ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

GIU’ LE MANI DAL DIRITTO D’AUTORE
13 aprile 2018

 

OLTRE MILLE AUTORI ED EDITORI ITALIANI NELLA LETTERA APERTA PER IL MANCATO RISPETTO DEL DIRITTO D’AUTORE DA PARTE DI SKY

Sono oltre mille i firmatari della lettera aperta con cui autori ed editori denunciano il mancato rispetto del diritto d’autore da parte di Sky, che dal primo luglio 2017 rifiuta il rinnovo degli accordi di licenza in Italia, pur continuando ad utilizzare sui propri canali i repertori audiovisivi e musicali tutelati.

Fra loro ci sono quattro Premi Oscar – Bernardo Bertolucci, Ennio Morricone, Nicola Piovani e Gabriele Salvatores – ma anche tantissimi altri nomi noti del mondo del cinema, del teatro, della musica e del mondo radiotelevisivo, altrettanti emergenti e startup, tutti uniti a difesa della creatività italiana con un messaggio forte e chiaro: #Giùlemani dal diritto d’Autore.

Uniti per difendere il loro diritto del lavoro e la loro casa, SIAE, che tutela le loro opere, gli autori e gli editori hanno lanciato l’iniziativa dopo il mancato pagamento del diritto d’autore da parte di Sky che da più di 9 mesi ignora i solleciti e gli inviti di SIAE ad un tavolo di confronto per il rinnovo delle licenze.

In altri paesi europei Sky rispetta il diritto d’autore, mentre ha apertamente disconosciuto anche gli accordi sottoscritti con SIAE nel 2014 – nonostante la reciproca soddisfazione manifestata pubblicamente in tale occasione – e pochi giorni fa ha effettuato pagamenti a SIAE strumentali e inefficaci, pertanto respinti.

GIU’ LE MANI DAL DIRITTO D’AUTORE

Gli autori italiani stanno assistendo sbalorditi ad un attacco contro i loro diritti.

Da mesi Sky ha deciso di utilizzare i contenuti creativi frutto del nostro lavoro senza più corrispondere alcuna remunerazione per il loro sfruttamento, come invece prevede la legge sul diritto d’autore e sull’equo compenso. Non solo. Abbiamo appreso anche che questa emittente sta cercando di utilizzare un’istruttoria contro la Siae, pendente da un anno presso l’Antitrust, per cercare di dare una sorta di legittimazione al suo comportamento contrario al diritto d’autore.

Sarebbe grave se l’antitrust aderisse ad un disegno che punta ad azzerare un diritto acquisito che garantisce la libertà degli autori, per favorire gli interessi  di gruppi internazionali che cercano di scardinare alcuni principi fondanti dell’Unione europea: e cioè che “la creazione artistica e letteraria, compreso il settore audiovisivo” non sono oggetto di semplificazioni e armonizzazioni forzate, così come vanno tutelate la diversità culturale e il diritto degli autori ed editori italiani di scegliere liberamente se affidare le proprie opere all’estero o gestirle dall’Italia per le utilizzazioni sul territorio nazionale.

Se questa strategia dovesse passare, assisteremmo alla incredibile affermazione del paradosso per cui pagando meno autori ed editori si otterrebbe un aumento della produzione culturale. Un insulto per tutti coloro i quali hanno contribuito a portare l’industria culturale al terzo posto nella nostra economia. Un’industria sana e realmente italiana, che è parte fondamentale della storia del nostro Paese e di quella ripresa economica di cui oggi tutti vogliono prendersi il merito.

Il diritto d’autore è un diritto del lavoro. Non è merce di scambio per garantire profitti miliardari a chi rifiuta di restituire agli autori quanto stabilito dalla legge.

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Il nuovo portale web dell’ Archivio Luce
11 aprile 2018

 

L’Istituto Luce Cinecittà presenta il nuovo portale web dell’Archivio Luce www.archivioluce.com
Un portale aperto a tutti, migliaia di filmati e foto in alta definizione, una nuova sezione redazionale con aggiornamenti quotidiani, playlist personalizzate, le chicche d’archivio e l’attualità.

In quella eccezionale geografia del sapere che è la cultura italiana, l’Archivio storico dell’Istituto Luce occupa lo spazio simbolico di una montagna, o di una preziosa miniera. Metafore che nascono dalla sua lunga storia, e dalla vastità impressionante del suo patrimonio, non per caso entrato con i suoi Cinegiornali tra i beni tutelati dal prestigioso Registro ‘Memory of the World’ dell’UNESCO – unico tra gli archivi audiovisivi del nostro Paese.

Istituto Luce Cinecittà, nato nel 1924, dopo oltre 90 anni di storia, svolte, cambiamenti, paralleli e talvolta sovrapposti a quelli dell’Italia, conserva nel suo Archivio qualcosa come 90.000 filmati, per migliaia di ore e milioni di metri di pellicola, dagli anni ‘10 agli anni Novanta, e oltre 3 milioni di fotografie che arrivano al 2000. Dentro questa montagna – o miniera – di immagini, c’è il nostro Paese, il suo passato, e come si è rappresentato e proiettato nel futuro. Ci sono la Storia, la politica, la società, la cultura, le Arti, tanto cinema, il costume, la realtà italiana e i suoi sogni. Il nostro immaginario.

