ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

Audizioni Senato – nota Associazione Nazionale Autori Cinematografici (A.N.A.C.)
15 novembre 2017

 

NOTA DELL’ ASSOCIAZIONE NAZIONALE AUTORI CINEMATOGRAFICI (A.N.A.C.)
In occasione dell’audizione dinanzi agli Uffici di Presidenza riuniti, integrati dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, delle Commissioni 7a e 8a, nell’ambito dell’esame dell’atto del Governo n. 469 (disposizioni in materia promozione opere europee e italiane di servizi media)
MARTEDI’ 14 NOVEMBRE 2017, ALLE ORE 15,30

Sono presenti per l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici il presidente Francesco Ranieri Martinotti e la consulente legale per gli affari europei avvocatessa Giuliana Aliberti.
Lo schema di decreto sul quale siamo chiamati ad esprimere il nostro parere è la figliazione diretta della nuova legge del cinema e dell’audiovisivo, si tratta di una legge riformatrice dell’intero settore, un settore che ha assoluta rilevanza culturale per il Paese e che allo stesso tempo è strettamente collegato con il sistema dei fornitori di servizi di media audiovisivi. La legge n.220 all’art. 34 stabilisce tale collegamento prevedendo una delega al Governo per riformare e razionalizzare la promozione delle opere italiane e europee da parte dei fornitori di servizi media audiovisivi. E’ quindi inevitabile che lo spirito della legge debba permeare anche questo ambito e lo faccia con norme stringenti. Se così non fosse vorrebbe dire che la riforma è incompleta e inefficace.

Uno degli aspetti fondamentali della nuova legge è la stabilizzazione delle risorse che non potranno essere inferiori a 400 milioni l’anno. Tali risorse hanno l’obiettivo di incrementare la produzione di cinema e audiovisivo nazionali. L’idea di produrre di più e meglio è un principio basilare di questa riforma e su di esso c’è stata la convergenza di tutti gli operatori del settore. Questo pilastro non può, però, reggere da solo l’intera architettura dell’edificio senza un altro pilastro, altrettanto forte altrettanto fondamentale e cioè quello che mira a favorire la visibilità delle opere che saranno realizzate proprio grazie alle nuove risorse messe a disposizione dallo Stato. Un pilastro non può esistere senza l’altro, almeno che non si voglia lasciare la riforma a metà.
In passato le maggiori critiche mosse alla legge del cinema del ‘94 erano state proprio quelle relative alla mancanza di coordinamento tra le norme che sostenevano la produzione e quelle relative alla distribuzione e alla diffusione delle opere.
Finalmente con questo schema di decreto, che prevede precise quote di programmazione e d’investimento, si correggono gli errori del passato e si dà vita a un sistema integrato nel quale, da una parte lo Stato sostiene la realizzazione di opere e prodotti italiani e dall’altra prevede regole adeguate affinché essi abbiano una diffusione certa e efficace.
L’attuale decreto deve essere approvato e noi ci auguriamo che questo accada senza alcuno snaturamento. Chi si è avvalso finora della genericità della vecchia normativa – che non prevedeva sanzioni e acconsentiva a concedere deroghe – non potrà più sottrarsi alla funzione di diffusore di tutti quei prodotti che saranno realizzati grazie alle nuove risorse pubbliche.
Non dimentichiamo che i broadcast, prima fra tutti la Rai, per lo sviluppo delle proprie attività, utilizzano anche strutture e beni pubblici, dalle infrastrutture per la trasmissione di dati, all’etere, ma anche spazi e territori demaniali dove sono collocati antenne, ripetitori, compresi il sottosuolo dove transita gran parte della cablatura della fibra ottica e il cielo per i satelliti. Mentre le Over The Top, approfittando addirittura di “corridoi fiscali”, restituiscono al Paese meno di quanto utilizzano.

Altro punto non irrilevante è la competenza sul provvedimento del Ministero dei beni e delle attività culturali che lo ha elaborato e lo ha presentato al Consiglio dei Ministri. Con apprezzabile coerenza il Ministro Dario Franceschini ha difeso l’impianto della sua riforma, dove il cinema e l’audiovisivo, in quanto veicoli dell’ identità e della cultura nazionali, devono essere sostenuti dall’intero sistema a partire dai fornitori di media audiovisivi che operano nel nostro Paese e ciascuno di essi deve essere in prima fila per una convinta azione di valorizzazione. Sicuramente non è acquistando film e serie americane, né puntando esclusivamente sul calcio che i broadcast possono uscire dalle difficoltà denunciate. Investendo invece, insieme allo Stato, sulla creatività e sulla qualità del cinema e dell’audiovisivo italiano hanno grandi opportunità proprio per l’alta potenzialità della nostra industria creativa, all’interno della quale gli autori devono diventare sempre più centrali.

