ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

Il nuovo portale web dell’ Archivio Luce
11 aprile 2018

 

L’Istituto Luce Cinecittà presenta il nuovo portale web dell’Archivio Luce www.archivioluce.com
Un portale aperto a tutti, migliaia di filmati e foto in alta definizione, una nuova sezione redazionale con aggiornamenti quotidiani, playlist personalizzate, le chicche d’archivio e l’attualità.

In quella eccezionale geografia del sapere che è la cultura italiana, l’Archivio storico dell’Istituto Luce occupa lo spazio simbolico di una montagna, o di una preziosa miniera. Metafore che nascono dalla sua lunga storia, e dalla vastità impressionante del suo patrimonio, non per caso entrato con i suoi Cinegiornali tra i beni tutelati dal prestigioso Registro ‘Memory of the World’ dell’UNESCO – unico tra gli archivi audiovisivi del nostro Paese.

Istituto Luce Cinecittà, nato nel 1924, dopo oltre 90 anni di storia, svolte, cambiamenti, paralleli e talvolta sovrapposti a quelli dell’Italia, conserva nel suo Archivio qualcosa come 90.000 filmati, per migliaia di ore e milioni di metri di pellicola, dagli anni ‘10 agli anni Novanta, e oltre 3 milioni di fotografie che arrivano al 2000. Dentro questa montagna – o miniera – di immagini, c’è il nostro Paese, il suo passato, e come si è rappresentato e proiettato nel futuro. Ci sono la Storia, la politica, la società, la cultura, le Arti, tanto cinema, il costume, la realtà italiana e i suoi sogni. Il nostro immaginario.

Da oggi questo patrimonio unico è ancora di più a disposizione dei cittadini, con un clic. Grazie al nuovo Portale dell’Archivio Luce, che debutta on line in questo 2018, proclamato Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

L’Archivio Luce è stato storicamente al passo con l’innovazione tecnologica. È stato il primo archivio audiovisivo italiano ad essere interamente digitalizzato, dal 1999. Nel 2012 una porzione considerevole è stata condivisa su YouTube, un passo decisivo verso il pubblico più giovane. In questi anni l’Archivio è stato una piattaforma fondamentale per il lavoro di storici, ricercatori, autori di film, documentari, palinsesti televisivi, scuole, università, biblioteche, musei, enti pubblici e privati, specialisti e cittadini comuni che avessero una curiosità, una passione, una domanda da porre a quello che è stato definito ‘l’Internet del ‘900’.

Oggi il portale dell’Archivio Luce, la sua interfaccia web, diventa ancora più accessibile: diventa un sito aperto. Un’apertura che si sostanzia su tutti i piani: un rinnovato layout grafico, una migliore

visibilità dei materiali e una maggiore varietà di contenuti, un nuovo concept di ricerca dei documenti.

La prima novità è la visione in qualità migliore dei documenti: oltre 70.000 filmati, e oltre 400.000 fotografie, visibili per tutti da qualsiasi apparecchio, gratuitamente. Un’immersione unica dentro un immenso tesoro di conoscenze, lungo un secolo. Una spettacolare video-biblioteca, alla portata di ogni utente.

Ogni fondo cinematografico e fotografico presenta una descrizione storico-cronologica dettagliata, e tutti i documenti riportano una didascalia con informazioni, crediti, date, su personaggi eventi e luoghi narrati. Uno strumento utile alla comprensione di ciascun documento.

La ricerca si fa più aperta e semplice, grazie ad aree tematiche: macro-sezioni che indirizzano l’utente al campo che più lo interessa – storia, personaggi, arti, politica, sport, spettacolo, attualità etc.

Tutte le singole ricerche rimandano al nuovo Database, che permette di incrociare voci e dati, e comporre una relazione più intuitiva e ricca tra i documenti. Una semplice ricerca porta a una connessione di informazioni, e può farla diventare un viaggio carico di immagini in movimento, notizie, nuove finestre.

La possibilità di comporre playlist personalizzate, e salvarle in una cartella, permette di incamerare la propria ricerca, e proseguirla nel tempo. La ricerca diventa più chiara e precisa tanto per lo specialista quanto per l’utente semplice (si pensi ad esempio agli studenti); per entrambi può essere molto più avventurosa.

Un’altra novità assoluta che va incontro a un pubblico più generalista è la nuova attività redazionale: aggiornamenti quotidiani con richiami a un ‘tema del giorno’, con video/foto-notizie che integrano la cronaca attuale con le immagini d’archivio, in un pendant di attualità e memoria.

Una timeline connette il calendario settimanale con anniversari di particolare significato, ricorrenze o personaggi che in quel giorno sono entrati nella Storia.

E nuova è l’offerta periodica di ‘mini-doc’: brevi documentari originali di 8-10 minuti prodotti dal Luce, che raccontano temi e personaggi particolari, suggestivi, attraverso filmati d’epoca e nuove

riprese. Nel segno della storia dei cinegiornali Luce, una produzione nuova di zecca che proietta la memoria nel presente, e un modo inedito di fare cinema.

Ai mini-doc si accosta la proiezione settimanale di corti e documentari d’archivio di particolare fattura, a firma di grandi autori. I primi a essere on line saranno lavori di Zurlini, Luigi Comencini, Michelangelo Antonioni, e dal film collettivo 9X10 Novanta i corti di Alice Rohrwacher, Pietro Marcello e altri nuovi autori del nostro cinema.

