ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

IL CINEMA E’ DONNA ALL’ISOLA TIBERINA
21 giugno 2017

 

IL CINEMA E’ DONNA ALL’ISOLA TIBERINA – Comunicato Stampa

La Tribù dell’ Arte, con il patrocinio dell’Anac, Associazione nazionale autori cinematografici, presenta dal 23 al 26 Giugno 2017 al Cine Lab dell’Isola Tiberina: Cinema d’iDea.
A partire dalle 20,30, dopo una brevissima introduzione della curatrice della rassegna, Patrizia Fregonese de Filippo seguirà la proiezione dei titoli in programma e l’incontro con le autrici, gli ospiti e il pubblico. Alle 23,00 è prevista una seconda proiezione.

Ogni sera si parlerà di donne , di pari opportunità, di reali difficoltà delle donne nel mondo del cinema dell’arte e non solo e saranno raccolte proposte su cosa fare per dare maggiore visibilità al punto di vista femminile.
Dai dati di EWA e del Mibact emerge una realtà sommersa: le donne nel cinema, come ovunque,fanno fatica. In Italia la percentuale di donne regista è la più bassa in Europa: solo il 7%. Mancanza di talento? No, mancanza di opportunità! L’Italia, è bene saperlo, con le sue 3 candidature ha il più alto numero di donne candidate all’Oscar.
Parteciperanno due tra le massime esponenti del Cinema Italiano : Liliana Cavani e Lina Wertmüller che presenteranno due loro capolavori : “Il portiere di notte” (1974) e “Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti” (1986).

Il 23 Giugno, serata d’inaugurazione, dopo la proiezione di “3000 Nights” di Mai Masri, potente metafora reale sui diritti negati, non ancora distribuito in Italia, alla presenza dell’Ambasciatrice H.E.-Dr.Mai al Kaila, saranno proiettati due brevi documentari : “Essere donne” e “La briglia sul collo”, di Cecilia Mangini, una delle maggiori esponenti del film documentaristico italiano, già collaboratrice di Pasolini .
In programma alcune novità fra cui “Liberami” di Federica di Giacomo, vincitrice del premio Orizzonti a Venezia 2016 e due lavori di Wilma Labate: “Domenica” e “Qualcosa di noi”, suo ultimo documentario.
Dal 23 al 26 Giugno ci incontreremo per confrontarci sulla realtà, sui cambiamenti e sulle opportunità future.

Programma:
23/6/2017 ore  21.00:  3000 Nights di Mai Masri 103’(Palestina, Fr,libano, Qatar, Giordania, Emirati)
ore 23.00 Essere donne di cecilia Mangimi 10’ – La briglia sul collo di Cecilia Mangini 15’ (Italia)

24/6/2017  ore 21.00:  Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti di Lina Wertmüller (Italia)
ore 23.00:  Liberami di Federica Di Giacomo (Italia/Fr)

25/6/2017 ore 21.00:  Il Portiere di notte di Liliana Cavani 122’ (Italia)
ore 23.30 Selezione Corti Centro Sperimentale e non (italia)

26/6/2017 ore 21.00:  Domenica di Wilma Labate 95’ (Italia)
ore 23.00:  Qualcosa di noi di Wilma Labate 74’ (Italia)


 

18° edizione ShorTS International Film Festival di Trieste
16 giugno 2017

 

“NUOVE IMPRONTE”.
I 7 film in concorso tra fiction e documentari a ShorTS International Film Festival
 di Trieste

Dall’1 all’8 luglio a Trieste ShorTS International Film Festival propone le migliori opere del cinema italiano emergente. Lo fa con un approccio insolito, scava negli ideali che l’accompagnano raccontandone le storie dell’ordinario tra fallimenti e risalite. Qui ruotano personaggi che osservano la vita da un loro personale punto di vista. I contorni di queste storie sono impregnate di rabbia e spesso amore, disperazione e solidarietà, tradimento e riconciliazione; ci sono, soprattutto, uomini e donne che resistono. E nonostante tutto sognano.