Oltretutto la spinta che lo “schema di decreto” imprime agli investimenti nel pre-acquisto, nell’ acquisto e nella produzione di opere italiane e europee è un’imperdibile opportunità occupazionale per il nostro Paese. In Francia si stima che il settore conti su 340.000 posti di lavoro che equivalgono all’1,3% dell’occupazione nazionale: con questo decreto, che metterà in moto un meccanismo virtuoso, si potrà raddoppiare se non addirittura triplicare il numero degli addetti italiani del settore che attualmente superano di poco le 60.000 unità.
Le accese critiche suscitate all’indomani della presentazione dello schema di decreto, secondo le quali le quote di programmazione e di investimento, oltre che le sanzioni, metterebbero in seria difficoltà le emittenti, le avevamo già sentite circa due anni fa, quando siamo stati uditi proprio in questa sede, sul disegno di legge a firma Di Giorgi/ Zavoli. In quell’articolato, che si ispirava ad uno dei più evoluti sistemi normativi occidentali in materia di cinema e audiovisivo, era stato previsto il prelievo di scopo sui biglietti della sala e sui fatturati dei fornitori di servizi di media audiovisivi. In quell’occasione furono fatte le stesse considerazioni da parte dei broadcast: “il settore è in crisi… questo sarebbe il colpo finale… non è pensabile un tale aggravio sui bilanci…” Ecco, oggi a distanza di due anni, ritornano le stesse parole.
Non è immaginabile che anche questa volta, su un principio essenziale della riforma, accolto favorevolmente dalla quasi totalità degli operatori, ci possa essere una riconsiderazione dovuta alla tendenza protezionista dei fornitori di servizi di media audiovisivi che intendono sottrarsi a norme adottate in altri Paesi come la Germania e la Francia con risultati che hanno portato questi stessi Paesi ai primi posti della produzione e diffusione di cinema e di serialità televisiva europei.
Per rendere il provvedimento ancora più efficace ci permettiamo di suggerire infine due emendamenti:
1) inserire un dispositivo per convogliare l’incremento delle produzioni italiane
( che questo decreto produrrà) nei teatri di posa nazionali, in particolare a Cinecittà tornata recentemente in mano pubblica. Tale emendamento avrebbe come obiettivo anche quello di limitare o impedire la delocalizzazione delle produzioni in altri Paesi;
2) prevedere tra le sanzioni anche la sospensione della concessione per i casi di violazione più gravi, oltre che prevedere organi e meccanismi di controllo.
Infine ci preme sottolineare che l’intervento normativo proposto dal Governo è perfettamente in sintonia con le finalità e le caratteristiche della normativa Europea e cioè con le finalità sia della Direttiva 2010/13 che con la più nota Direttiva 89/552 conosciuta meglio come direttiva “Televisioni Senza Frontiere”. La normativa Europea si basa sostanzialmente su due principi: La libera circolazione dei programmi televisivi europei nell’ambito del mercato interno. L’obbligo per le reti televisive di riservare “quote di diffusione” ad “opere europee”. Quindi obblighi di programmazione e di investimento per le reti televisive. (Obblighi che, per altro, nel decreto di cui si tratta, dovranno essere osservati con una certa gradualità, per arrivare alla completa definizione nel 2020).
È fondamentale ed essenziale che gli Stati membri, proprio ed appunto in osservanza delle direttive Europee, vigilino affinché non si commettano atti pregiudizievoli per la libera circolazione ed il commercio delle trasmissioni televisive o tali da favorire la formazione di posizioni dominanti. L’adozione della normativa in esame, costituisce nient’altro che un mezzo per promuovere la produzione, la produzione indipendente e la distribuzione Europea e quindi Italiana. Le normative dell’Unione Europea, come ben sappiamo, sono emanate per difendere le proprie cinematografie, le proprie culture, le proprie economie, anche in difesa dell’invasione selvaggia di prodotti estranei alla tradizione e ai linguaggi dell’audiovisivo europeo. Ben venga il buon cinema americano ma il cinema europeo, Italiano sono diversi, raccontano storie di sapore, ritmo, temperature diverse. Se abituiamo i nostri bambini fin da piccoli a vedere qualcosa che non gli appartiene li priviamo della necessaria educazione a tradizioni culturali ed espressive che sono solo le nostre e che risultano più armoniche con la nostra storia.
Per concludere ci teniamo a ricordare che nel 1996 l’ANAC, unitamente ai produttori indipendenti e a tutte le associazioni di categoria – proprio per il rispetto della direttiva “Televisioni Senza Frontiere” e per le molte mancanze dell’allora legge 6.08.90 cosiddetta “legge Mammì”, che non recepiva la direttiva riducendo di fatto drasticamente la possibilità di produzione di fiction Europea, nello specifico Italiana – fu costretta a presentare ricorso per infrazione presso la Commissione Europea. Ricorso che fu accolto. La Commissione il 10.12.1997 stabilì di adire l’Alta Corte Di Giustizia della Comunità Europea, per fare accertare che la Repubblica Italiana era venuta meno agli obblighi della direttiva “Televisioni Senza Frontiere”. Successivamente il Governo italiano per evitare di essere sanzionato corse ai ripari con la nuova normativa grazie alla quale si è dato il via alla nascita del fiorente mercato della Fiction in Italia. Studi di settore hanno statisticamente dimostrato che le direttive a protezione del prodotto Europeo, hanno creato uno sviluppo della produzione audiovisiva Europea e questo ha avuto maggiore effetto laddove la normativa Europea è stata applicata dallo Stato membro con maggiore sensibilità e rigore. Il giusto recepimento della Direttiva a difesa della cultura europea e nello specifico della cultura italiana, non deve spaventare il mercato perché anche l’esperienza di altri Paesi dimostra che non solo il principio è giusto e ha effetti concreti, ma rappresenta una risorsa e un’ opportunità di crescita.

In conclusione, esprimendo il vostro parere favorevole, vi chiediamo di continuare a sostenere quanto è già stato fatto dal Ministero dei beni e delle attività culturali, dal Governo e soprattutto dal Parlamento che esattamente un anno fa era il 14 novembre, ha approvato la legge italiana del cinema e dell’audiovisivo esprimendo la volontà dello Stato di rilanciare organicamente tutto il settore.