La sezione ‘Polvere d’Archivio’ infine regala al visitatore rare ‘chicche’ di repertorio, dove l’Archivio brilla per vivacità, inventiva filmica, curiosità storica.

Il patrimonio dell’Archivio Luce è in movimento, continua ad arricchirsi con l’acquisizione di nuovi fondi. E straordinariamente ricchi sono i nuovi Fondi visibili sul portale, a cominciare dal Fondo Folco Quilici.

Quilici ha lasciato come nessun cineasta un’opera che lega spazi e tempi diversi, e la capacità ineguagliata di portare cultura e conoscenza del documentario a un pubblico vasto. La sua recente scomparsa ci ha ricordato quanto tutto il mondo ammiri e ci invidi il suo nome. Un nome che resta nel Fondo che Quilici ha voluto lasciare all’Istituto Luce, perché lo conservasse e ne facesse diffusione nel futuro. Il Fondo Quilici è qui: oltre 4000 ore di filmati, in 35 e 16 millimetri, girati in 60 anni, tra il 1950 e il 2010, in quattro continenti: Africa, Asia, Americhe, Europa, dalle profondità magiche delle riprese subacquee di cui è maestro, allo spettacolo dell’Italia vista dall’alto. La digitalizzazione del suo fondo è in corso, il portale dell’Archivio Luce ne presenta una prima cospicua parte. L’avventura continua.

Un altro fondo di grande interesse è quello del regista Mario Canale, un vero atlante del cinema italiano e internazionale dal 1980 al 2000. Il Fondo Mario Canale è unico in Italia, per il suo peculiare contenuto: oltre 500 backstage di film italiani e stranieri, 2000 interviste a registi, attori, tecnici, e decine di ore di reportage dai grandi festival. Il visitatore del fondo può cercarvi i registi che più ama, durante le riprese dei loro film. E trovare Verdone, Troisi, Benigni, Bertolucci, Moretti, Argento, Leone, i Taviani, Monicelli, Scola… come raramente li ha visti.

Per tutti i cinefili, un grandioso ‘extra’ del nostro cinema recente.

A questi materiali si aggiungono i reportage da diverse zone del mondo, tra cui un importante fondo di 500 nastri dedicati alla Russia. E la recente acquisizione di materiali degli anni Settanta – in via di catalogazione – dedicati all’avanguardia teatrale romana, con riprese di spettacoli di creatori come Carmelo Bene e Memè Perlini, o il Festival dei poeti di Castel Porziano.

Un cospicuo Fondo è quello del regista documentarista Mario Gianni, di carattere etno-antropologico. Un lavoro prezioso sulla memoria del mondo in vent’anni di immagini, dal 1989 al 2000, con una corposa dedica alle minoranze etniche raggruppata nella serie ‘Popoli che scompaiono’. Immagini che provengono da tutto il globo: dal Perù al Pakistan, dall’Argentina alla Cecoslovacchia fino a Brasile, Iraq, India, Algeria, Colombia, Mali, Costa Rica, Tailandia, Panama, Birmania e Venezuela. Tra le interviste va segnalata una serie dedicata a personalità della ex nomenclatura sovietica, a dissidenti e ad artisti, militari e scienziati sui temi della guerra fredda, della corsa agli armamenti e al nucleare; su Stalin, Krusciov e Gorbaciov e la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Tra i fondi prossimamente on line sul portale dell’Archivio Luce, sono attesi quello della UIL, e di un uomo di cinema unico, come Silvano Agosti.

Importante quanto il repertorio cinematografico, è il repertorio fotografico dell’Archivio Luce. 431.882 è il numero delle fotografie che il navigatore del sito ha a disposizione per viaggiare nella vita dell’Italia dagli anni ’10 al 2000. Eventi, personaggi, paesaggi, mutamenti sociali. Un mondo da guardare.

Anche il repertorio fotografico si arricchisce di due nuovi grandi fondi. Il Fondo Fotografico Pino Settanni, con gli oltre 60.000 scatti di un artista dei ritratti di cinema e di intensi reportage nel Mezzogiorno d’Italia, nei Balcani e in Afghanistan; un autore che proprio il Luce si sta impegnando a riportare alla conoscenza che merita. E l’intero Archivio di Caio Mario Garrubba, uno dei massimi autori della fotografia del XX secolo, un grande sguardo sociale: acquistato dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce nel febbraio 2017, è costituito da circa 60.000 negativi e 40.000 diapositive, oltre ad un gran numero di stampe vintage. Il fondo è in corso di catalogazione e digitalizzazione.

Il portale si presenta infine con una sezione dedicata alle diverse attività dell’Archivio Luce: mostre fotografiche, eventi, convegni, il canale Youtube di Luce-Cinecittà, i documentari in sala. Tutta la dorsale in cui appare evidente come l’Archivio comunica quotidianamente con il pubblico, raccontando per immagini storia e storie nelle più diverse declinazioni, con autorevolezza e creazione.

Due novità infine, diversissime per genere, che fanno la sintesi del rinnovato Portale dell’Archivio Luce.

Un motore di ricerca potenziato, fondamentale per la navigazione in un mare di audiovisivo come quello del Luce. Cioè, con felice paradosso, la possibilità di andare più velocemente alle fonti della nostra memoria.

E il nuovo logo dell’Archivio. Che con un segno circolare, una linea morbida e insieme precisa, è il simbolo più adatto di un sito finalmente aperto, aperto a tutti, chiaro e coinvolgente.