Tra le novità di quest’anno il premio ANAC alla migliore sceneggiatura.

Questi i titoli selezionati:

  • Babylonia Mon Amour di Pierpaolo Verdecchi – docufilm (in anteprima internazionale)
  • I Tempi Felici Verranno Presto di Alessandro Comodin – fiction
  • Sagre Balere di Alessandro Stevanon – docufilm
  • Il più grande sogno di Michele Vannucci – fiction
  • Orecchie di Alessandro Aronadio – fiction
  • Upwelling – La risalita delle acque profondedi Pietro Pasquetti e Silvia Jop – docufilm
  • Cuori Puri di Roberto De Paolis – fiction

Anche quest’anno ShorTS sostiene i talenti del cinema italiano proponendo una selezione di film, documentari e fiction, opere prime e seconde, inedite o comunque poco viste, che concorreranno per il premio Hera Comm al miglior film, il premio Bakel al film più votato dal pubblico, il premio della Critica assegnato dal SNCCI e quello alla Miglior Produzione consegnato dall’AGICI.

 


 

Festival Comicron, pronto il bando per la quarta edizione
5 giugno 2017

 

E’ on line il bando per l’iscrizione alla quarta edizione del Comicron, festival internazionale del cortometraggio comico che anche quest’anno si svolgerà il 4 e 5 agosto a Pontelandolfo (Bn).
Il festival ideato e diretto dal regista Ugo Gregoretti tornerà a declinare le tante forme del comico, forte dei numeri delle prime edizioni che hanno raccolto una massiccia partecipazione di pellicole e soprattutto i linguaggi di registi provenienti da Italia, Spagna, Francia, Australia, Germana, Argentina, e ancora Burkina Faso, Bielorussia, Sud Corea, Turchia e Bangladesh, solo per citare alcuni dei Paesi di provenienza dei corti.
Nel 2016 il vincitore del festival è stato Il potere dell’oro rosso di Davide Minnella, interpretato da Paolo Sassanelli e Moda Joao. Ora, parte la nuova sfida verso la selezione dei finalisti per il 2017.
Il nuovo bando è consultabile sul sito ufficiale del Festival (www.comicronfilmfestival.it), dove sono pronti per la visualizzazione il regolamento per l’edizione 2017 e il modello per iscrivere le opere, esclusivamente di genere comico, con una durata massima di 20 minuti.

Gli organizzatori – Il Comicron è curato dalla Pro loco di Pontelandolfo, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Pontelandolfo e il Centro studi Ugo Gregoretti. La manifestazione ha ricevuto il patrocinio del Mibact – Direzione generale per il cinema.


 

“L’uomo che non cambiò la storia” di Enrico Caria
1 giugno 2017

 

Lunedì 5 giugno ore 18.30 proiezione del film “L’uomo che non cambiò la storia” di Enrico Caria al cinema Farnese – Piazza Campo de’ Fiori, 56, Roma.
Il film sarà presentato da Giancarlo De Cataldo e Francesco Ranieri Martinotti insieme al regista

L’uomo in questione è un professore universitario: Ranuccio Bianchi Bandinelli, massimo studioso italiano d’arte romana e tra i padri dell’archeologia moderna. Il che, negli anni trenta, faceva di lui un personaggio di cui il regime fascista andava fiero…