 

Spazi900: nuovo allestimento tra inediti e multimedialità
13 novembre 2017

 

Si amplia il museo letterario della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma con installazioni multimediali e documenti inediti, frutto di donazioni e delle recenti campagne di acquisti

Gli inediti di Svevo, Montale, Saba e de Pisis, la sceneggiatura del film di Benigni La vita è bella, scritta con Cerami, le prime poesie di Penna. Sono questi i pezzi più preziosi in mostra nel nuovo allestimento di Spazi900, il primo museo permanente in una biblioteca pubblica dedicato alla letteratura italiana del Novecento, che valorizza e rende accessibili al grande pubblico le raccolte letterarie contemporanee della BNCR, ideato e progettato dal Direttore Andrea De Pasquale, curato da Eleonora Cardinale. L’apertura del nuovo Spazi900 si festeggerà lunedì 20 Novembre (a partire dalle ore 16) con Il tuo ’900, una lettura-performance in cui poeti, scrittori, studiosi, giornalisti, studenti e amici della biblioteca prenderanno liberamente il microfono per leggere ad alta voce un frammento dei loro “autori del cuore” del Novecento. Alla performance hanno già aderito Silvia Bre, Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Elio Pecora, Fabio Pedone, Gilda Policastro, Gabriella Sica, Alberto Toni.

I due fulcri principali di Spazi900 dedicati a Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini si arricchiscono con due installazioni multimediali “narranti”, progettate e realizzate da Kaos Produzioni, che fondono i contenuti con l’ambiente, i suoni e le visioni, aprendo una finestra sui luoghi e i tempi dei due grandi autori. Dal corridoio d’ingresso, un percorso sonoro e visivo fatto di incipit tratti dalla letteratura italiana del Novecento accompagna i visitatori ai due ambienti.

Novità assoluta del nuovo allestimento sono le due Gallerie degli scrittori con documenti autografi, prime edizioni e ricostruzioni d’epoca: la prima Galleria sulla prima metà del Novecento, introdotta dallo spazio dedicato a Grazia Deledda, si apre con d’Annunzio e prosegue con Pirandello, Svevo, i futuristi, Onofri e de Pisis, Sbarbaro, Ungaretti, Saba, Montale e Quasimodo. La seconda Galleria, dedicata alla seconda metà del secolo, prende avvio con i quadri di Carlo Levi, nella sua duplice veste di pittore e scrittore, e prosegue con scrittori e poeti amici di Pasolini: Moravia e Ginzburg, dell’Arco, Bertolucci, Caproni e Penna, e prosegue, in direzione del nuovo secolo, con Vigolo, i Novissimi, Fortini, Giudici e Zanzotto, Calvino, Cerami, Rosselli e Bellezza. Completano il percorso i due focus Storie di un viaggiatore: Stanislao Nievo e Poeti, artisti, editori: il ’900 composto a mano.

L’allestimento del nuovo percorso è stato reso possibile grazie a un’attenta e mirata politica di nuove acquisizioni del patrimonio letterario novecentesco portata avanti a partire dal 2015. Di notevole rilievo appare la donazione da parte di Graziella Chiarcossi dell’archivio di Vincenzo Cerami, che sarà siglata in occasione dell’inaugurazione del museo. La Biblioteca già conserva il dattiloscritto del romanzo Il borghese piccolo piccolo che presenta correzioni autografe e note manoscritte dello stesso Pasolini, insieme al quale sarà esposto il manoscritto de La vita è bella.

Tra gli acquisti più notevoli in esposizione spiccano quattro brevi racconti inediti raccolti sotto il titolo Storie di un uomo rispettabilissimo, tra gli ultimi scritti di Italo Svevo, riemersi tra il materiale preparatorio della conferenza su James Joyce, che egli tenne a Milano l’8 marzo 1927. Di Eugenio Montale sono state acquistate 12 lettere inedite che egli scrisse tra il maggio 1927 e il marzo del 1930 a Pietro Mastri, autore della raccolta poetica del 1927 La via delle stelle, recensita da Montale su «La Fiera letteraria». Oltre alla presenza di puntuali rilievi critici sui versi di Mastri, le lettere sono significative per i riferimenti relativi alla preparazione della seconda edizione degli Ossi di seppia (Torino, Ribet, 1928) e per le considerazioni sulla poesia e sull’ambiente letterario del tempo.

Il nome di Umberto Saba è protagonista di un notevole acquisto: il manoscritto autografo di una delle poesie più celebri del poeta triestino, A mia moglie, in una stesura inedita che presenta numerosi versi cassati e riscritti rispetto a quella definitiva pubblicata nell’edizione del 1911 delle Poesie e poi nel Canzoniere del 1921. Lo stesso Saba racconta la particolare genesi della poesia in Storia e cronistoria del Canzoniere e la reazione non positiva di Linuccia Saba alla lettura della poesia che infatti subì dei cambiamenti, come mostra in modo evidente questa stesura.

Di notevole rilevanza è un diario inedito di Filippo de Pisis che permette di ricostruire uno dei momenti più intensi e coinvolgenti della sua esperienza esistenziale, che rimanda al suo approccio alla metafisica dal punto di vista letterario e umano. Il diario contiene inoltre un importante gruppo di lavori redatti a Roma, tanto organico e coerente da costituire una notevole aggiunta alla mole degli scritti raccolti nel libro Roma al sole.

Di estrema rarità – nessuna biblioteca statale lo conserva – è l’acquisto di Versi intimi, il primo volumetto di poesie di Sandro Penna, pubblicato da Umberto Saba (Trieste, Ed. La Libreria Antica e Moderna), come egli stesso dichiara in una lettera del 23 novembre 1932 al poeta: «Ho copiato le tue nuove poesie in un fascicoletto che ora gira per le mani dei miei amici. Tutti quelli che l’hanno letto, Stuparich, Giotti e altri che non conosci, sono rimasti entusiasti».

Rilevante anche il corpus di manoscritti acquistati da Elio Pecora, tra i quali sono presenti quelli di Dario Bellezza e le lettere di Amelia Rosselli.

