ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

Informazioni utili
28 gennaio 2010

 

Articolo di prossima pubblicazione.


 

COMUNICATO STAMPA SU CINECITTA’ NEWS
17 gennaio 2010

 

COMUNICATO STAMPA del 16 gennaio 2010

 L’ Associazione Nazionale Autori Cinematografici si unisce all’iniziativa del Sindacato Giornalisti Cinematografici per il sostegno dell’integrità di “Cinecittà News” che con il proprio lavoro ha quotidianamente espresso nel modo più serio il ruolo di testata giornalistica di un ente “pubblico”, diventando punto di riferimento dell’intero cinema italiano. In particolare riteniamo fondamentale il mantenimento e il rafforzamento del gruppo fondatore che insieme a Luciana Castellina ha inventato lo spirito e lo stile di un organo di informazione e diffusione dei nostri problemi assolutamente insostituibile. Augurandoci che le voci relative a manovre dirette e indirette di impoverimento del suo organico si rivelino prive di fondamento esprimiamo agli amici di Cinecittà News la nostra piena e combattiva solidarietà.


 

COMUNICATO STAMPA ANAC del 15/1/2010 su art. Repubblica
15 gennaio 2010

 

COMUNICATO STAMPA ANAC del 15/1/2010

 L’ ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici –  in merito all’articolo pubblicato su Repubblica e su Repubblica.it di oggi, intende chiarire che le tariffe applicate sui nuovi supporti di riproduzione digitale non sono da considerarsi una  tassa  ma una retribuzione sul lavoro  degli autori.  Questo meccanismo di remunerazione differita denominato Copia Privata consente, al tempo stesso, una grande libertà di acquisizione, circolazione e fruizione delle opere da parte di tutti i cittadini.   Tali disposizioni non sono altro che l’applicazione di quanto già stabilito da anni sui supporti analogici e sono già state recepite e applicate in tutti i Paesi europei.


 

Comunicato “Per la difesa dell’industria audiovisiva in Italia”

 

PER LA DIFESA DELL’INDUSTRIA AUDIOVISIVA IN ITALIA 

In tutti i paesi del mondo occidentale l’industria dell’audiovisivo è considerata una formidabile risorsa strategica per l’economia e la cultura.

La produzione di fiction, di cinema e di documentario genera enorme ricchezza, crea migliaia di posti di lavoro altamente qualificati e incide in modo determinante nell’elaborazione dei valori fondativi della comunità.

La capacità di produrre narrazione audiovisiva corrisponde alla capacità di un paese di raccontarsi  e comprendersi. Premessa necessaria al dialogo democratico tra i popoli e le nazioni.

Per questo la Comunità Europea invita gli Stati membri a programmare politiche economiche destinate allo sviluppo del settore audiovisivo.

 

Un invito che il Governo Italiano ha ora deciso di disattendere.

 

Il decreto legislativo che le commissioni di Camera e Senato si apprestano ad approvare, svela l’intenzione di questo governo di indebolire l’industria della produzione audiovisiva indipendente italiana.

 

I produttori, gli autori e i lavoratori del settore audiovisivo chiedono:

 

-         Che sia reintrodotta la norma che prevede l’attribuzione ai produttori indipendenti dei diritti residuali, condizioni minima necessaria allo sviluppo di un mercato dell’audiovisivo libero ed efficiente.

 

-         Che siano reintegrate le quote di programmazione di prodotto audiovisivo europeo indipendente “recente” nelle fasce di massimo ascolto del palinsesto televisivo.

 

-         Che siano immediatamente reintegrate le quote di investimento riservate al cinema e al documentario italiano.

 

-         Chiedono inoltre che venga al più presto aperto un tavolo di confronto tra il Governo, le associazioni di autori e produttori e i sindacati che porti a una riforma ampia e condivisa del sistema audiovisivo nello spirito delle indicazioni comunitarie.

 

Le associazioni dei produttori, degli autori e i sindacati convocano per Martedì 19 gennaio presidi di protesta di fronte alle sedi RAI, Mediaset e Sky per affermare con forza la loro opposizione a una norma che umilia un settore decisivo per l’economia e la cultura del nostro paese e mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro.

 

100autori (Associazione dell’autorialità cinetelevisiva)

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

APT (Associazione Produttori televisivi)

ART (Associazione Registi Televisivi)

SACT (Scrittori Associati di Cinema e Televisivone)

SAI (Sindacato Attori Italiani)

SLC-CGIL (Sindacato Lavoratori della Comunicazione)


 
 
 
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