Da oggi questo patrimonio unico è ancora di più a disposizione dei cittadini, con un clic. Grazie al nuovo Portale dell’Archivio Luce, che debutta on line in questo 2018, proclamato Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

L’Archivio Luce è stato storicamente al passo con l’innovazione tecnologica. È stato il primo archivio audiovisivo italiano ad essere interamente digitalizzato, dal 1999. Nel 2012 una porzione considerevole è stata condivisa su YouTube, un passo decisivo verso il pubblico più giovane. In questi anni l’Archivio è stato una piattaforma fondamentale per il lavoro di storici, ricercatori, autori di film, documentari, palinsesti televisivi, scuole, università, biblioteche, musei, enti pubblici e privati, specialisti e cittadini comuni che avessero una curiosità, una passione, una domanda da porre a quello che è stato definito ‘l’Internet del ‘900’.

Oggi il portale dell’Archivio Luce, la sua interfaccia web, diventa ancora più accessibile: diventa un sito aperto. Un’apertura che si sostanzia su tutti i piani: un rinnovato layout grafico, una migliore

visibilità dei materiali e una maggiore varietà di contenuti, un nuovo concept di ricerca dei documenti.

La prima novità è la visione in qualità migliore dei documenti: oltre 70.000 filmati, e oltre 400.000 fotografie, visibili per tutti da qualsiasi apparecchio, gratuitamente. Un’immersione unica dentro un immenso tesoro di conoscenze, lungo un secolo. Una spettacolare video-biblioteca, alla portata di ogni utente.

Ogni fondo cinematografico e fotografico presenta una descrizione storico-cronologica dettagliata, e tutti i documenti riportano una didascalia con informazioni, crediti, date, su personaggi eventi e luoghi narrati. Uno strumento utile alla comprensione di ciascun documento.

La ricerca si fa più aperta e semplice, grazie ad aree tematiche: macro-sezioni che indirizzano l’utente al campo che più lo interessa – storia, personaggi, arti, politica, sport, spettacolo, attualità etc.

Tutte le singole ricerche rimandano al nuovo Database, che permette di incrociare voci e dati, e comporre una relazione più intuitiva e ricca tra i documenti. Una semplice ricerca porta a una connessione di informazioni, e può farla diventare un viaggio carico di immagini in movimento, notizie, nuove finestre.

La possibilità di comporre playlist personalizzate, e salvarle in una cartella, permette di incamerare la propria ricerca, e proseguirla nel tempo. La ricerca diventa più chiara e precisa tanto per lo specialista quanto per l’utente semplice (si pensi ad esempio agli studenti); per entrambi può essere molto più avventurosa.

Un’altra novità assoluta che va incontro a un pubblico più generalista è la nuova attività redazionale: aggiornamenti quotidiani con richiami a un ‘tema del giorno’, con video/foto-notizie che integrano la cronaca attuale con le immagini d’archivio, in un pendant di attualità e memoria.

Una timeline connette il calendario settimanale con anniversari di particolare significato, ricorrenze o personaggi che in quel giorno sono entrati nella Storia.

E nuova è l’offerta periodica di ‘mini-doc’: brevi documentari originali di 8-10 minuti prodotti dal Luce, che raccontano temi e personaggi particolari, suggestivi, attraverso filmati d’epoca e nuove

riprese. Nel segno della storia dei cinegiornali Luce, una produzione nuova di zecca che proietta la memoria nel presente, e un modo inedito di fare cinema.

Ai mini-doc si accosta la proiezione settimanale di corti e documentari d’archivio di particolare fattura, a firma di grandi autori. I primi a essere on line saranno lavori di Zurlini, Luigi Comencini, Michelangelo Antonioni, e dal film collettivo 9X10 Novanta i corti di Alice Rohrwacher, Pietro Marcello e altri nuovi autori del nostro cinema.

La sezione ‘Polvere d’Archivio’ infine regala al visitatore rare ‘chicche’ di repertorio, dove l’Archivio brilla per vivacità, inventiva filmica, curiosità storica.

Il patrimonio dell’Archivio Luce è in movimento, continua ad arricchirsi con l’acquisizione di nuovi fondi. E straordinariamente ricchi sono i nuovi Fondi visibili sul portale, a cominciare dal Fondo Folco Quilici.

Quilici ha lasciato come nessun cineasta un’opera che lega spazi e tempi diversi, e la capacità ineguagliata di portare cultura e conoscenza del documentario a un pubblico vasto. La sua recente scomparsa ci ha ricordato quanto tutto il mondo ammiri e ci invidi il suo nome. Un nome che resta nel Fondo che Quilici ha voluto lasciare all’Istituto Luce, perché lo conservasse e ne facesse diffusione nel futuro. Il Fondo Quilici è qui: oltre 4000 ore di filmati, in 35 e 16 millimetri, girati in 60 anni, tra il 1950 e il 2010, in quattro continenti: Africa, Asia, Americhe, Europa, dalle profondità magiche delle riprese subacquee di cui è maestro, allo spettacolo dell’Italia vista dall’alto. La digitalizzazione del suo fondo è in corso, il portale dell’Archivio Luce ne presenta una prima cospicua parte. L’avventura continua.