Si tratta di un percorso in movimento, uno tra i possibili, che permette al suo interno di svilupparne molti altri, da cui prendono vita numerose attività di valorizzazione. Al tempo stesso il museo vuole essere un punto di riferimento per gli scrittori contemporanei nel riconoscere nella Biblioteca un luogo idoneo alla conservazione delle loro carte.

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65 volte Anac
28 ottobre 2017

 

L’associazione Nazionale Autori Cinematografici ha festeggiato i suoi 65 anni alla Festa del Cinema di Roma con un documentario realizzato da un folto gruppo di autori dell’Anac tra i quali molti giovani: un’ opera collettiva, ideata e coordinata da Alessandro Rossetti,  presentata in una versione ancora non definitiva,  prodotta da Anac e Capetown in coproduzione con l’Istituto Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cinema, Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale e l’Archivio Audiovisivo  del Movimento Operaio e Democratico. “65 volte Anac”  è il titolo di questo lavoro, realizzato con testimonianze inedite di Carlo Lizzani, Citto Maselli, Cecilia Mangini, Ugo Gregoretti e altri storici soci dell’Anac,    presentato in una affollata sala Petrassi che ha visto tra il pubblico anche molti giovani spettatori.  Alla fine della proiezione all’incontro moderato da Mario Sesti, Alessandro Rossetti  ha illustrato l’impegno decennale  che nasce dalla volontà di valorizzare l’eccezionale memoria  conservata nell’Archivio dell’Anac al quale  il Mibact  ha  assegnato il riconoscimento  di “particolare importanza storica”.  Giuliana Gamba ha spiegato che il lavoro finale sarà formato da quattro puntate di un’ ora circa.   Giacomo Scarpelli ha ricordato come l’Anac non sia mai stata un’associazione corporativa formata da artisti  che rivendicavano i loro privilegi, bensì formata da grandi personalità che si erano messe al servizio di battaglie civili e politiche nazionali e internazionali, spesso ponendo in secondo piano gli interessi professionali.

Il presidente Francesco Ranieri Martinotti partendo dalle storiche battaglie per la difesa della libertà di espressione e del “cinema delle idee” ha parlato di quanto l’associazione negli ultimi due anni abbia fatto per migliorare una legge che garantisca lo sviluppo di un cinema italiano indipendente e d’autore.


 

“65 volte Anac” – Festa del Cinema di Roma 27 ottobre 2017
17 ottobre 2017

 

65 VOLTE ANAC: GLI AUTORI CINEMATOGRAFICI DALLA FONDAZIONE AD OGGI

Festa del Cinema di Roma – Auditorium Parco della Musica, sala Petrassi

Venerdì 27 ottobre ore 17.00

 

Per i suoi 65 anni, l’ Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha avviato un progetto di film documentario strutturato in 4 parti di cui “65 VOLTE ANAC” è una riduzione, non ancora terminata, ma nella quale è già rappresentata, in forma sintetica,   la “opus” definitiva. La narrazione parte dagli anni precedenti la fondazione per giungere sino ad oggi.

Il nucleo centrale del documentario è formato dalle testimonianze e dalle interviste ad alcuni dei suoi soci ed esponenti storici: Carlo Lizzani, Ettore Scola, Callisto Cosulich, Mino Argentieri, Emidio Greco e poi Citto Maselli, Ugo Gregoretti, Nino Russo, Massimo Sani, Giovanni Arnone, Cecilia Mangini, Otello Angeli, Virgilio Tosi.

L’ideazione, le riprese, la regia è il frutto di un lavoro collettivo coordinato da Francesco Ranieri Martinotti, Pierpaolo Andriani, Tino Franco, Giuliana Gamba, Alessandro Rossetti, Giacomo Scarpelli, Alessandro Trigona, coadiuvati da alcuni giovani che rappresentano le nuove leve dell’associazione Francesco Abonante, Carlo Barbalucca, Francesco Gallo, Valerio Principessa e da un gruppo di giovani di Cinemonitor, Piero Balzoni, Valentina Leotta, Emanuela Moroni, Paolo Tommasini, diretto da Roberto Faenza.

A seguire un incontro condotto da Mario Sesti con Francesco Ranieri Martinotti, Giuliana Gamba, Alessandro Rossetti e Giacomo Scarpelli alla presenza dei protagonisti della storia dell’Anac tra i quali Ugo Gregoretti, Citto Maselli e Giuliano Montaldo.

 

In collaborazione con AAMOD, Istituto Luce Cinecittà, e Cineteca Nazionale

 


 

France Odeon – A Firenze la IX edizione del Festival del Cinema Francese 19-22 ottobre
13 ottobre 2017

 

La IX edizione di France Odeon, festival del cinema francese diretto da Francesco Ranieri Martinotti, organizzato in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana e Institut Français Firenze, quest’anno è anticipata di una settimana rispetto alle date tradizionali, e si terrà al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50/r) dal 19 al 22 ottobre.

Ad inaugurarlo sarà, alle ore 18.45 di giovedì 19, “l’ambasciatrice 2017 del festival”, l’attrice Matilde Gioli, che accenderà la serata d’apertura. In quell’occasione saranno consegnati i premi L’essenza del talento, i riconoscimenti che France Odeon e Ferragamo Parfums assegnano ogni anno ai giovani artisti che “meglio rappresentano il legame tra il cinema italiano e francese”. A ricevere il premio dalle mani della signora Giovanna Gentile Ferragamo saranno Louis Garrel e Sveva Alviti. Seguirà la proiezione del primo film in concorso, Le redoutable, di Michel Hazanavicius, con Louis Garrel, entrambi presenti in sala.

I film

Come consuetudine, sono 12 i film selezionati per le quattro giornate della kermesse fiorentina, di cui dieci concorrono al premio Foglia d’oro-Manetti Battiloro e due fuori competizione.