Salvo che il professore, era un convinto antifascista.
I nodi vengono però al pettine in occasione del famoso viaggio di Hitler in Italia del 1938, quando Ranuccio viene cortesemente invitato ad accompagnare in veste di interprete e cicerone Duce e Fürher, in giro per musei e siti archeologici.
A questo punto si ritrova davanti a un bivio: vestire in orbace e scattare sull’attenti davanti ai due odiati dittatori, o compromettere studi, carriera e forse incolumità personale? Insomma: che fare?
Quando poi il cortese invito si trasforma in un ordine perentorio che lui non può rifiutare, non ha più scelta.
Ma una volta “reclutato” obtorto collo, il professore si rende conto che nessuno lo perquisisce, nessuno lo controlla, che può avere la massima libertà d’azione decidendo tempi e percorsi delle visite guidate… Mettendogli (per quattro giorni di seguito) quei due mostri a meno d’un metro di distanza… La Storia gli sta offrendo un’occasione incredibile: lui potrebbe fermare la loro follia.
Come andarono le cose dopo quel 1938, la Storia ce lo ricorda bene. Questo film ci racconta invece dettagliatamente e irresistibilmente come non andarono. E soprattutto quale postuma vendetta di stile è sopravvissuta di quell’indimenticabile lezione tenuta ai due dittatori dal professor Bianchi Bandinelli.

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“Nessuno ci può giudicare” di Steve Della Casa e Chiara Ronchini
31 maggio 2017

 

“Nessuno ci può giudicare” un documentario di Steve Della Casa e Chiara Ronchini sui I musicarelli degli anni Sessanta italiani.
Mercoledì 7 giugno ore 20.30 – Cinema Farnese

“Goffredo Lombardo, il patron della Titanus, diceva che i film con Gianni Morandi e Caterina Caselli negli anni Sessanta avevano salvato la sua casa produttrice. I loro film, effettivamente, costavano poco e incassavano tantissimo. Per la prima volta la canzone italiana, che fino a quel momento anche nel cinema era rivolta a tutta la famiglia, guardava a un pubblico decisamente più giovane. La stessa cosa succedeva con i film dei cosiddetti «urlatori»: Adriano Celentano, Mina, Tony Dallara. A metà anni Sessanta il consumo giovanile della cultura era un fenomeno così significativo da anticipare la contestazione che sarebbe poi esplosa nel Sessantotto.
Il documentario racconta con la viva voce dei protagonisti di allora e con la ricchezza degli archivi dell’Istituto Luce la complessità del fenomeno. In quell’epoca, film semplici e di poche pretese diventarono lo specchio di una generazione e la cartina di tornasole di un’Italia in pieno cambiamento. Come diceva Pasolini, dopo il boom economico il Paese non era più lo stesso. E anche quei film hanno contribuito a cambiarlo.”

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L’Anac a 360gradi – ” Quel caldo, maledetto, giorno di fuoco” e il cinema di Paolo Bianchini
12 maggio 2017

 

Martedì 16 maggio  alle ore 16.00 terzo appuntamento   della rassegna “L’Anac a 360gradi”, alla Casa del Cinema, con la  proiezione  del film “QUEL CALDO, MALEDETTO, GIORNO DI FUOCO” (1968) di Paolo Bianchini. Segue l’incontro con l’autore introdotto da Antonio Falduto e moderato da Raffaele Meale.

Il terzo appuntamento con “Percorsi di Cinema – L’Anac a 360gradi”, la rassegna organizzata alla Casa del Cinema dall’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici – e incentrata su quegli autori della storica associazione che hanno rappresentato sugli schermi il cinema cosiddetto “di genere”, vede un protagonista con cui il pubblico più giovane e appassionato alla materia potrebbe avere scarsa dimestichezza: Paolo Bianchini.

Bianchini esordisce nelle vesti di sceneggiatore, scrivendo tra gli altri per Luigi Zampa Ladro lui, ladra lei (1958) e per Giuliano Montaldo Ad ogni costo (1967), due film concepiti nel recinto del genere che dimostrarono da subito la grande versatilità di Bianchini e la capacità di trovare una propria personale chiave di lettura anche all’interno di operazioni di prammatica. La conferma è nel passaggio alla regia con il fantascientifico Devilman Story (1967) e il delirante Hipnos follia di massacro (1967), ma anche e forse soprattutto con i suoi western, a partire da Dio li crea… Io li ammazzo! (1968), Lo voglio morto (1968) e Quel caldo maledetto giorno di fuoco (1968), che l’Anac ha scelto per omaggiare il regista.