 Uno strumento autorevole, documentato, per ricerche approfondite e insieme appassionanti. Per una platea che va dallo studioso allo studente, dal regista all’aspirante videomaker, dal broadcaster a qualunque cittadino che, da casa, voglia avventurarsi nel racconto della storia, della memoria, delle immagini e dei sogni del mondo in cui viviamo.

 


 

LEGGE CINEMA, ANNO ZERO
5 aprile 2018

 

L’associazione culturale Quinlan, in accordo con la Casa del Cinema, organizza il convegno “Legge Cinema, Anno Zero”, che si terrà alla Casa del Cinema di Roma mercoledì 11 aprile dalle ore 9 alle 17.

LEGGE CINEMA, ANNO ZERO – Un nuovo sistema di regole e risorse atteso da tempo. Ma cosa cambierà davvero dopo la legge Franceschini, tanto più in questa fase di incertezza politica?
Come raccogliere l’eredità di una riforma ancora non pienamente applicata?
Ne parleremo con alcuni rappresentanti della filiera (autori, produttori, distributori, esercenti), con alcuni membri degli organismi direttivi e delle commissioni ministeriali, per approfondire la visione complessiva e le strade possibili tracciate dalla normativa.
Ritenendo inoltre che l’obiettivo finale dovrebbe essere quello di creare un sistema virtuoso ed efficiente tra tutti i soggetti del comparto per generare innovazione di prodotto, aiutare i talenti, promuovere il cinema italiano e, non da ultimo, attrarre nuovi spettatori, a partire dai più giovani.

Tra i relatori interverranno Roberto Cicutto, Carlo Degli Esposti, Simone Isola, Francesco Ranieri Martinotti, Francesca Medolago Albani, Franco Montini, Stefano Sardo.

Tre le tavole rotonde che si occuperanno in particolare di: risorse, autori, promozione.

1) 9-11: Le risorse e le applicazioni della legge: dal Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo ai contributi automatici e selettivi

2) 11-13: Il punto di vista di autori, distributori, esercenti, produttori indipendenti

3) 14-16: Promozione del cinema, educazione al cinema: quale spettatore per il futuro?

4) 16-17: Conclusioni

A cura di:
Alessandro Aniballi – giornalista e critico cinematografico
Elisa Battistini – giornalista e critica cinematografica
Raffaele Meale – critico cinematografico, consigliere nazionale Sncci


 

David di Donatello 2018
14 febbraio 2018

 

Tutte le cinquine finaliste dell’edizione 2018 del David di Donatello

http://www.daviddidonatello.it/serata/


 

IL FANTAFESTIVAL AL TREVI – D’Anza e Gregoretti dal 3 al 7 febbraio
3 febbraio 2018

 

La 37esima edizione del Fantafestival prosegue al Cinema Trevi, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, Rai Teche e Nel Blu Studios, con una programmazione dedicata ai maestri del fantastico televisivo italiano. Tra tutti, Ugo Gregoretti.

La 37esima edizione del Fantafestival prosegue al Cinema Trevi, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, Rai Teche e Nel Blu Studios, con una programmazione dedicata ai maestri del fantastico televisivo italiano. Le prime due giornate sono dedicate a Daniele D’Anza con due tra i suoi sceneggiati più importanti. Con l’occasione viene presentato il libro di Carlo Modesti Pauer e Leopoldo Santovincenzo, con la collaborazione di Marcello Rossi, Fantasceneggiati – Sci-fi e giallo magico nella produzione Rai (1954-1987). Il fantastico ha accompagnato per tre decenni la storia del servizio pubblico attingendo alla cronaca e alla letteratura, inventando e adattando, celebrando e demistificando. Erano gli anni della corsa allo spazio, delle ricerche sulla genetica, dei primi calcolatori: la fantascienza era il terreno ideale per la rappresentazione del desiderio e del conflitto. Contemporaneamente i grandi sceneggiati “magici” si addentravano nel lato oscuro, mettendo in scena le nebbie del passato, le sabbie mobili dell’inconscio, le paure profonde del quotidiano attraverso storie di fantasmi, reincarnazione, esoterismo.

Il secondo appuntamento del Fantafestival è dedicato a un altro maestro che ha avuto sempre uno sguardo particolare sul fantastico: Ugo Gregoretti.

sabato 3
ore 17.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, prima puntata, 60′)

«Dussart, interpretato da Giancarlo Zanetti, è un creativo di successo, impegnato nell’ideazione di una campagna per una società immobiliare. Non gli manca niente: ha un’ottima posizione, una bella casa molto moderna, piena di oggetti di design, e ha successo con le donne. Lo sceneggiato prende le mosse proprio da qui, dalla storia d’amore che sboccia tra lui e Catherine Jobert, una collega fotografa che ha il volto di Laura Belli. Entrambi, almeno inizialmente, hanno in comune un carattere molto preciso, rigoroso, tantoché lui è soprannominato dai colleghi “il cronometro Dussart”: esce sempre alla stessa ora, rispetta sempre le scadenze, non cambia mai abitudini. Poi, però, il caso gli gioca un brutto tiro: Dussart nota da precisi indizi, quali un mozzicone nel portacenere, un bicchiere di whisky mezzo vuoto, un disco fuori posto […], che qualcuno frequenta la sua casa mentre lui è in ufficio» (Gerosa).

ore 18.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, seconda puntata, 60′)

ore 19.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, terza puntata, 60′)

ore 20.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, quarta puntata, 60′)

ore 21.00 Incontro con Carlo Modesti PauerMarcello RossiLeopoldo Santovincenzo

Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro Fantasceneggiati – Sci-fi e giallo magico nelle produzioni Rai (1954-1987) (Elara, 2016).