Trattano tematiche legate alla tradizione agricola: Ce qui nous lie, di Cédric Klapisch (giovedì 19 alle ore 21.15), che uscirà in contemporanea nelle sale italiane con il titolo Ritorno in Borgogna (distribuito da Officine Ubu), su una famiglia di produttori di pregiati vini, e Petit Paysan di Hubert Charuel (domenica 22 ore 15.00, distribuito da No-Mad Entertainment). A seguire, dibattito sul tema del degrado dell’ecosistema, dal titolo “La natura profanata”, al quale intervengono Giannozzo Pucci (giornalista e ecologista), Gloria Germani (filosofa e scrittrice) e Marco Luceri (critico cinematografico).

Tre sono le opere che hanno la musica come protagonista: La mélodie, di Rachid Hami, con Kad Merad, (venerdì 20 ore 19.30, distribuito da Officine Ubu), sul potere taumaturgico della musica, che trasforma gli studenti di una scuola della banlieue in piccoli violisti in erba; Barbara, di Mathieu Amalric, con Jeanne Balibar (sabato 21, alle 20.30) sulla famosa chanteuse antagonista di Dalida; lo straripante Django, di Etienne Comar, con Reda Kateb e Cécile de France, (domenica 22 ore 17.15, distribuito da Good Films), sul grande chitarrista sinti Django Reinhardt.

Due le commedie: Aurore, di Blandine Lenoir, che uscirà nelle sale italiane distribuito da Bim con il titolo Cinquanta primavere, e alla cui proiezione, sabato 21 alle ore 18.30, sarà presente la protagonista Agnès Jaoui; 7 jours pas plus, di Héctor Cabello Reyes, con Benoît Poelvoorde e Alexandra Lamy (film di chiusura, domenica 22 ore 19.30), remake francese di una produzione argentina di successo.

Di uno degli autori “habitué” di France Odeon, Philippe Garrel, venerdì 20, alle ore 18, sarà presentato L’amant d’un Jour, vincitore del premio Sacd della Quinzaine des Réalisateurs 2017.

In un ruolo totalmente spiazzante, vedremo Fanny Ardant, protagonista assoluta di Lola Pater, di Nadir Moknèche (sabato21 ore 22.30), un thriller sentimentale ambientato tra il sud della Francia e la capitale.

Ma il film più atteso e in anteprima mondiale a Firenze è Diane a les épaules, di Fabien Gorgeart con Clotilde Hesme e Fabrizio Rongione (uscita francese prevista per il 17 novembre). Ospiti d’onore alla proiezione di venerdì 20, ore 21.30, sono il regista Fabien Gorgeart e l’attrice Clotilde Hesme.

Per valorizzare i distributori che presentano nelle sale italiane i film francesi, realizzando doppiaggi di qualità, quest’anno France Odeon attribuisce a Emanuela Piovano (Kitchen film) un premio per il doppiaggio di L’arte della fuga di Brice Cauvin, con Agnès Jaoui. Alla proiezione della versione doppiata, sabato 21 ore 16.00, sarà presente la stessa Agnès Jaoui.

La giuria

La giuria che assegnerà i trofei di cristallo nei quali è racchiusa la preziosa foglia d’oro Manetti-Battiloro è tutta al femminile ed è composta da Francesca Archibugi (regista), Concita De Gregorio (giornalista e regista), Valentina Bellè (attrice). A decidere altri due premi saranno il pubblico, attraverso la votazione alla fine di ogni proiezione e una giuria composta da sette studenti della scuola media superiore, coordinati da Alain Bichon.

Il convegno

Nell’ambito dei tradizionali confronti italo-francesi, venerdì 20 ottobre, ore 11.00, a Palazzo Sacrati Strozzi, si svolgerà il convegno ‘Ragazzi Bene Educati (alle immagini), incentrato sull’educazione all’immagine, che si appresta a entrare in tutte le scuole italiane. In apertura, gli interventi di Rosa Maria Di Giorgi (vicepresidente del Senato) e dell’assessore Monica Barni, cui seguiranno numerose testimonianze sia francesi che italiane, fra le quali quelle di Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival, Alberto Versace, presidente di Sensi Contemporanei, Stefania Ippoliti, FST, Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna. Attese sono le relazioni del Direttore Generale del Cinema Nicola Borrelli e del responsabile Miur Giuseppe Pierro.

France Odeon è realizzata con il sostegno di Regione Toscana, MiBACT, Istituto Luce-Cinecittà, Ambasciata di Francia, Comune di Firenze e con il sostegno del main sponsor Ferragamo Parfums / Museo Ferragamo e lo sponsor Groupama Assicurazioni.


 

COMUNICATO STAMPA – Legge Cinema, la proposta delle associazioni per la nomina dei 5 esperti
9 ottobre 2017

 

Con l’avvenuta approvazione nel Consiglio dei Ministri di lunedì 2 ottobre del decreto che regolerà la promozione delle opere europee e italiane da parte di tutti fornitori di servizi audiovisivi, accolta favorevolmente dalle associazioni firmatarie, si compie un altro passo nel processo attuativo della Legge Franceschini.