Un altro fondo di grande interesse è quello del regista Mario Canale, un vero atlante del cinema italiano e internazionale dal 1980 al 2000. Il Fondo Mario Canale è unico in Italia, per il suo peculiare contenuto: oltre 500 backstage di film italiani e stranieri, 2000 interviste a registi, attori, tecnici, e decine di ore di reportage dai grandi festival. Il visitatore del fondo può cercarvi i registi che più ama, durante le riprese dei loro film. E trovare Verdone, Troisi, Benigni, Bertolucci, Moretti, Argento, Leone, i Taviani, Monicelli, Scola… come raramente li ha visti.

Per tutti i cinefili, un grandioso ‘extra’ del nostro cinema recente.

A questi materiali si aggiungono i reportage da diverse zone del mondo, tra cui un importante fondo di 500 nastri dedicati alla Russia. E la recente acquisizione di materiali degli anni Settanta – in via di catalogazione – dedicati all’avanguardia teatrale romana, con riprese di spettacoli di creatori come Carmelo Bene e Memè Perlini, o il Festival dei poeti di Castel Porziano.

Un cospicuo Fondo è quello del regista documentarista Mario Gianni, di carattere etno-antropologico. Un lavoro prezioso sulla memoria del mondo in vent’anni di immagini, dal 1989 al 2000, con una corposa dedica alle minoranze etniche raggruppata nella serie ‘Popoli che scompaiono’. Immagini che provengono da tutto il globo: dal Perù al Pakistan, dall’Argentina alla Cecoslovacchia fino a Brasile, Iraq, India, Algeria, Colombia, Mali, Costa Rica, Tailandia, Panama, Birmania e Venezuela. Tra le interviste va segnalata una serie dedicata a personalità della ex nomenclatura sovietica, a dissidenti e ad artisti, militari e scienziati sui temi della guerra fredda, della corsa agli armamenti e al nucleare; su Stalin, Krusciov e Gorbaciov e la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Tra i fondi prossimamente on line sul portale dell’Archivio Luce, sono attesi quello della UIL, e di un uomo di cinema unico, come Silvano Agosti.

Importante quanto il repertorio cinematografico, è il repertorio fotografico dell’Archivio Luce. 431.882 è il numero delle fotografie che il navigatore del sito ha a disposizione per viaggiare nella vita dell’Italia dagli anni ’10 al 2000. Eventi, personaggi, paesaggi, mutamenti sociali. Un mondo da guardare.

Anche il repertorio fotografico si arricchisce di due nuovi grandi fondi. Il Fondo Fotografico Pino Settanni, con gli oltre 60.000 scatti di un artista dei ritratti di cinema e di intensi reportage nel Mezzogiorno d’Italia, nei Balcani e in Afghanistan; un autore che proprio il Luce si sta impegnando a riportare alla conoscenza che merita. E l’intero Archivio di Caio Mario Garrubba, uno dei massimi autori della fotografia del XX secolo, un grande sguardo sociale: acquistato dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce nel febbraio 2017, è costituito da circa 60.000 negativi e 40.000 diapositive, oltre ad un gran numero di stampe vintage. Il fondo è in corso di catalogazione e digitalizzazione.

Il portale si presenta infine con una sezione dedicata alle diverse attività dell’Archivio Luce: mostre fotografiche, eventi, convegni, il canale Youtube di Luce-Cinecittà, i documentari in sala. Tutta la dorsale in cui appare evidente come l’Archivio comunica quotidianamente con il pubblico, raccontando per immagini storia e storie nelle più diverse declinazioni, con autorevolezza e creazione.

Due novità infine, diversissime per genere, che fanno la sintesi del rinnovato Portale dell’Archivio Luce.

Un motore di ricerca potenziato, fondamentale per la navigazione in un mare di audiovisivo come quello del Luce. Cioè, con felice paradosso, la possibilità di andare più velocemente alle fonti della nostra memoria.

E il nuovo logo dell’Archivio. Che con un segno circolare, una linea morbida e insieme precisa, è il simbolo più adatto di un sito finalmente aperto, aperto a tutti, chiaro e coinvolgente.

 Uno strumento autorevole, documentato, per ricerche approfondite e insieme appassionanti. Per una platea che va dallo studioso allo studente, dal regista all’aspirante videomaker, dal broadcaster a qualunque cittadino che, da casa, voglia avventurarsi nel racconto della storia, della memoria, delle immagini e dei sogni del mondo in cui viviamo.

 


 

XVII Rome Independent Film Festival – aperte le iscrizioni
6 aprile 2018

 

Sino al 30 giugno 2018 sarà possibile presentare opere cinematografiche per partecipare alla XVII° edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival – le date e la locations del festival sono dal 22 al 30 novembre 2018 presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma.

Tutte le informazioni per iscriversi e il bando sono presenti sul sito www.riff.it
I film devono essere stati realizzati a partire dal gennaio 2018.

Il RIFF offre ai filmmakers di tutto il mondo l’occasione per presentare in Italia film originali in anteprima. In particolare, la sezione New Frontiers, che già da otto anni raccoglie e presenta opere prime e seconde, dà specifico rilievo alla produzione italiana e sarà occasione di incontro e scoperta di nuovi talenti cinematografici. Il festival, inoltre, prosegue nella mission di far conoscere e distribuire le pellicole in gara. Per i vincitori, infatti, è prevista una programmazione dedicata presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma.