domenica 4
ore 17.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, prima puntata, 60′)

«L’idea di partenza de Il segno di comando è geniale: Lancelot Edward Forster, uno studioso inglese di Byron, è chiamato a Roma dalla lettera di un pittore, Marco Tagliaferri, accompagnata dalla fotografia di una sconosciuta piazza di Roma, forse la stessa citata dal poeta in alcuni suoi famosi versi. Forster, appena arrivato, si reca in via Margutta nella casa di Tagliaferri, e trova non lui ma una ragazza bellissima e vestita in modo strano, capelli rossi e occhi verdi, che lo attrae immediatamente. […]. D’Anza è bravissimo nel descrivere una città sospesa fra la sua bellezza reale e la sua magia, piena di misteri e di inquietudini. L’ambiente della Taverna dell’Angelo è sintomatica di questa oscillazione o alchimia fra fantastico e concreto; alzi la mano chi non si è innamorato di Carla Gravina, avvolta dalla musica calda di una delle migliori canzoni scritte appositamente dal maestro Romolo Grano, come sigla e leitmotiv, di tutti gli sceneggiati di quei favolosi anni, come un blogger ha definito gli anni degli sceneggiati miei o dei miei colleghi» (Proietti).

ore 18.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, seconda puntata, 60′)

ore 19.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, terza puntata, 60′)

ore 20.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, quarta puntata, 60′)

ore 21.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, quinta puntata, 60′)

martedì 6
ore 17.00 Omicron di Ugo Gregoretti (1963, 86′)

«Un alieno del pianeta Ultra prende in prestito il corpo di Trabucco (Renato Salvatori), un operaio della Fiat. La missione di Omicron è di studiare il comportamento degli umani per poi preparare l’invasione del pianeta Terra. Trabucco/Omicron sono insieme uomo e macchina e, come un prodotto della società industriale, sono una creatura alienata in perenne conflitto identitario. Fantascienza come satira della società dei consumi e dei conflitti di classe» (Tino Franco).

ore 18.45 Omicron alla Sgurgola di Ugo Gregoretti (1963, 20′)

«Dopo la presentazione del film Omicron al Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1963, Ugo Gregoretti e Renato Salvatori organizzano l’anteprima mondiale del film a Sgurgola alla presenza delle autorità e dei paesani dell’intera provincia di Frosinone. Dal programma televisivo TV7 della RAI» (Tino Franco).

ore 19.10 Incontro moderato da Tino Franco con Ugo Gregoretti

ore 20.10 Maggio musicale di Ugo Gregoretti (1989, 90′)

«Il regista teatrale, Pier Francesco Ferraioli (Malcom McDowell), sta allestendo una Bohème per il Maggio Musicale Fiorentino, ma i suoi cantanti gli danno filo da torcere. La messa in scena diventa una continua occasione per incidenti e scontri con le forti personalità dei cantanti d’opera. A salvarlo interviene l’incontro con un ragazzo che scopriremo essere lui stesso trenta anni più giovane» (Tino Franco).

mercoledì 7
ore 17.00 Le uova fatali di Ugo Gregoretti, (1977, prima puntata, 50′)

«Lo zoologo Persikov conduce esperimenti sugli animali; li espone all’azione di un raggio rosso capace di provocare la proliferazione ed ingigantire ad una velocità fulminea dei girini, creando rane fortissime: la notizia si diffonde come la scoperta del “raggio della vita”. La contemporanea morte in tutta la Russia di galline malate lo spinge a tentare di replicare lo stesso trattamento anche su questi animali, ma qualcosa va per il verso storto ed al loro posto compare un enorme rettile che sbrana tutti coloro che lo attaccano. Viene dichiarato lo stato di guerra, l’esercito affronta con il gas i mostri giganti che però continuano a riprodursi velocemente. Solo un’ondata di gelo inaudito riesce a fermare i rettili schifosi che stanno circondando Mosca.

Tratto da una favola fantascientifica di Mikhail A. Bulgakov, con Gastone Moschin e Alessandro Haber» (Tino Franco).

ore 18.00 Le uova fatali di Ugo Gregoretti (1977, seconda puntata, 50′)

ore 19.00 I segreti delle Uova fatali di Ugo Gregoretti (1977, 50′)

«Ugo Gregoretti ci introduce alla magia degli effetti speciali utilizzati per la realizzazione de Le uova fatali presso il Centro di Produzione Rai di Torino. Spiega con dovizia di particolari i vari trucchi di scena: l’uso del “chroma key”, della scenografia di Eugenio Guglielminetti con le miniature che incorniciano l’azione degli attori e l’uso innovativo dei “puppet” animati con particolare attenzione ai rettili antropofagi di Giorgio Ferrari» (Tino Franco).

Ingresso gratuito.