Manca ancora un tassello fondamentale e delicato: la nomina dei 5 esperti che giudicheranno i progetti per l’assegnazione dei sostegni selettivi. Alla proposta fatta al Ministro Dario Franceschini di interpretare la norma dell’art. 26 numero 2 in maniera più funzionale rispetto alla gestione delle risorse, nominando 5 esperti per ogni area di competenza (scrittura, produzione, distribuzione, esercizio e promozione), ci è stato ricordato che il testo introduttivo della Legge non lascia alcun margine d’interpretazione, il che ha escluso ogni ipotesi di allargamento. La nostra opinione rimane però invariata, vale a dire che gli esperti debbano essere in un numero superiore a cinque, debbano essere retribuiti e la loro durata debba essere al massimo di un anno per garantire una rapida rotazione. Pertanto, rispetto alle soluzioni di cui si parla in questi giorni, si preferisce quella più lineare e già ventilata in ambito ministeriale di una modifica in sede legislativa da attuare immediatamente con la Legge di Stabilità. Si chiede quindi che l’emendamento:

1) stabilisca un numero variabile di esperti superiore a cinque in base alle necessità che si vengono a creare;

2) preveda la remunerazione degli stessi esperti;

3) stabilisca una durata breve per il loro mandato di massimo un anno.

Si porti avanti questa linea, e in particolare si proceda immediatamente, prevedendo anche che gli esperti siano selezionati tra figure di alto e indiscutibile valore morale e culturale che mettano a disposizione la loro competenza in un meccanismo di ricambio continuo delle nomine. In tal modo si eviteranno preselezioni che rischiano di diventare clientelari e di rispondere a principi e criteri del tutto soggettivi che impedirebbero un pari accesso dei vari progetti all’esame degli esperti e farebbero invece sottoporre solo quelli selezionati dai consulenti.

Roma, 9 ottobre 2017

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) 

WGI (Writers Guild Italia)

AGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti)

SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

CNA Cinema

CNC (Centro Nazionale del Cortometraggio)


 

Cinema: autori soddisfatti per il decreto approvato dal Cdm
5 ottobre 2017

 

COMUNICATO STAMPA

Cinema: autori soddisfatti per il decreto approvato dal Cdm

A seguito dell’approvazione nel Consiglio dei Ministri di lunedì 2 ottobre del decreto che regolerà la promozione delle opere europee e italiane da parte di tutti fornitori di servizi audiovisivi, tra i quali anche quelli “on demand” quali Netflix, Amazon e altri, gli autori italiani rappresentati dalle sigle associative ANAC, WGI e ASIFA ITALIA, esprimono la loro  soddisfazione per il fatto che siano state introdotte anche nel nostro sistema giudico quelle norme già presenti nella maggior parte dei paesi europei, il che è avvenuto nei tempi brevissimi proprio come richiesto dagli autori e, in particolar modo, trascurando anche  le ingiustificate resistenze espresse proprio dalla compagine dei fornitori di servizi MA.
‎Prevedere norme precise e certe – e ci si augura inaggirabili con eventuali deroghe così com’è accaduto fino a questo momento con la vecchia normativa – che porteranno a un notevole aumento di tutta la produzione italiana di cinema e audiovisivo è un fatto assolutamente positivo che riguarda non solo gli autori e le imprese che operano nella produzione, ma rappresenta un elemento di spinta e un volano per un  comparto fondamentale che potrebbe far ripartire l’intera economia del nostro Paese.

Roma, 5 ottobre 2017

 

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

WGI (Writers Guild Italia)

ASIFA ITALIA (Associazione degli Autori di Animazione)


 

APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ON. PAOLO GENTILONI
25 settembre 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici – che nella fase iniziale del dibattito sulla nuova legge del cinema e dell’ audiovisivo promosse un documento firmato da oltre quaranta dei principali autori del cinema italiano nel quale si chiedeva al Ministro Dario Franceschini di prendere a modello della riforma la legislazione francese – non può che esprimere la massima soddisfazione per quanto dichiarato dallo stesso Franceschini giovedì scorso alla giornalista Gruber riguardo all’innalzamento delle quote d’investimento obbligatorio in opere europee e italiane da parte delle emittenti.

“Il sistema francese”, ha detto il Ministro, ”ha difeso fortemente le produzioni di fiction e di cinema con delle quote…. Io ho preso la norma francese e l’ho tradotta in italiano e l’ho messa sul tavolo per discutere. Quella norma prevede che il 60% della programmazione debba essere dedicata a opere europee di cui il 40% nazionali.”

Promuovere le opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi media è innanzitutto un obiettivo strategico europeo e le norme che ne definiscono l’ambito esistono non solo in Francia ma anche in altri paesi dell’Unione. La nuova legge sul cinema, approvata il 14 novembre 2016, che istituisce il fondo di sostegno per il Cinema e l’Audiovisivo pari ad almeno 400 milioni annui, all’ art 34 prevede anche che il governo riformi e razionalizzi gli strumenti e le procedure in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte degli stessi fornitori di servizi  di media audiovisivi, sia lineari sia non lineari.

Appare logico che, se da una parte lo Stato assegna risorse, in parte anche alle stesse emittenti, per produrre cinema e audiovisivo italiano, dall’altra inserisca in questo circolo virtuoso il sistema dei fornitori di servizi media audiovisivi. Se così non fosse l’intero impianto della riforma crollerebbe, vale a dire si verificherebbe il paradosso di garantire una maggiore produzione di cinema e fiction tv nazionale che non troverebbe sbocco e visibilità sulle reti e gli altri canali di diffusione. In tal senso vanno a anche previste per i trasgressori sanzioni certe e progressive che possano arrivare fino alla sospensione della licenza.

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici chiede a tutto il settore di condividere il presente appello rivolto al Presidente del Consiglio on. Paolo Gentiloni, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali on. Dario Franceschini, al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, a  tutto il Governo, alla vice Presidente del Senato e relatrice della legge del Cinema e dell’Audiovisivo, Sen. Rosa Maria Di Giorgi, ai Presidenti della 7° Commissione della Camera e del Senato, On. Flavia Piccoli Nardelli e Sen. Andrea Marcucci e a tutte le forze parlamentari che hanno votato la legge n.220 del 2016 affinché il decreto, con la sua  fondamentale spinta riformatrice contenuta in particolare nelle percentuali di programmazione del 60% per le opere europee di cui il 40% nazionali che migliorano la stessa legge, sia presentato e approvato in tempi brevissimi dal Consiglio dei Ministri .