Le opere selezionate per il concorso saranno oltre 150. Nell’edizione 2017 sono state inviate al Festival oltre duemila tra pellicole, file e DVD, provenienti da più di 50 paesi.

Le sezioni in concorso sono 7:

Feature Films (lungometraggio italiano e internazionale / opere prime e seconde);

Documentary Films (italiano e internazionale);

Short Films (italiano e internazionale);

International Student Films (scuole di cinema);

Animation (animazione);

Screenplays & Subject (sceneggiature & soggetti);

Il programma del RIFF 2018 sarà arricchito da retrospettive e seminari che affronteranno vari aspetti della cinematografia indie. Paesi ospiti per questa edizione l’Albania e la Spagna. Al termine del Festival verranno assegnati i RIFF Awards per un valore di oltre 30.000 Euro. Con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – DGC, il contributo dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e del Comune di Roma, il RIFF registra ogni anno crescenti apprezzamenti riconfermandosi importante appuntamento per il cinema indipendente.

 


 

LEGGE CINEMA, ANNO ZERO
5 aprile 2018

 

L’associazione culturale Quinlan, in accordo con la Casa del Cinema, organizza il convegno “Legge Cinema, Anno Zero”, che si terrà alla Casa del Cinema di Roma mercoledì 11 aprile dalle ore 9 alle 17.

LEGGE CINEMA, ANNO ZERO – Un nuovo sistema di regole e risorse atteso da tempo. Ma cosa cambierà davvero dopo la legge Franceschini, tanto più in questa fase di incertezza politica?
Come raccogliere l’eredità di una riforma ancora non pienamente applicata?
Ne parleremo con alcuni rappresentanti della filiera (autori, produttori, distributori, esercenti), con alcuni membri degli organismi direttivi e delle commissioni ministeriali, per approfondire la visione complessiva e le strade possibili tracciate dalla normativa.
Ritenendo inoltre che l’obiettivo finale dovrebbe essere quello di creare un sistema virtuoso ed efficiente tra tutti i soggetti del comparto per generare innovazione di prodotto, aiutare i talenti, promuovere il cinema italiano e, non da ultimo, attrarre nuovi spettatori, a partire dai più giovani.

Tra i relatori interverranno Roberto Cicutto, Carlo Degli Esposti, Simone Isola, Francesco Ranieri Martinotti, Francesca Medolago Albani, Franco Montini, Stefano Sardo.

Tre le tavole rotonde che si occuperanno in particolare di: risorse, autori, promozione.

1) 9-11: Le risorse e le applicazioni della legge: dal Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo ai contributi automatici e selettivi

2) 11-13: Il punto di vista di autori, distributori, esercenti, produttori indipendenti

3) 14-16: Promozione del cinema, educazione al cinema: quale spettatore per il futuro?

4) 16-17: Conclusioni

A cura di:
Alessandro Aniballi – giornalista e critico cinematografico
Elisa Battistini – giornalista e critica cinematografica
Raffaele Meale – critico cinematografico, consigliere nazionale Sncci


 

Premio Solinas 2018 – presentazione progetti entro il 5 aprile
15 marzo 2018

 

Il 5 aprile è il termine ultimo per la presentazione dei progetti al PREMIO FRANCO SOLINAS 2018.
Al Concorso si partecipa in forma anonima a tutela della parità di condizione di tutti i Concorrenti partecipanti.
Ogni Concorrente può partecipare con un massimo di 2 (due) Soggetti. Non possono partecipare progetti che abbiano vinto prima della partecipazione al Premio Franco Solinas 2018 altri concorsi locali e/o nazionali. Non possono partecipare al Concorso Autori che hanno vinto Il Premio Migliore Storia per il Cinema e/o il Premio Migliore Sceneggiatura per il Cinema, entrambi organizzati dal Premio Solinas, per più di tre volte cumulativamente e in totale.

Il Concorso mette in palio i seguenti premi:

Premio Franco Solinas Miglior Soggetto 1.000 euro
e la partecipazione al Lab di Alta Formazione, Sviluppo e business-oriented.

Premio Franco Solinas Miglior Sceneggiatura 9.000 euro

Borsa di studio CLAUDIA SBARIGIA 1.000 euro
dedicata a premiare il talento nel raccontare i personaggi e l’universo femminile

SCADENZE:

– invio dei Progetti via web entro le ore 24 del 5 aprile 2018
– invio della busta chiusa entro le ore 24 del 6 aprile 2018

Per partecipare è necessario consultare la pagina http://www.premiosolinas.it/concorsi/

Premio Solinas: 06 6382219 | info@premiosolinas.it | concorso@premiosolinas.it


 


13 marzo 2018

 

E’ online il Bando di Concorso del PerSo – Perugia Social Film Festival – Quarta Edizione.
Il Festival di cinema documentario si svolgerà nel capoluogo umbro da giovedì 20 settembre a domenica 30 settembre 2018. La prima scadenza per l’invio delle opere è fissata per il 15 aprile. é possibile candidare i propri lavori online attraverso il seguente link: http://www.persofilmfestival.it/modulo-iscrizione-perso-2018/

La kermesse, dedicata al racconto della realtà sociale, si arricchisce della nuova categoria PerSo Cinema Italiano mirata a valorizzare il documentario made in italy. Il concorso, articolato in 5 categorie divise tra medio-lungometraggi, cortometraggi e teaser, offre un montepremi totale di 16.000€.