IL FANTAFESTIVAL AL TREVI
Vicolo del Puttarello, 25 (Fontana di Trevi)

 


 

XXIX TRIESTE FILM FESTIVAL – Trieste 19-28 gennaio 2018
18 gennaio 2018

 

Compie 29 anni il TRIESTE FILM FESTIVAL, il più importante appuntamento italiano, nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino e dedicato quasi interamente al cinema dell’Europa centro orientale. L’edizione di quest’anno si aprirà venerdì 19 gennaio con Sympathy for the devil di Jean-Luc Godard (in Italia il film venne distribuito nel 1968 con il titolo I Rolling Stones secondo Godard. La seconda apertura di lunedì 22 gennaio riguarderà il nuovo film di Tony Gatlif: Djam, un’opera che mescola sapientemente lingue, nazionalità e ritmi, in un viaggio fatto di musica, incontri, condivisione e speranza che – attraverso la storia di una giovane donna– racconta l’Europa della multiculturalità e delle migrazioni. Chiuderà il Festival Elisabetta Sgarbi che con L’Altrove più vicino racconterà il il nostro confine mobile, per eccellenza, quello Orientale. Il confine e i suoi passaggi saranno raccontati da testimoni di eccezione come Rumiz, Rebula, Magris, Pahor e altri. Come nelle precedenti edizioni, sono stati confermati i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari che interesseranno un gran numero di opere di cui alcune di queste saranno presentate al pubblico dagli stessi registi. Fuori concorso un importante documentario recentemente restaurato Bora su Trieste, girato nel 1953 da Gianni Alberto Vitrotti: premiato con un Leone d’Argento alla Mostra di Venezia nel 1953 e da un inatteso successo internazionale. Il consueto Focus “nazionale” è dedicato quest’anno non ad un Paese, ma ad un popolo senza Stato – quello curdo – sparso tra Turchia, Siria, Iraq e Iran. Saranno presentati alcuni docu-fiction che meglio rappresentano le istanze di questo popolo da sempre sotto attacco dei nazionalismi o da derive religiose estreme. Confermata anche quest’anno la formula del Premio Corso Salani, che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2017 e ancora in attesa di distribuzione.

Infine, non poteva mancare un omaggio per i primi cinquant’anni del Sessantotto con una retrospettiva, Rebels 68. East ‘n’ West Revolution, che indagherà quell’anno cruciale da un doppio punto di vista: quello dell’ovest, con autori come Godard, Antonioni, Roeg e Bertolucci, e quello dell’est, con nomi come Pintilie, Dezső, Němec e Žilnik. Senza dimenticare titoli e personalità che – da Bellocchio a Makavejev a Garrel – hanno anticipato il fatidico anno. I film in programma saranno: EAST: Oratorio for Prague (1968) di Jan Němec; Reconstruction (1968) di Lucian Pintilie; Agitators (1969) di Dezső Magyar; June Turmoil e Early Works (1969) di Želimir Žilnik; Sweet Movie (1974) di Dušan Makavejev; Generation ’68 (2016) di Nenad Puhovski.

WEST: I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio; Blow Up (1966) di Michelangelo Antonioni; Baci rubati (1968) di François Truffaut; Sympathy for the Devil (1968) di Jean-Luc Godard; Sadismo (1970) di Donald Cammell, Nicolas Roeg; La cicatrice intérieure (1972) di Philippe Garrel; The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci; Les deux amis (2015) di Louis Garrel; Blow Up di “Blow Up” (2016) di Valentina Agostinis.

Per maggiori informazioni www.triestefilmfestival.it


 

CISEiTU SHORT FILM CONTEST
18 dicembre 2017

 

CISEiTU SHORT FILM CONTEST: LUNEDì 18 DICEMBRE LA PREMIAZIONE ALLA CASA DEL CINEMA DI ROMA

Al termine la prima edizione del concorso di cortometraggio per under 35 sul video racconto di tre storiche periferie romane: Cinquina, Settebagni e Tufello

 Lunedì 18, la premiazione dei vincitori con, tra gli altri, i registi Marco e Antonio Manetti, il produttore Dario Formisano, la sceneggiatrice Monica Rametta e il rapper Kento

Restituire centralità a pezzi di città che faticano ad uscire da una condizione di “eterna” emergenza e rendere i giovani protagonisti di questo processo. Sono questi gli obiettivi di CISEiTU Short Film Contest: il concorso di cortometraggio per giovani filmmakers under 35 sul video racconto di tre storiche periferie romane che, lanciato a maggio, oggi giunge al termine. Si terrà, infatti, lunedì 18 dicembre, presso la Sala Kodak della Casa del Cinema di Roma l’evento conclusivo, che inizierà alle ore 16 con la proiezione dei corti in gara e proseguirà alle ore 18.30 con la premiazione dei due migliori corti vincitori di questa prima edizione (Largo Marcello Mastroianni, 1).

Promosso da Alveare Cinema e Cooperativa PARSEC, in collaborazione con IIS Sarandì e IC Uruguay e con il sostegno di SIAE – SILLUMINA COPIA PRIVATA PER I GIOVANI, PER LA CULTURA e MIBACT, il contest ha chiamato a raccolta tutti i filmmakers, o aspiranti tali, tra i 16 e i 35 anni, con l’intento di provare a costruire un nuovo racconto delle periferie romane, a partire da tre storici quartieri popolari: Cinquina, Settebagni e Tufello. A loro il compito di realizzare – sotto forma di fiction, animazione, videoclip, documentario o docufilm – un cortometraggio capace di fissare in 15 minuti al massimo il racconto di uno dei tre quartieri oggetto del contest.