 

Da Venezia a Roma- Al via da giovedì 14 la rassegna delle Giornate degli Autori al Cinema Farnese
12 settembre 2017

 

Con oltre 9mila spettatori si è chiusa a Venezia la 14° edizione delle Giornate degli Autori, che passa ora il testimone alla sua replica romana, in programma dal 14 al 20 settembre nell’ambito della rassegna ‘Venezia a Roma’.

La nostra vocazione è quella di incoraggiare, accompagnare, sostenere il coraggio, l’originalità, la diversità di voci che hanno il diritto di farsi sentire con tutta l’autorevolezza che il marchio ideale di Venezia garantisce al mondo”, dichiara il delegato generale, Giorgio Gosetti.

Come da tradizione, la rassegna si svolgerà esclusivamente presso il Cinema Farnese (Piazza Campo de’ Fiori, 56) grazie anche alla disponibilità del titolare Fabio Amadei. Nelle sette giornate sarà presentata quasi integralmente la selezione veneziana promossa da Anac e 100autori, arricchita dalla presenza degli autori dei film italiani. Si comincia subito il primo giorno, giovedì 14 alle ore 20,30 con Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, storia ambientata in una palazzina di una borgata romana e sospesa tra il tragico e il comico. Venerdì 15 alle 20,30 Vincenzo Marra presenterà L’equilibrio. Vincitore del premio Lanterna Magica, il film racconta del dilemma di un sacerdote campano su quale sia la scelta migliore da compiere in una terra ‘abbandonata’. Irrinunciabile chicca è il cortometraggio noir The Millionairs di Claudio Santamaria, che l’attore-regista presenterà al pubblico mercoledì 19 alle 20,30. Mercoledì 20 alle ore 20,00 Irene Bignardi, sceneggiatrice del film Raccontare Venezia diretto da Wilma Labate, dialogheranno con il pubblico in sala insieme alla regista. Un’altra opera italiana di assoluto interesse è Il risoluto di Giovanni Donfrancesco, documentario sull’agghiacciante esperienza di un soldato-bambino cresciuto nei ranghi della X-Mas ( sempre mercoledì 20 alle ore 16). Da non perdere i film del Palmares: la giuria delle Giornate degli Autori, presieduta dalla regista iraniana Samira Makhmalbaf ha premiato con il Director’s Award, Candelaria di J.H. Hinestroza (domenica 17 ore 18,30 e in replica martedì 19 alla stessa ora) storia di una coppia di settantenni nell’Havana del 1994 alle prese con una videocamera trovata tra le lenzuola sporche nell’hotel dove lavora la donna; Longing dell’israeliano Savi Gabizon (sabato 16 ore 20 e lunedì 18 ore 17), vincitore del premio del pubblico, racconta di un imprenditore che cerca di sapere chi è suo figlio, avuto vent’anni prima a sua insaputa. In Looking for Oum Kultum della visual artist S. Neshat, s’intrecciano la vita della leggendaria cantante del mondo arabo Oum Kultum e le vicende personali di una regista che sta realizzando un film su di lei (domenica 17 ore 20,15).

Per gli amanti del Burlesque segnaliamo : Getting naked: a burlesque story sabato 16 ore 22.

Non ultimo, tra gli eventi speciali realizzati alla Villa degli Autori si replicherà ad ingresso libero su gentile concessione del Presidente dell’Istituto Luce, Roberto Ciccutto, la proiezione del cortometraggio di 35’ riscoperto tra gli archivi di Cinecittà, realizzato da Ermanno Olmi presumibilmente nel 1968; l’anno, citato sul cartello in testa alla pellicola con il marchio di una multinazionale farmaceutica, la Sandoz, ne indica la probabile natura di commissione su un tema sensibile, in un anno cruciale nella storia dei giovani. La moviola ne rivelava il titolo: Il tentato suicidio nell’adolescenza. Vi segnaliamo questa opera pregiata come da non perdere, soprattutto perché ci si ritrova conservato il cinema dell’autore degli anni ’60 e ’70, e il suo tocco di sempre.

Al di fuori del programma delle Giornate degli Autori infine, lunedì 18 il Cinema Farnese propone anche Lievito madre – Le ragazze del secolo scorso di Concita De Gregorio ed Esmeralda Calabria (ore 19) e La voce di Fantozzi di Mario Sesti (ore 20,30), alla presenza degli autori.

In occasione della rassegna “Da Venezia a Roma” e della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si inaugurerà alle ore 19:00 di giovedì 14 settembre, la mostra personale che l’artista FABIANA IACOLUCCI, ha voluto dedicare alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La mostra che comprenderà opere varie tra pittura e disegni, dal titolo “COLOR SCRIPT” verrà arricchirà gli spazi del foyer antistanti la storica sala di Campo de’ Fiori e rimarrà aperta fino al 14 ottobre. Sarà visibile gratuitamente durante il normale orario di apertura.

Infine si ringrazia il Ristorante Obicà di Campo de’ Fiori che offrirà un cocktail di benvenuto a tutti i clienti che parteciperanno alla serata di giovedì 14 settembre a partire dalle ore 19,00, e che ha creato un menu dedicato alle repliche romane dei film selezionati all’importante Mostra Cinematografica. L’accesso e’ riservato ad un prezzo privilegiato per tutti i clienti che saranno in possesso di un biglietto della rassegna.