A questo link è possibile leggere il Bando di Concorso: http://www.persofilmfestival.it/wp-content/uploads/2018/02/Bando_di_Concorso_PerSo_2018.pdf


 

L’ANAC e la trasparenza sull’assegnazione dei sostegni selettivi – comunicato stampa 2 marzo 2018
2 marzo 2018

 

L’ANAC e la trasparenza sull’assegnazione dei sostegni selettivi

 Il confronto pubblico avviato dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici con la lettera aperta di sabato scorso, relativa alla nomina dei tavoli di lavoro e alla definizione dei criteri con i quali essi opereranno per coadiuvare i 5 esperti previsti dall’art 26 della legge del cinema è  stato assolutamente necessario al fine di chiarire  tutti  gli aspetti  sulle relative procedure che si intendono adottare. La nostra richiesta di informazioni si è rivelata legittima ed è orientata a dissipare tutti  i dubbi,  visto che alla nostra associazione, dai canali  ufficiali e dagli  organi preposti,  non era pervenuta alcuna comunicazione.

A tutti gli interrogativi ci auguriamo dia esauriente risposta il Direttore Generale Cinema dott. Nicola Borrelli nell’incontro che abbiamo richiesto in data 25 u.s. tramite una lettera circostanziata che rendiamo pubblica per far meglio comprendere la posizione degli autori dell’Anac. I successivi interventi di altre associazioni del settore – tra le quali, ad esempio, CNA Cinema e WGI – ripropongono alcune richieste sulla trasparenza dei metodi di scelta e di operatività.

Da parte nostra, confermiamo la disponibilità a estendere la partecipazione all’incontro a tutte le associazioni che intendono assumere un ruolo di stretta vigilanza su come saranno assegnati i contributi selettivi.

In particolare, l’Anac presterà molta attenzione all’analisi delle prime graduatorie di assegnazione degli stessi. La nostra priorità, infatti, è che i circa 32 milioni, di cui potrà avvalersi quel segmento del cinema italiano più aperto all’innovazione, siano fortemente orientati, come è nello spirito della Legge, alle opere e ai produttori cinematografici che hanno maggiori difficoltà a reperire risorse sul mercato e, soprattutto, a trovare un’interlocuzione presso il sistema dei broadcast.

Vorremmo infine spendere due parole sul sistema francese, spesso invocato, quando fa comodo, per dimostrare la bontà di una soluzione. Sorvoliamo sul fatto che in Francia esiste il Centre National du Cinéma – organo di “autogestione” a garanzia di tutte le componenti del settore. Soffermiamoci, invece, sullo specifico funzionamento delle commissioni, che è esattamente quello che noi avevamo proposto nelle varie audizioni fatte nelle diverse fasi di scrittura della legge e dei decreti. Esso prevede diverse commissioni per ognuno degli ambiti di intervento (aiuto alla scrittura e riscrittura delle sceneggiature; aiuto allo sviluppo dei progetti; alla produzione – OPS, film difficili…; – alla distribuzione; all’esercizio). I componenti delle diverse commissioni sono pubblicamente noti e selezionati sulla base di liste ufficiali; sono equamente retribuiti e sottoposti a un ricambio annuale. Per ogni commissione sono previsti: un presidente, tre vice-presidenti dei rispettivi collegi formati da 7 membri ciascuno, oltre che una decina di supplenti. Tutto è definito e regolato con efficienza e trasparenza, lungi da soluzioni approntate all’insegna dell’emergenzialità.

Per maggiori dettagli, si richiama il link del CNC:

http://www.cnc.fr/web/fr/liste-des-commissions-et-decisions-de-nomination/-/ressources/13823181

Lettera al Direttore Generale Cinema del Mibact Dott. Nicola Borrelli

Egregio Direttore, 

come abbiamo già fatto con il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, esprimiamo parimenti a Lei le nostre preoccupazioni riguardo alla regolamentazione delle attività dei 5 esperti, finalizzate alle assegnazioni dei contributi selettivi. Regolamentazione sicuramente non facile, in considerazione dei paletti che la nuova Legge Cinema pone a discapito di procedure lineari ed efficaci – ci riferiamo in particolare al numero esiguo di esperti previsti e al fatto che è esclusa ogni forma di remunerazione per un lavoro considerevole e altamente qualificato. A ciò si aggiungono alcune contraddizioni tra la norma primaria e i decreti attuativi.

Ci rendiamo conto dell’attività che Lei e i suoi uffici state portando avanti con sollecitudine per rendere concreto e quindi applicabile proprio quell’art. 26 che pone i paletti di cui sopra, al fine di consentire la partenza dei molti progetti che si riferiscono a quell’area vitale e fertile del cinema italiano che più di tutte ha bisogno delle risorse pubbliche. In tal senso abbiamo accolto con favore l’impostazione che è prevalsa in fase di scrittura della Legge, secondo la quale i “nuovi selettivi” sarebbero prerogativa quasi esclusiva del cinema e dei produttori più deboli (intendiamo deboli nei confronti delle regole del mercato), mentre le imprese e i progetti più strutturati saranno sostenuti maggiormente da dispositivi come il tax credit e i contributi automatici. 