Quattordici, in totale, i corti in gara: “Ladri di portafogli” di Sebastian Alexandre, “Musicalmente sociale” di Luca Straccioni, “80 voglia di amare” di Martina Di Bona, “Mistero a Settebagni” di Eliott Becheau, “Tufello, ricordi di due generazioni” di Vittoria Locurcio, “Se te bagni…” di Roberto Panzera, “Oltre le mura. L’anima di un quartiere” di Minutoli Debernardi, “Epifora” di Giorgio Picini Leopardi”, “L’albero delle identità” di Simone Scardovi, “Lì dov’è più bello” di Giuseppina Capozzi, “90 Express” di Matteo Fontana, “Libero e Ribelle” di Luca Arcidiacono, “Vettora N 3050” di Valerio Vanzani, “PUZZLE. Città immaginate” di Matteo Alemanno.

Solo due, invece, i vincitori di questa prima edizione che saranno valutati e decretati da due giurie: una tecnica, chiamata a eleggere il primo miglior corto nel corso della seconda parte dell’evento conclusivo del contest, e una popolare, chiamata a votare online dall’11 al 17 dicembre il secondo miglior corto della prima edizione di CISEiTU Short Film Contest sulla piattaforma web www.alvearecinema.it/ci-sei-tu-short-film-contest/.

I vincitori si aggiudicheranno un buono per l’acquisto di materiali tecnici e la possibilità di svolgere un’esperienza professionale personalizzata tramite Alveare Cinema.

Alla cerimonia di premiazione, fissata per lunedì 18 dicembre, alla Casa del Cinema di Roma, con inizio alle ore 18.30, oltre ai promotori e agli autori dei corti in gara, interverranno i membri della giuria tecnica: Marco e Antonio Manetti (registi e sceneggiatori Manetti Bros.), Dario Formisano (giornalista e produttore cinematografico), Monica Rametta (soggettista e sceneggiatrice), Kento (rapper), Enzo Alovisi (ANAC – Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici) e Alessandro Vaccarelli (Università degli Studi dell’Aquila). Consegnerà i premi: Paolo Masini (MIBACT).

L’ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati. Consigliata la prenotazione a ciseitu@alvearecinema.it


 

9° premio internazionale per la sceneggiatura MATTADOR
15 dicembre 2017

 
E’ aperto il 9° Premio Internazionale per la Sceneggiatura MATTADOR dedicato a Matteo Caenazzo, giovane triestino, studente di cinema all’Università Ca’ Foscari di Venezia, prematuramente scomparso il 28 giugno 2009, mentre stava studiando e lavorando per diventare sceneggiatore.
Ideato e promosso dall’Associazione Culturale MATTADOR, il Premio è rivolto a giovani autori italiani e stranieri dai 16 ai 30 anni con l’obiettivo di far emergere e valorizzare nuovi talenti che scelgono di avvicinarsi alla scrittura cinematografica.
Le quattro sezioni del Premio sono:
•    Premio MATTADOR alla migliore sceneggiatura pari a 5.000 euro per il vincitore della migliore sceneggiatura per lungometraggio
•    Premio MATTADOR al miglior soggetto con Borsa di formazione MATTADOR per i finalisti della sezione al miglior soggetto e 1.500 euro al miglior lavoro di sviluppo al termine del percorso formativo
•    Premio CORTO86 alla migliore sceneggiatura per cortometraggio con Borsa di formazione CORTO86 con la produzione e regia del cortometraggio tratto dalla sceneggiatura vincitrice
•   Premio DOLLY “Illustrare il cinema”  alla migliore storia raccontata per immagini con Borsa di formazione DOLLY per il vincitore della migliore sceneggiatura disegnata, con la possibilità di ricevere un ulteriore premio di 1.000 euro, in base all’impegno e al risultato del tirocinio.
Tutti i vincitori possono seguire le “Lecture” dedicate alla sceneggiatura e ad altri temi del cinema. Alcuni vincitori, infine, hanno l’importante opportunità di vedere pubblicato il proprio lavoro nei volumi della collana dedicata alla scrittura per il cinema Scrivere le immagini. Quaderni di sceneggiatura (Edizioni EUT/MATTADOR).I lavori devono essere inviati entro il 15 aprile 2018. Non è prevista alcuna quota d’iscrizione.

La Premiazione del 9° Concorso MATTADOR si svolgerà martedì 17 luglio 2018 a Venezia nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.premiomattador.it.


 

Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto – II edizione
14 dicembre 2017

 

Al via il 17 dicembre  la 2° edizione della rassegna cinematografica “Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto”  organizzata dall’associazione La macchina cinema (FICC) con il contributo della Regione Sardegna e in collaborazione con l’associazione L’alambicco, di cui l’Anac è tra i partner.

Con la visione dei film del passato, esplorando ancora una volta l’evolversi del linguaggio cinematografico, della tecnologia, delle sperimentazioni creative dei registi che raccontavano storie, rimandando lo spettatore a magiche immagini in movimento questa II edizione con la guida di esperti, docenti ed operatori culturali è stata strutturata in cinque percorsi tematici: horror, guerra, letteratura, erotismo e religione.

Una manifestazione articolata e arricchita nei due mesi di programmazione con un totale di 15 giornate di proiezioni (“Lo sconosciuto” di Tod Browning (1927) – “Nosferatu, il vampiro” di Friedrich Wilheim Murnau (1922) – “La grande parata” di King Vidor (1925) – “Charlot soldato” di Charlie Chaplin (1918) – “La caduta della casa Usher” di Jean Epstein (1928) – “ Il carretto fantasma” di Victor Sjöström (1921) – “ Il vaso di Pandora” di Georg Wilhelm Pabst (1929) – “Christus” di Giulio Antamoro ( 1916) – “L’ Inferno” di F. Bertolini, G. de Liguoro, A. Padovan (1911).)