Quel caldo maledetto giorno di fuoco palesa la volontà di Bianchini di non lasciarsi asservire al genere, e mescola con sapienza tanto l’apparato iconografico western quanto una trama che vagheggia rimembranze di spy story; la regia di Bianchini si fa ancor più inventiva del solito, alla ricerca dell’inquadratura in grado si spiazzare sempre le aspettative dello spettatore. Un piccolo cult da riscoprire.

Bianchini si è dedicato più recentemente ai lavori televisivi e di forte impegno sociale, come testimonia l’ultimo Il sole dentro (2012) incentrato sulla tragica vicenda che vide protagonisti i quindicenni Yaguine Koita e Fodé Tounkara, trovati morti nel carrello di un aereo nel tentativo disperato di abbandonare la Guinea per cercare fortuna in Europa. Anche altri titoli come il televisivo Il bambino sull’acqua (2005) e La grande quercia, che nel 1997 segnò il ritorno di Bianchini al cinema dopo quasi venti anni trascorsi a lavorare in pubblicità, certificano l’interesse del regista romano verso il mondo che lo circonda.

Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni 1
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.


 

Workshop fotografico condotto da Letizia Battaglia
10 maggio 2017

 

Workshop fotografico “Fotografando la Casa” condotto in esclusiva da una delle più grandi fotografe del nostro tempo Letizia Battaglia e organizzato dalla Casa Internazionale delle Donne.

Per maggiori informazioni questo è il link

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L’Anac a 360gradi – “Spasmo” e il cinema di Umberto Lenzi
8 maggio 2017

 

Martedì 9 maggio secondo appuntamento con “L’Anac a 360gradi” e il cinema di Umberto Lenzi presentato da Steve Della Casa.
Alle ore 16.00  proiezione del film “Spasmo” (1975). Segue l’incontro introdotto da Giuliana Gamba. Modera Raffaele Meale.

La 14° edizione della rassegna Percorsi di Cinema con “L’ Anac a 360gradi”, organizzata dall’ ANAC Associazione Nazionale Autori Cinematografici – in collaborazione con la Casa del Cinema e sostenuta dal Mibact – è  incentrata su quegli autori dell’Anac che hanno rappresentato il cinema di genere italiano, e che vede per protagonista nel suo secondo appuntamento il principale esponente dell’epoca d’oro della produzione popolare italiana: Umberto Lenzi.

Dopo aver esordito prima con un cortometraggio dagli echi pasoliniani (I ragazzi di Trastevere, 1956) e quindi nel lungo con il film di cappa e spada Le avventure di Mary Read, Lenzi ha legato il suo nome in particolare a due dei generi più rappresentativi del cinema italiano, il “giallo” e il poliziottesco. Quest’ultimo lo vede dirigere titoli assurti a un vero e proprio culto come Milano odia: la polizia non può sparare (1974), Napoli violenta (1976) e Roma a mano armata (1976), che vede impegnati in un duetto alla polvere da sparo Tomas Milian e Maurizio Merli, ruolo che riprenderanno per Lenzi anche nel successivo Il cinico, l’infame, il violento.

L’Anac ha scelto di rendere omaggio al regista di Massa Marittima, suo  storico associato ,  con uno dei titoli più giustamente celebrati, in Italia e all’estero: Spasmo. Inserito all’interno del florido filone del giallo all’italiana, Spasmo è un film che si distacca dal modello originario alla Dario Argento per cercare vie alternative. Senza disconoscere alcuni punti fermi del genere, a partire ovviamente da delitti ai quali va trovata una risoluzione, Lenzi penetra in profondità, trasformando la storia morbosa che vede per protagonista Christian e suo fratello Fritz in una discesa senza freni nella paranoia, nell’ossessione omicida ed erotica. La scelta di utilizzare come escamotage scenico dei manichini seviziati fece scalpore, ed è stata ripresa da moltissimi thriller a seguire. Ultimo parto della trilogia spuria che vede anche Orgasmo (1969) e Paranoia (1970), Spasmo è un’opera potente e in grado di mescolare il razionale all’onirico, la paranoia alla suspense.