 

I MILLE OCCHI FESTIVAL – XVI edizione | Eros e Priapo
11 settembre 2017

 

Il Festival Internazionale del cinema e delle arti I Mille Occhi, apre la sua sedicesima edizione (12-13 settembre) presso il Cinema Trevi – Cineteca Nazionale di Roma con la consueta maratona di film, alcuni di questi “ritrovati” e per certi versi inediti. Il riferimento a “Eros e Priapo” che da il titolo all’intera rassegna cinematografica è originato da due straordinari libri di recente uscita (edizioni Adelphi): Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda e Il libro contro la morte di Elias Canetti. A Trieste le proiezioni si apriranno dal 15 al 21, presso il Teatro Miela, con una nutrita rassegna di film italiani, rigorosamente nella loro versione originale, per scoprire con pienezza l’opera di registi come Pietro Germi, Damiano Damiani, Ferdinando Maria Poggioli, Giorgio Bianchi, Elio Petri ed altri. Ci si soffermerà in seguito su altre cinematografie come quella greca (Dimos Theos in primis) e serbo- croata (Martinac, Gotovac, Pansini) dagli anni Cinquanta sino ai giorni nostri. L’intero programma al sito www.imilleocchi.com


 

Venezia: il Premio Lizzani 2017 dell’ANAC a Silvio Soldini per “Il colore nascosto delle cose”
8 settembre 2017

 

Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti, “esercenti coraggiosi” dell’anno, hanno assegnato il Premio Lizzani 2017 a Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini. Il riconoscimento intitolato al maestro e saggista del cinema italiano, Carlo Lizzani, e sostenuto da Roma Lazio Film Commission prevede che l’esercente premiato per la sua attività in favore del cinema di qualità “adotti” un film italiano scelto tra quelli presentati alla Mostra di Venezia, diventandone testimonial tra i suoi colleghi. Il film Il colore nascosto delle cose, interpretato da Valeria Golino e Adriano Giannini, prodotto da Lionello Cerri e Rai Cinema e da oggi distribuito nelle sale italiane da Videa, è una storia di delicata e sensibile dignità, che racconta l’incontro tra due mondi lontanissimi.

“Tra i numerosi film italiani presenti nelle varie sezioni della 74° Mostra del Cinema, che abbiamo guardato con soddisfatta curiosità, il film di Soldini rappresenta quanto il coraggio vada permanentemente nutrito. Valeria Golino con la sua interpretazione di Emma, una donna non vedente, dimostra come l’indipendenza e l’autonomia, da conquistarsi quotidianamente, siano la chiave per quella serenità indispensabile all’aprirsi all’altro”, così Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti hanno motivato la loro scelta.

Tra i riconoscimenti collaterali del festival, il Premio Lizzani ha l’obiettivo di riaffermare la centralità della visione sul grande schermo e far emergere il lavoro degli esercenti che operano nel difficile contesto italiano. Quest’anno l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha assegnato il riconoscimento proprio a Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti “per aver saputo coniugare al meglio capacità imprenditoriale, sensibilità culturale e sviluppo del territorio”. Francesi di nascita e italiani di adozione, Gérôme Bourdezeau e Dominique Battesti propongono quotidianamente nei loro cinema di Tarquinia e di Grottaferrata iniziative volte alla progressiva alfabetizzazione emozionale del giovane pubblico.

Il Premio Lizzani consiste in una targa che fu disegnata da Ettore Scola per la prima edizione.

Il Premio Lizzani è realizzato con il sostegno di Roma Lazio Film Commission e Raggio Verde


 

CS – Presentati oggi i decreti attuativi della nuova Legge Cinema. Le prime reazioni dell’Anac
4 settembre 2017

 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici era presente alla conferenza stampa della Direzione Generale Cinema del Mibact a Venezia dove é stato illustrato in rapida sequenza l’enorme lavoro svolto dagli stessi uffici per la stesura dei decreti attuativi della nuova legge Cinema e dell’ Audiovisivo.

Ovviamente é troppo presto per fare un’analisi ed esprimere un’opinione, ma la prima impressione é che delle 25 pagine di osservazioni e proposte, consegnate a maggio al Ministro Dario Franceschini dalle associazioni  che si identificano in quel cinema italiano di qualità, pensato, realizzato, distribuito, proiettato al di fuori delle logiche dei broadcast,  (ANAC, WGI, SNCCI, AGICI, CNA CINEMA,  AFIC, CNC) ne sia stata recepita una parte infinitesimale. Ci sarà comunque  tempo e modo per fare un raffronto sui vari testi e produrre un consuntivo. In generale comunque l’intero impianto appare decisamente orientato sulle posizioni della parte del settore più industrialmente strutturata.

A prima vista si nota che ‎il tax credit, previsto per un totale di 221milioni, ha superato il 50% del fondo di sostegno il che rappresenta una quota eccesiva di automatismi e potrebbe configurare un possibile conflitto con le norme europee in materia di aiuti di stato.

Per quanto riguarda la ripartizione dei sostegni selettivi é apparso altresì evidente che alla scrittura, lo sviluppo, la produzione, la distribuzione e l’esercizio andranno  risorse pari solo a 32 milioni. Infatti pur essendo stati reperiti ulteriori 40 milioni dal Mibact per ridurre le conseguenze dell’inserimento nel 18% della quota selettiva degli enti pubblici, non si e’ avuto un incremento effettivo degli stessi  32 milioni. Infine, sempre ad una primissima lettura, appare anche troppo elevato il massimale di costo di 4 milioni deciso per le opere prime e seconde e per quelle realizzate dai giovani registi , quelle che saranno finanziate specificamente dai sostegni selettivi.

In ogni caso l’Anac chiederà subito un incontro con la DG Cinema per quanto riguarda la stesura dei bandi che stabiliranno le regole di attribuzione dei sostegni selettivi, la cui scrittura,  come dichiarato dalla DG nel corso della conferenza stampa, sarà effettuata entro la fine di settembre .

 


 
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