Il programma

INGRESSO LIBERO
Cagliari Hostel Marina, Scalette san Sepolcro – dal 17 dicembre 2017 al 13 febbraio 2018
Elmas, Teatro comunale via Goldoni – Evento speciale del 17 febbraio 2018

Cinema muto


 

Omaggio a Carlos Saura a Cagliari
30 novembre 2017

 

L’associazione culturale Alambicco  presenterà il 30 novembre a Cagliari la rassegna cinematografica delle opere dell’eclettico regista Carlos Saura,  al centro di Produzione per lo spettacolo “Intrepidi Monelli”, via Sant’Avendrace 10.

La rassegna cinematografica – con la direzione artistica di Alessandro Macis e la direzione organizzativa di Patrizia Masala,  il contributo della Regione Sardegna, la collaborazione de La macchina cinema (FICC) e la Fondazione Sardegna Film Commission, e che vede tra i partner l’ANAC  – riguarderà la proiezione di sedici film selezionati tra i tanti della sua lunga carriera con la presentazione di critici, docenti universitari e operatori culturali.

Questi gli appuntamenti:

Il 30 novembre alle 20.30, inaugurazione della rassegna con l’intervento del critico cinematografico de Il Fatto quotidiano, Federico Pontiggia e la proiezione del film “La caccia” (1966)

Il 1 dicembre alle 21.00, con l’introduzione del critico cinematografico Marco Olivieri, sarà proiettato il film “Cria Cuervos”(1975).

Sabato 2 dicembre due appuntamenti, il primo alle 17:30 con la proiezione del fil “Elisa, vida mia” (1977) e alle 20:00 con l’introduzione di Marco Olivieri verrà proiettato il film “Mamà compie cento anni” (1979)

Due appuntamenti anche domenica 3 dicembre, alle 17:30 con la proiezione di “Nozze di sangue” (1981) e alle 20:00 dopo l’introduzione della critica cinematografica Elisabetta Randaccio, vi sarà la proiezione del film “Fados” (2007)

Il 4 dicembre alle 21.00 Alessandra Piras, operatrice culturale, introdurrà la proiezione del film “Carmen Story” (1981)

Mercoledì 6 dicembre, alle 21:00, Luciano Marroccu, docente all’Università di Cagliari, introdurrà “jAy, Carmela” (1990)

L’11 dicembre sempre alle 21:00, la proiezione di “Spara che ti passa” sarà introdotta da Gigi Cabras, operatore culturale.

Il 13 dicembre sarà la volta del film “El Dorado”(1988), cui seguirà un dialogo tra l’attore del film Omero Antonutti e il presidente dell’Alambicco, Alessandro Macis.

Il 17 dicembre Carmen de Stasio, saggista, scrittrice e critico, alle 21:00, introduce il film “Goya” (1999)

La proiezione del film “Bunuel e la tavola di Re Salomone”, il 18 dicembre alle 21:00 sarà introdotta da Anguel Quintana dell’Università di Girona.

Il 20 dicembre la proiezione de “I trampoli” (1984) sarà introdotta dall’operatrice culturale, Giulia Mazzarelli, alle 21:00

Mercoledì 27 dicembre alle 21.00 “Io, Don Giovanni” (2009) sarà introdotto da Anton Giulio Mancino, dell’Università di Macerata.

La giornata conclusiva della rassegna, il 29 dicembre ospiterà due appuntamenti, il primo alle 17:30 con la proiezione di “Flamenco, Flamenco”(2010) introdotto da Anton Giulio Mancino dell’Università di Macerata, e alle 20:00 il poeta e scrittore Gianni Mascia introdurrà il film “Jota de Saura”(2016)

Le date degli eventi con l’autore – la consegna del premio alla carriera, il concerto omaggio con il Maestro Romeo Scaccia e la Masterclass – verranno definite durante il corso delle proiezioni a causa dell’impegno del regista nella realizzazione di un film ambientato in Messico.

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REACTION ROMA – II edizione
29 novembre 2017

 

Inaugura il 14 dicembre 2017 la seconda edizione di Reaction Roma, la video installazione che descrive la città attraverso il racconto collettivo realizzato dalla gente comune. Un progetto aperto a tutti che utilizza il linguaggio contemporaneo del social movie per raccontare la realtà urbana attraverso i suoni e le immagini catturate – con smartphone, tablet, microcamera e macchina fotografica – da chi la vive e la attraversa quotidianamente.

L’iniziativa, aperta al pubblico dal 15 al 26 dicembre, presso gli spazi di MACRO Testaccio – La Pelanda, è realizzato con il contributo della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili, nell’ambito del bando Cinepromozione 2017, e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, nell’ambito del bando Contemporaneamente Roma 2017, con il sostegno della Siae.

C’è tempo fino al 5 dicembre per girare un video su Roma e partecipare alla videoinstallazione (registrazione e regolamento su www.reactionroma.it ).

I video caricati entro il 5 dicembre sul sito di Reaction Roma, selezionati e valutati da una Giuria qualificata, sono presentati all’interno dell’esposizione a MACRO Testaccio – La Pelanda. Humans Artis ha inoltre istituito il Premio Reaction Roma per il miglior contributo video originale. Il video vincitore, oltre ad essere esposto insieme agli altri selezionati, sarà premiato con un fine settimana per due persone a Madrid.