Durante l’incontro verrà presentato il libro “ Una vita per il cinema. L’avventurosa storia di Umberto Lenzi regista” biografia curata da Tiziano Arrigoni e Silvia Trovato, edito da La Bancarella (Piombino), 2016

Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni 1, Roma – Ingresso libero fino ad esaurimento posti


 


 
Giovedì 11 maggio alle ore 21.00 all’Apollo 11- via Nino Bixio 80/A, Roma – prima nazionale del film “L’uomo che non cambiò la storia” di Enrico Caria, presente all’incontro con il pubblico.
L’uomo in questione è un professore universitario: Ranuccio Bianchi Bandinelli, massimo studioso italiano d’arte romana e tra i padri dell’archeologia moderna. Il che, negli anni trenta, faceva di lui un personaggio di cui il regime fascista andava fiero…
Salvo che il professore, era un convinto antifascista.
I nodi vengono però al pettine in occasione del famoso viaggio di Hitler in Italia del 1938, quando Ranuccio viene cortesemente invitato ad accompagnare in veste di interprete e cicerone Duce e Fürher, in giro per musei e siti archeologici.
A questo punto si ritrova davanti a un bivio: vestire in orbace e scattare sull’attenti davanti ai due odiati dittatori, o compromettere studi, carriera e forse incolumità personale? Insomma: che fare?
Quando poi il cortese invito si trasforma in un ordine perentorio che lui non può rifiutare, non ha più scelta.
Ma una volta “reclutato” obtorto collo, il professore si rende conto che nessuno lo perquisisce, nessuno lo controlla, che può avere la massima libertà d’azione decidendo tempi e percorsi delle visite guidate… Mettendogli (per quattro giorni di seguito) quei due mostri a meno d’un metro di distanza… La Storia gli sta offrendo un’occasione incredibile: lui potrebbe fermare la loro follia.
Come andarono le cose dopo quel 1938, la Storia ce lo ricorda bene. Questo film ci racconta invece dettagliatamente e irresistibilmente come non andarono. E soprattutto quale postuma vendetta di stile è sopravvissuta di quell’indimenticabile lezione tenuta ai due dittatori dal professor Bianchi Bandinelli
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“Mexico! Un cinema alla riscossa” di Michele Rho
27 aprile 2017

 

Uscirà il 4 maggio “Mexico! Un cinema alla riscossa”di Michele Rho,  film documentario con protagonista Antonio Sancassani, storico proprietario della sala e vincitore della prima edizione del premio Carlo Lizzani all’esercente più coraggioso – istituito dall’ANAC.

Al centro dell’opera di Rho, distribuita da Officine UBU,  il cinema Mexico, una delle ultime sale mono-schermo rimaste a Milano, e la sua storia legata indissolubilmente alla figura di Antonio Sancassani che da trent’anni la gestisce in modo indipendente e libero. I 33 anni del Rocky Horror Picture Show e i due straordinari anni di Il vento fa il suo giro sono solo alcuni dei successi che hanno reso la sala un punto di riferimento nazionale per gli addetti ai lavori e gli appassionati del cinema di qualità. Al cinema Mexico passano film indipendenti, opere prime, film in lingua originale, documentari, film dimenticati o “bruciati” dalle grandi distribuzioni.