Nel corso di tutto l’iter legislativo, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha affermato quanto sia fondamentale il ruolo dell’assegnazione selettiva di fondi all’interno del sistema di sostegno pubblico e si è impegnata a garantirne l’esistenza, anche se, come sappiamo, nella discussione parlamentare vi è stata una notevole riduzione delle risorse, passate dal 25% (previste in un emendamento poi ritirato) all’effettivo 8% (con l’incorporazione degli enti pubblici). Per questo, abbiamo particolarmente a cuore tutto ciò che riguarda questo segmento della riforma e, tra i vari aspetti, continueremo a batterci affinché si arrivi allo storno dei costi dell’Istituto Luce, della Biennale Cinema e del CSC dai selettivi che sottraggono quasi 40 milioni alla filiera più direttamente dedicata ai film (scrittura, sviluppo, produzione, distribuzione ed esercizio).

            In ogni caso, abbiamo sempre accolto con favore la disponibilità della Direzione Generale al dialogo e al confronto e anche in questo caso apprezziamo che Lei ci abbia risposto prontamente rendendosi disponibile a un incontro per illustrarci compiutamente tutti i meccanismi e le procedure poste in essere in relazione all’assegnazione dei contributi selettivi, diventati sempre più indispensabili e urgenti per il rilancio del nostro cinema. A tale proposito, il nostro intendimento è di allargare la partecipazione alle altre associazioni che come noi non erano state coinvolte direttamente nelle precedenti fasi. Auspicando pertanto che nell’incontro siano fugate tutte le nostre preoccupazioni, il che renderebbe non più necessaria la nostra richiesta formale al CSCA, attendiamo da parte Sua di conoscere una possibile data.

Roma, 25 febbraio 2018


 

Giornate degli Autori 2018 – aperte le iscrizioni
22 febbraio 2018

 
La XV edizione delle Giornate degli Autori – la rassegna indipendente e autonoma della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, promossa dalle Associazioni degli autori cinematografici ANAC e 100autori – si terrà dal 29 agosto all’8 settembre 2018.
Le selezioni sono aperte e si chiuderanno venerdì 22 giugno.
Fino a quella data, sarà possibile inviare le opere da sottoporre ai selezionatori compilando la scheda di iscrizione, disponibile nel REGOLAMENTO 2018.

 

David di Donatello 2018
14 febbraio 2018

 

Tutte le cinquine finaliste dell’edizione 2018 del David di Donatello

http://www.daviddidonatello.it/serata/


 

Dimissioni Pupi Avati, i cinque esperti Mibact perdono l’unico autore cinematografico
3 febbraio 2018

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici a seguito delle repentine dimissioni del regista Pupi Avati esprime la sua profonda preoccupazione per ‎questa decisione che priva dell’unico regista cinematografico la neo-costituita commissione di esperti per l’attribuzione dei contributi selettivi.

Le riserve espresse da alcuni circa l’età, la fede religiosa e le opinioni politiche di Pupi Avati, oltre a essere antidemocratiche e pretestuose, ci paiono inopportune. Anche perché a quanto ci risulta erano stati consultati anche altri professionisti dai profili antitetici che  si erano però sottratti all’improbo incarico. Come abbiamo già espresso nel nostro precedente comunicato, la nuova Legge Cinema attribuisce a soli cinque esperti il compito di analizzare e valutare centinaia di soggetti, sceneggiature e altrettanti preventivi, piani finanziari di corti e lungometraggi per il cinema nonché di serie tv e web, videogiochi, ma anche di progetti relativi alla distribuzione e all’esercizio,  il che oltretutto dovrà essere svolto gratuitamente. Il fatto che Pupi Avati si sia messo a disposizione del cinema italiano dopo il lungo periodo di fermo dovuto all’elaborazione della nuova legge e abbia accettato l’incarico per l’assegnazione dei contributi selettivi destinati a quella parte del settore più aperta all’innovazione, deve essere oggetto di apprezzamento e va incoraggiato.

Ribadendo quindi la necessità di prevedere subito emendamenti alla legge, l’Anac esprime il suo sostegno  a Pupi Avati e  lo invita a ritornare sulla sua decisione ritirando le dimissioni.

 

Roma 3/2/2018

 


 

IL FANTAFESTIVAL AL TREVI – D’Anza e Gregoretti dal 3 al 7 febbraio

 

La 37esima edizione del Fantafestival prosegue al Cinema Trevi, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, Rai Teche e Nel Blu Studios, con una programmazione dedicata ai maestri del fantastico televisivo italiano. Tra tutti, Ugo Gregoretti.