Reaction Roma è un’opera d’arte collettiva in cui il pubblico è fruitore e autore al tempo stesso; un contenitore d’immagini, girate dalla gente comune e poi montate da un regista, in cui un ruolo fondamentale hanno le nuove tecnologie. Queste immagini diventano strumento d’investigazione sociale e base per la creazione di un Archivio audiovisivo che, alimentato continuamente dai video dei cittadini, può diventare una testimonianza dello stato emotivo della città che muta nel tempo.

E quest’anno, grazie alle immagini dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce-Cinecittà, sarà inoltre realizzato uno spazio espositivo dedicato alla città di Roma nel secolo scorso, che darà vita ad un collegamento, fortemente evocativo, con le immagini della città contemporanea fotografata dagli abitanti di oggi.

 

INFO PUBBLICO

Reaction Roma –  II edizione
Apertura al pubblico: dal 15 al 26 dicembre 2017
Inaugurazione: 14 dicembre 2017 ore 18.00

MACRO Testaccio – La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

INFO: 060608 www.museomacro.orgwww.reactionroma.it

Ingresso libero


 

Torino Short Film Market II edizione
28 novembre 2017

 

Prende il via la seconda edizione  del Torino Short Film Market, che quest’anno si svolge dal 29 novembre al 1° dicembre, durante il 35° Torino Film Festival. Edizione ricca quella del Torino Short  Film Market 2017 – ha commentato Jacopo Chessa, direttore del Centro Nazionale del Cortometraggio -.
Quest’anno il market si apre a nuovi spazi, si accresce con nuovi eventi e punta a ricoprire un ruolo sempre più rilevante nel panorama italiano, in stretta connessione con il mondo della produzione cinematografica e televisiva, a livello italiano e internazionale.
Unico mercato della forma breve in Italia e principale evento industry del corto, il Torino Short Film Market, progetto del Centro Nazionale del Cortometraggio, prevede tre intense giornate di incontri, pitch, approfondimenti e showcase sulla realtà virtuale, video library, market screeningsper addetti ai lavori e un programma di proiezioni di corti in sala aperto al pubblico, nelle sale del Circolo del Lettori, al Centro di produzione Rai di Torino e al Centro Congressi Torino Incontra.
Gli incontri: Il TSFM inizia nel segno del digitale, una nuova frontiera che il TFSM offre ai suoi partecipanti per scoprire i formati digitali pensati per la Rete, per la Realtà Aumentata e per la Realtà Virtuale. Storie transmediali, interattive e generi specificamente per il web, come le webserie e i video digitali, o per mobile, come le mobile series e le storie-app, saranno approfonditi e discussi in una tavola rotonda e in incontri one to one. Grazie a una apposita call, Digita!, i formati digitali saranno parte integrante dell’edizione di quest’anno, già a partire dalla prima giornata. Il 29 novembre, infatti, presso la Sala Grande del Circolo dei Lettori, produttori, player e broadcasterapprofondiranno la questione della produzione e del mercato proprio per i contenuti digitali (ore 9.30) dove interverranno importanti player italiani (come Palomar) e internazionali (tra cui Wide e Diversion Cinema). Dopo la tavola rotonda sarà il momento dei pitch (12.30), con i progetti selezionati tra quelli iscritti a Digita!, un progetto curato da Simone Arcagni che, insieme a Bruno Smadja, coordinerà i rappresentanti dei singoli progetti che si giocheranno tutto in dieci minuti ciascuno.Saranno poi le realtà internazionali del digitale a presentarsi, a partire dalle 14.30 (sempre nella Sala Grande). Interverranno Loren Hammonds (Programmer, Film & Experiential – Tribeca Film Festival), Girolamo Da Schio (Torino Virtual Reality Festival), Rose of Dolls (Bilbao Web Fest) e Bruno Smadja (Cross Video Days – Mobile Film Festival), coordinati da Simone Arcagni.Gli appuntamenti al Circolo dei Lettori si chiuderanno alle 17.00, con un workshop di realtà virtuale a cura di Impersive VR – Guido Geminiani.


 

Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità,
27 novembre 2017

 

Dal 28 al 29 novembre presso l’Università di Roma Tre (Polo aule DAMS, via Ostiense 139), si svolgerà la XXIII edizione del Convegno internazionale di studi promosso dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo, in collaborazione con il Centro Produzione Audiovisivi – Università Roma Tre, curato da Stefania Parigi, Christian Uva e Vito Zagarrio. Il tema proposto, Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità, pone al centro il profilo e il carattere di una nazione così come sono stati interpretati e restituiti dal cinema, dai media e dalla cultura visuale.

Interverranno numerosi studiosi e ricercatori provenienti da diverse università italiane e internazionali: keynote speaker saranno Roberto De Gaetano (Università della Calabria) e Suzanne Stewart-Steinberg (Brown University).

Sono in programma anche due grandi eventi che si svolgeranno al Teatro Palladium: martedì 28 novembre alle 21.00 verrà proiettata la copia restaurata di Maciste all’inferno (Guido Brignone, 1926), con musica dal vivo eseguita dall’Orchestra dell’Università di Parma, sonorizzazione e direzione a cura di Luca Aversano (Università Roma Tre). La serata sarà introdotta da Denis Lotti (Università di Padova) e Stefania Parigi (Università Roma Tre); mercoledì 29 novembre, sempre alle ore 21.00, incontro con i Manetti Bros. coordinato da Christian Uva (Università Roma Tre) e Vito Zagarrio (Università Roma Tre).

Per maggiori informazioni http://teatropalladium.uniroma3.it/

Ingresso libero

locandina roma tre


 
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