Il film documentario indaga, intorno alle vicende dello storico cinema di Milano, i sogni di più generazioni, emblema italiano di un “modo di fare cinema resistente” ambientato in un quartiere che ha vissuto cambiamenti radicali e che è oggi una delle zone più vive della città. Asserragliato tra show-room di moda, baretti di tendenza e agenzie di modelle, ultimo avamposto di un certo tipo di cinematografia, il Mexico da anni combatte contro il fantasma della chiusura respingendo le offerte di chi lo vorrebbe acquistare per trasformarlo nell’ennesimo show-room. A raccontarlo, oltre alla voce e alla figura resistente di Sancassani, i testimoni della realtà milanese e del grande cinema italiano da Luca Bigazzi a Moni Ovadia, da Claudio Bisio a Giorgio Diritti, da Giuliano Pisapia a Isabella Ragonese. Nel documentario sono presenti anche molti giornalisti, critici cinematografici, che hanno frequentato quel cinema: da Maurizio Porro a Paolo Mereghetti, da Barbara Sorrentini ad Alberto Pezzotta. Attraverso le parole di alcuni dei protagonisti della scena cinematografica italiana, il film propone una riflessione sulla difficile situazione che attualmente vive la distribuzione nelle sale.

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PERCORSI di CINEMA – L’ANAC a 360gradi
20 aprile 2017

 

Percorsi di Cinema – 14° edizione

L’ANAC a 360gradi – viaggio attraverso i generi

26 aprile • 23 maggio 2017
Casa del Cinema, Roma

Nella lettura della storia del cinema è inevitabile imbattersi nella diatriba sul significato da attribuire al termine “autore”, che ha creato più di un subbuglio nel corso dei decenni. Il risultato è stato troppo spesso quello di perdersi in discussioni sterili, tra autori con la maiuscola o minuscola, artigiani semi-sconosciuti e maestri rivalutati solo con il passare degli anni. Per cercare di dare il proprio contributo, e rivendicare la pluralità di sguardi tra i propri soci, l’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici, ha deciso di organizzare quattro incontri nei quali gli studenti (in particolar modo quelli del CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e dell’Istituto Roberto Rossellini) avranno modo di confrontarsi con registi che hanno lavorato su e attraverso il genere: spaghetti western e fantascienza, horror e thriller. Come è risaputo, l’ANAC ha avuto e ha tra i suoi iscritti alcuni dei nomi più rappresentativi della storia del cinema italiano a livello internazionale (tra cui Citto Maselli, Paolo e Vittorio Taviani, Liliana Cavani, Gianni Amelio e Ettore Scola, Pier Paolo Pasolini, Roberto Rossellini, Cesare Zavattini, Mario Monicelli, Age e Scarpelli, Sergio Amidei, Francesco Rosi, Federico Fellini, Ugo Pirro, Michelangelo Antonioni); altri soci hanno invece dovuto attendere per una complessiva rivalutazione e un’analisi più specifica dei loro lavori.

            L’intenzione degli organizzatori nel realizzare la 14° edizione di Percorsi di Cinema – rassegna patrocinata e sostenuta dal MIBACT, e in collaborazione con la Casa del Cinema – è quella di offrire un altro punto di vista sul cinema italiano, parallelo e non alternativo, a studenti che vorrebbero trasformare la loro passione in un mestiere. Tre incontri con tre registi fondativi nella ricerca di una via espressiva al genere, a volte riconosciuti prima all’estero che in Italia, secondo il celebre adagio del nemo propheta in patria. Augurando una pronta guarigione a Umberto Lenzi, Steve della Casa presenterà il suo Spasmo (1974), thriller del quale restano impressi nella mente i manichini che raffigurano donne seviziate, e parlerà di Cuore criminale, l’ultimo libro pubblicato da Lenzi; Paolo Bianchini, autore celebrato negli ultimi anni per il recupero tardivo di Hypnos – Follia di massacro (1967), presenterà al pubblico di giovani Quel caldo maledetto giorno di fuoco (1968); incontrerà gli studenti anche Ruggero Deodato, il regista che inventò il filone del “cannibal movie” e che nel 2016 è tornato dietro la macchina da presa dopo ventitré lunghi anni di assenza, per dirigere Ballad in Blood, thriller ispirato al misterioso omicidio perugino di Meredith Kercher per il quale furono accusati Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