La 37esima edizione del Fantafestival prosegue al Cinema Trevi, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, Rai Teche e Nel Blu Studios, con una programmazione dedicata ai maestri del fantastico televisivo italiano. Le prime due giornate sono dedicate a Daniele D’Anza con due tra i suoi sceneggiati più importanti. Con l’occasione viene presentato il libro di Carlo Modesti Pauer e Leopoldo Santovincenzo, con la collaborazione di Marcello Rossi, Fantasceneggiati – Sci-fi e giallo magico nella produzione Rai (1954-1987). Il fantastico ha accompagnato per tre decenni la storia del servizio pubblico attingendo alla cronaca e alla letteratura, inventando e adattando, celebrando e demistificando. Erano gli anni della corsa allo spazio, delle ricerche sulla genetica, dei primi calcolatori: la fantascienza era il terreno ideale per la rappresentazione del desiderio e del conflitto. Contemporaneamente i grandi sceneggiati “magici” si addentravano nel lato oscuro, mettendo in scena le nebbie del passato, le sabbie mobili dell’inconscio, le paure profonde del quotidiano attraverso storie di fantasmi, reincarnazione, esoterismo.

Il secondo appuntamento del Fantafestival è dedicato a un altro maestro che ha avuto sempre uno sguardo particolare sul fantastico: Ugo Gregoretti.

sabato 3
ore 17.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, prima puntata, 60′)

«Dussart, interpretato da Giancarlo Zanetti, è un creativo di successo, impegnato nell’ideazione di una campagna per una società immobiliare. Non gli manca niente: ha un’ottima posizione, una bella casa molto moderna, piena di oggetti di design, e ha successo con le donne. Lo sceneggiato prende le mosse proprio da qui, dalla storia d’amore che sboccia tra lui e Catherine Jobert, una collega fotografa che ha il volto di Laura Belli. Entrambi, almeno inizialmente, hanno in comune un carattere molto preciso, rigoroso, tantoché lui è soprannominato dai colleghi “il cronometro Dussart”: esce sempre alla stessa ora, rispetta sempre le scadenze, non cambia mai abitudini. Poi, però, il caso gli gioca un brutto tiro: Dussart nota da precisi indizi, quali un mozzicone nel portacenere, un bicchiere di whisky mezzo vuoto, un disco fuori posto […], che qualcuno frequenta la sua casa mentre lui è in ufficio» (Gerosa).

ore 18.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, seconda puntata, 60′)

ore 19.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, terza puntata, 60′)

ore 20.00 Ho incontrato un’ombra di Daniele D’Anza (1974, quarta puntata, 60′)

ore 21.00 Incontro con Carlo Modesti PauerMarcello RossiLeopoldo Santovincenzo

Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro Fantasceneggiati – Sci-fi e giallo magico nelle produzioni Rai (1954-1987) (Elara, 2016).

domenica 4
ore 17.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, prima puntata, 60′)

«L’idea di partenza de Il segno di comando è geniale: Lancelot Edward Forster, uno studioso inglese di Byron, è chiamato a Roma dalla lettera di un pittore, Marco Tagliaferri, accompagnata dalla fotografia di una sconosciuta piazza di Roma, forse la stessa citata dal poeta in alcuni suoi famosi versi. Forster, appena arrivato, si reca in via Margutta nella casa di Tagliaferri, e trova non lui ma una ragazza bellissima e vestita in modo strano, capelli rossi e occhi verdi, che lo attrae immediatamente. […]. D’Anza è bravissimo nel descrivere una città sospesa fra la sua bellezza reale e la sua magia, piena di misteri e di inquietudini. L’ambiente della Taverna dell’Angelo è sintomatica di questa oscillazione o alchimia fra fantastico e concreto; alzi la mano chi non si è innamorato di Carla Gravina, avvolta dalla musica calda di una delle migliori canzoni scritte appositamente dal maestro Romolo Grano, come sigla e leitmotiv, di tutti gli sceneggiati di quei favolosi anni, come un blogger ha definito gli anni degli sceneggiati miei o dei miei colleghi» (Proietti).

ore 18.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, seconda puntata, 60′)

ore 19.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, terza puntata, 60′)

ore 20.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, quarta puntata, 60′)

ore 21.00 Il segno del comando di Daniele D’Anza (1971, quinta puntata, 60′)

martedì 6
ore 17.00 Omicron di Ugo Gregoretti (1963, 86′)

«Un alieno del pianeta Ultra prende in prestito il corpo di Trabucco (Renato Salvatori), un operaio della Fiat. La missione di Omicron è di studiare il comportamento degli umani per poi preparare l’invasione del pianeta Terra. Trabucco/Omicron sono insieme uomo e macchina e, come un prodotto della società industriale, sono una creatura alienata in perenne conflitto identitario. Fantascienza come satira della società dei consumi e dei conflitti di classe» (Tino Franco).

ore 18.45 Omicron alla Sgurgola di Ugo Gregoretti (1963, 20′)

«Dopo la presentazione del film Omicron al Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1963, Ugo Gregoretti e Renato Salvatori organizzano l’anteprima mondiale del film a Sgurgola alla presenza delle autorità e dei paesani dell’intera provincia di Frosinone. Dal programma televisivo TV7 della RAI» (Tino Franco).

ore 19.10 Incontro moderato da Tino Franco con Ugo Gregoretti

ore 20.10 Maggio musicale di Ugo Gregoretti (1989, 90′)

