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XXIX TRIESTE FILM FESTIVAL – Trieste 19-28 gennaio 2018
18 gennaio 2018

 

Compie 29 anni il TRIESTE FILM FESTIVAL, il più importante appuntamento italiano, nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino e dedicato quasi interamente al cinema dell’Europa centro orientale. L’edizione di quest’anno si aprirà venerdì 19 gennaio con Sympathy for the devil di Jean-Luc Godard (in Italia il film venne distribuito nel 1968 con il titolo I Rolling Stones secondo Godard. La seconda apertura di lunedì 22 gennaio riguarderà il nuovo film di Tony Gatlif: Djam, un’opera che mescola sapientemente lingue, nazionalità e ritmi, in un viaggio fatto di musica, incontri, condivisione e speranza che – attraverso la storia di una giovane donna– racconta l’Europa della multiculturalità e delle migrazioni. Chiuderà il Festival Elisabetta Sgarbi che con L’Altrove più vicino racconterà il il nostro confine mobile, per eccellenza, quello Orientale. Il confine e i suoi passaggi saranno raccontati da testimoni di eccezione come Rumiz, Rebula, Magris, Pahor e altri. Come nelle precedenti edizioni, sono stati confermati i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari che interesseranno un gran numero di opere di cui alcune di queste saranno presentate al pubblico dagli stessi registi. Fuori concorso un importante documentario recentemente restaurato Bora su Trieste, girato nel 1953 da Gianni Alberto Vitrotti: premiato con un Leone d’Argento alla Mostra di Venezia nel 1953 e da un inatteso successo internazionale. Il consueto Focus “nazionale” è dedicato quest’anno non ad un Paese, ma ad un popolo senza Stato – quello curdo – sparso tra Turchia, Siria, Iraq e Iran. Saranno presentati alcuni docu-fiction che meglio rappresentano le istanze di questo popolo da sempre sotto attacco dei nazionalismi o da derive religiose estreme. Confermata anche quest’anno la formula del Premio Corso Salani, che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2017 e ancora in attesa di distribuzione.

Infine, non poteva mancare un omaggio per i primi cinquant’anni del Sessantotto con una retrospettiva, Rebels 68. East ‘n’ West Revolution, che indagherà quell’anno cruciale da un doppio punto di vista: quello dell’ovest, con autori come Godard, Antonioni, Roeg e Bertolucci, e quello dell’est, con nomi come Pintilie, Dezső, Němec e Žilnik. Senza dimenticare titoli e personalità che – da Bellocchio a Makavejev a Garrel – hanno anticipato il fatidico anno. I film in programma saranno: EAST: Oratorio for Prague (1968) di Jan Němec; Reconstruction (1968) di Lucian Pintilie; Agitators (1969) di Dezső Magyar; June Turmoil e Early Works (1969) di Želimir Žilnik; Sweet Movie (1974) di Dušan Makavejev; Generation ’68 (2016) di Nenad Puhovski.

WEST: I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio; Blow Up (1966) di Michelangelo Antonioni; Baci rubati (1968) di François Truffaut; Sympathy for the Devil (1968) di Jean-Luc Godard; Sadismo (1970) di Donald Cammell, Nicolas Roeg; La cicatrice intérieure (1972) di Philippe Garrel; The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci; Les deux amis (2015) di Louis Garrel; Blow Up di “Blow Up” (2016) di Valentina Agostinis.

Per maggiori informazioni www.triestefilmfestival.it


 
 
 
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