            Ad accompagnare queste tre incursioni nel genere, l’ANAC affianca un incontro nel quale Italo Moscati parlerà di Pasolini – a sua volta membro dell’associazione – come autore cinematografico dall’assoluta libertà espressiva che va oltre l’impegno e il genere, ma li racchiude entrambi. Un particolare approfondimento sarà dedicato da Moscati al rapporto di Pasolini con l’Anac in occasione dell’occupazione della Mostra del Cinema di Venezia nel 1968; un punto di contatto che darà la possibilità agli studenti non solo di approfondire la propria conoscenza dell’autore, del quale verranno proiettati i cortometraggi La ricotta e Che cosa sono le nuvole?, ma allo stesso tempo di comprendere il percorso dell’ANAC e il ruolo da essa svolto nelle battaglie in difesa della cultura del nostro paese che l’hanno vista protagonista dal 1952 ad oggi. Riannodare i fili del passato per comprendere il presente e cercare di costruire insieme il futuro.

Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni 1, Roma
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

PROGRAMMA

Mercoledì 26 aprile, h. 16.00

Ballad in Blood di Ruggero Deodato
Alla presenza dell’autore. Modera l’incontro Raffaele Meale.
Introduce per Anac Francesco Martinotti.

 

Martedì 9 maggio, h. 16.00

Spasmo di Umberto Lenzi
Steve Della Casa presenta il cinema di Lenzi.Modera l’incontro Raffaele Meale.
Introduce per l’Anac Giuliana Gamba.

 

Martedì 16 maggio, h. 16.00

Quel caldo maledetto giorno di fuoco di Paolo Bianchini
Alla presenza dell’autore. Modera l’incontro Raffaele Meale.
Introduce per l’Anac Antonio Falduto.

 

Martedì 23 maggio, h. 16.00

La ricotta e Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini
Italo Moscati presenta il cinema di Pier Paolo Pasolini.
Introduce per l’Anac Alessandro Trigona Occhipinti.

 

 locandina Anac a 360gradi


 

“Il cinema racconta la boxe” di Francesco Gallo
19 aprile 2017

 

Venerdì 21 aprile alle ore 17.30 alla Casa del Cinema – largo Marcello Mastroianni 1, Roma – presentazione libro “Il cinema racconta la boxe” di Francesco Gallo

Dieci film per raccontare dieci pugili straordinari.
Attraverso le storie di campioni, veri o immaginari, Francesco Gallo ripercorre non solo la storia del pugilato internazionale, ma anche quella del cinema che da oltre un secolo continua a raccontare la nobile arte.
Da Buster Keaton ad Alfred Hitchcock, da Luchino Visconti a Martin Scorsese, molti grandi autori hanno voluto raccontare le vicende dei campioni del ring. La boxe, infatti, più di tutti gli altri sport, rappresenta al meglio l’eterna lotta tra il bene e il male e l’identificazione con i suoi protagonisti è fortissima. Dalle vicende del famigerato Jake La Motta,immortalato nel capolavoro di Martin Scorsese fino alla Maggie Fitzgerald di Million Dollar Baby, senza dimenticare le sfide di Muhammad Ali, l’intramontabile saga di Rocky, l’ultimo Hands of stone, dedicato al pugile panamense Roberto Duràn, e la boxe italiana, questo libro è un’indagine appassionata sul legame tra cinema e boxe che continua ad affascinare pubblico e critica.

Intervengono insieme all’autore:
Francesco Ranieri Martinotti,  Presidente ANAC
Marco Impiglia, storico dello sport e consigliere del direttivo della Siss
Giacomo Scarpelli, sceneggiatore

 

LOCANDINA - IL CINEMA RACCONTA LA BOXE.pdf


 
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