«Il regista teatrale, Pier Francesco Ferraioli (Malcom McDowell), sta allestendo una Bohème per il Maggio Musicale Fiorentino, ma i suoi cantanti gli danno filo da torcere. La messa in scena diventa una continua occasione per incidenti e scontri con le forti personalità dei cantanti d’opera. A salvarlo interviene l’incontro con un ragazzo che scopriremo essere lui stesso trenta anni più giovane» (Tino Franco).

mercoledì 7
ore 17.00 Le uova fatali di Ugo Gregoretti, (1977, prima puntata, 50′)

«Lo zoologo Persikov conduce esperimenti sugli animali; li espone all’azione di un raggio rosso capace di provocare la proliferazione ed ingigantire ad una velocità fulminea dei girini, creando rane fortissime: la notizia si diffonde come la scoperta del “raggio della vita”. La contemporanea morte in tutta la Russia di galline malate lo spinge a tentare di replicare lo stesso trattamento anche su questi animali, ma qualcosa va per il verso storto ed al loro posto compare un enorme rettile che sbrana tutti coloro che lo attaccano. Viene dichiarato lo stato di guerra, l’esercito affronta con il gas i mostri giganti che però continuano a riprodursi velocemente. Solo un’ondata di gelo inaudito riesce a fermare i rettili schifosi che stanno circondando Mosca.

Tratto da una favola fantascientifica di Mikhail A. Bulgakov, con Gastone Moschin e Alessandro Haber» (Tino Franco).

ore 18.00 Le uova fatali di Ugo Gregoretti (1977, seconda puntata, 50′)

ore 19.00 I segreti delle Uova fatali di Ugo Gregoretti (1977, 50′)

«Ugo Gregoretti ci introduce alla magia degli effetti speciali utilizzati per la realizzazione de Le uova fatali presso il Centro di Produzione Rai di Torino. Spiega con dovizia di particolari i vari trucchi di scena: l’uso del “chroma key”, della scenografia di Eugenio Guglielminetti con le miniature che incorniciano l’azione degli attori e l’uso innovativo dei “puppet” animati con particolare attenzione ai rettili antropofagi di Giorgio Ferrari» (Tino Franco).

Ingresso gratuito.

IL FANTAFESTIVAL AL TREVI
Vicolo del Puttarello, 25 (Fontana di Trevi)

 


 

Ai 5 esperti un lavoro da supereroi
2 febbraio 2018

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici accoglie positivamente la notizia che, finalmente, si è arrivati alla nomina dei 5 esperti che valuteranno la qualità dei progetti da finanziare con i contributi selettivi della nuova legge cinema. Il livello delle personalità scelte – Paolo Mereghetti, Enrico Magrelli, Pupi Avati, Marina Cicogna e Daria Bignardi – è alto e le loro specificità variano dalla critica, alla produzione, dalla regia, alla televisione. Ma, in considerazione del fatto che la Legge assegna agli esperti anche la competenza sulla distribuzione e l’esercizio, stupisce l’assenza di professionisti esperti in questi due ambiti.
L’aspetto sul quale in particolare rimangono forti i dubbi riguarda la modalità e i tempi con i quali potrà essere affrontata la mole di lavoro relativa all’analisi e alla valutazione delle centinaia di progetti di scrittura, sviluppo, produzione di corti e lungometraggi, nonché di distribuzione ed esercizio che saranno posti al vaglio degli esperti nelle diverse sessioni annuali. In particolare ci si chiede come i cinque professionisti, per i quali non è previsto alcun compenso, possano leggere i tanti soggetti, sceneggiature e verificare gli altrettanti preventivi e piani finanziari che perverranno, a meno che non deleghino la selezione a soggetti esterni. Dalle informazioni che ci giungono in via informale sembra siano state depositate migliaia di domande nelle varie tipologie di sostegno selettivo, nelle sessioni pregresse. La grande quantità di domande e lo scarso tempo a disposizione dei commissari per la decisione rendono evidente il compito improbo in cui verranno a trovarsi.

Il numero di cinque e la mancanza di un compenso per gli esperti sono alcuni vulnus della legge che l’Anac è stata la prima a rilevare, proponendo anche ragionevoli emendamenti, ma un’antica insensata logica, per la quale chi fa parte di commissioni ministeriali non debba percepire emolumenti, ha prevalso. Siamo pertanto convinti che per garantire la possibilità agli esperti di lavorare al meglio vada rapidamente corretta la norma, al fine di evitare il rischio che gli stessi si ritrovino a ratificare analisi, scelte, valutazioni che per prevedibile causa di forza maggiore dovranno essere delegate ad altri, avallando procedure che non potranno garantire la necessaria trasparenza.

L’Anac torna a ribadire la grandissima importanza strategica della tipologia di finanziamento pubblico rappresentata dai sostegni selettivi: essi dovrebbero assicurare una produzione cinematografica plurale, creativa e innovativa, garantendo un’azione più incisiva e diretta da parte dello Stato al riequilibrio dell’offerta culturale rispetto alle possibili distorsioni del mercato, ampiamente dettagliate in tutte le analisi degli ultimi anni. Questa missione – è evidente a tutti –  sarebbe fortemente compromessa se già la fase di selezione dei progetti non avesse le possibilità oggettive di essere svolta nel migliore dei modi.

1/2/2018


 
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