diritto del cittadino alla libera circolazione delle idee e delle opere;
-difendere ed estendere il diritto del cittadino alla libertà di comunicazione, di informazione e di espressione;
-difendere l'integrità delle opere.

Dentro ciascuna di queste affermazioni c'è l'essenza di settant'anni di attività dell' Associazione Nazionale Autori Cinematografici che continua a battersi per affermare quei principi e trasmetterli alle nuove generazioni.

L'ANAC è  stata un' associazione scomoda e vi voglio rassicurare… continuerà ad esserlo anche nel futuro.

Nonostante tutto (e quando dico nonostante tutto mi riferisco,  non sto a spiegarlo a voi, a tante cose come lo scollamento sociale, l'indebolimento dei partiti, la perdita  di centralità della cultura e degli intellettuali, l' oligopolio delle ott..) quindi nonostante tutto ciò noi continueremo a stare a fianco delle autrici e degli autori, degli esordienti come dei premi Oscar…

A fianco dei lavoratori.

A fianco delle piccole e delle medie imprese, ma anche a fianco delle grandi quelle che riusciranno a rimanere a maggioranza italiana...

A fianco degli esercenti… proprietari e  gestori delle sale dei centri urbani con uno o più schermi;

a fianco delle sale della Comunità e dei circoli del cinema...

A fianco delle cineteche, dei festival, delle scuole di cinema.

L’anac conta oggi oltre 600 iscritti, tra questi alcuni grandi maestri internazionali come Michel Hazanavicius, Mohsen Makhmalbaf, Robert Guediguian, Naomi Kawase…  ma l'autorevolezza dell’ANAC non deriva dai numeri o dai suoi iscritti più illustri, ma dalla  sua storia e dalla sua esperienza nelle politiche di settore di questo paese e da questo non si può prescindere.

Negli ultimi anni l'ANAC ha creato una scuola di sceneggiatura  gratuita per gli studenti, dove insegnano i principali autori italiani di cinema e di serialità.

L’ANAC ha costituito un archivio storico  con preziosi materiali cartacei e audiovisivi, archivio che è stato dichiarato di particolare interesse dalla Sovrintendenza degli archivi.

L'ANAC ha creato un premio intitolato a Carlo Lizzani, che è uno dei premi collaterali della Mostra di Venezia, dedicato alla passione e al coraggio degli esercenti italiani, perché, lasciatemelo dire, per tenere aperto, oggi, un cinema   ci vuole tanta passione e tanto coraggio.

Con la vice presidente Emanuele Piovano, con Mimmo Calopresti, Beppe Guadino, Umberto Marino, Giuliana Gamba, Giovanna Gagliardo, Giacomo  Scarpelli, Alessandro Rossetti, Antonio Falduto, Caterina Taricano, che fanno parte del Consiglio esecutivo, con i probiviri Dacia Maraini, Pupi Avati e Ezio Aloisi abbiamo lavorato per dare una nuova forza e una nuova identità all’Anac, lo abbiamo fatto in piena autonomia avvalendoci soltanto della forza delle nostre idee e dei nostri valori  senza  appoggiarci a partiti o padrini politici .

Le divisioni della nostra categoria  ci indeboliscono,  riducendo gli effetti delle nostre battaglie: le  richieste degli autori divisi  restano  spesso inascoltate o accolte solo parzialmente!

La coesione originaria rendeva l'ANAC  un' associazione che guardava aldilà degli interessi corporativi e quindi era considerata una controparte e  interpellata costantemente  dalle forze politiche, dal Parlamento e anche dai governi.

Ci sforzeremo quindi ancora più di quanto non abbiamo fatto finora, di cercare la coesione,  di favorire l'unità degli autori, il che credetemi non è  affatto facile.
In ogni caso vi assicuriamo che proveremo  a fare per i prossimi 70 anni quello che hanno fatto, meglio di noi, coloro che ci hanno preceduto."

 

24/03/2022 - ANACronista / Eventi / Notizie ANAC
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