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	<title>ANAC</title>
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	<description>Associazione Nazionale Autori Cinematografici</description>
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		<title>Documento dell&#8217;Esecutivo ANAC sulla legge cinema regionale</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 08:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un momento difficile come questo per il nostro cinema e considerato che non siamo riusciti ad ottenere dai governi precedenti una nuova legge nazionale, ci troviamo ad attribuire alla legislazione regionale un&#8217;importanza tutta particolare. In questo contesto caratterizzato dalla crisi economica e dalla scarsità  di risorse la Regione Lazio si trova ora ad affrontare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un momento difficile come questo per il nostro cinema e considerato che non siamo riusciti ad ottenere dai governi precedenti una nuova legge nazionale, ci troviamo ad attribuire alla legislazione regionale un&#8217;importanza tutta particolare.<br />
In questo contesto caratterizzato dalla crisi economica e dalla scarsità  di risorse la Regione Lazio si trova ora ad affrontare una serie di nodi e di scelte che caratterizzeranno il suo intervento.<br />
L’intervento pubblico regionale può essere orientato sostanzialmente secondo due direttive principali:  la creazione e il sostegno di un valido distretto  del Cinema e dell’audiovisivo  mettendo in campo una politica di ampio respiro  culturale e industriale.   E quindi, in questa logica, sviluppare ed escogitare le misure adeguate ad  assicurare  ai vari operatori, a tutti i livelli,  le facilitazioni finanziarie che permettano di fare il lavoro e di attrarre lavoro.<br />
L’altra azione fondamentale che caratterizza fortemente l’intervento pubblico è quella di finanziare la cultura e la ricerca.<br />
Sostenere quindi il pluralismo produttivo, la ricerca, la qualità cinematografica.<br />
L&#8217;ANAC ha sempre sostenuto che la forza del cinema italiano risiede soprattutto nella qualità e nell&#8217;originalità dei suoi film: fuori dalle cosiddette &#8220;logiche di mercato&#8221;, infatti, il cinema italiano si è affermato nel mondo per le sue qualità professionali e artistiche espresse da grandi personalità di autori che una politica produttiva intelligente aveva saputo far emergere, fare esprimere e valorizzare. Noi riteniamo che anche oggi serva una filosofia basata sulla qualità e sulla creatività delle nostre forze sia imprenditoriali che artistiche.<br />
Noi vogliamo avviare una collaborazione con questo assessorato e con tutte le organizzazioni  professionali  interessate per individuare le vie migliori per una politica oculata che eviti di sperperare in mille rivoli  risorse  pubbliche importanti.<br />
Quello che  vogliamo ribadire è che l&#8217;intervento dello Stato non può essere &#8211; a maggior ragione oggi &#8211; a pioggia ma deve essere il risultato di precise scelte di politica culturale.<br />
La  collaborazione che intendiamo avviare sarà ad ampio spettro:  riguarderà le normative, le strutture, i luoghi della cultura.</p>
<p>Per quanto riguarda le normative noi crediamo che questa legge sia  ampiamente insufficiente e che quindi occorra una nuova legge regionale che sia davvero utile a un rilancio del nostro cinema.<br />
E quindi nell’ambito della collaborazione ad ampio spettro va costituito un comitato permanente composto dalle forze sociali professionali e culturali della regione che affianchi l&#8217;assessorato nell&#8217;individuazione sia dei principi di fondo che dei meccanismi attuativi.<br />
Ci rendiamo conto tuttavia che i tempi di una nuova legge non sono comunque brevi e dunque è intanto indispensabile valutare quali sono i punti negativi e da correggere rapidamente della legge regionale attualmente vigente e i possibili miglioramenti:</p>
<p>1. Il Centro regionale per il cinema e l&#8217;audiovisivo.<br />
Mentre a livello nazionale è un punto giusto e necessario, per il livello regionale invece la creazione di un ente pubblico finirebbe da un lato per trasformarsi in carrozzone burocratico e dall&#8217;altro per assorbire una parte cospicua delle poche risorse disponibili per il cinema.<br />
Quindi va eliminato il capitolo IV  che norma il centro regionale e va eliminata la norma che rende possibile alla regione di creare o far parte di società esterne.  Elemento che rende concreto il rischio che la gestione di fondi e risorse pubbliche sia privatizzata.<br />
Al posto del centro  andrebbe individuata un unico punto di riferimento all’interno dell’Assessorato – creata, ad esempio, una Direzione Cinema  e uno sportello unico.</p>
<p>2.  Dare  reale forza e impulso alla concertazione.<br />
Come abbiamo detto: l&#8217;assessorato deve essere affiancato da un comitato permanente composto dai rappresentati delle associazioni professionali degli autori, dei produttori, dei distributori e degli esercenti insieme alle forze sociali e culturali della regione.</p>
<p>3. Criteri di assegnazione dei fondi.<br />
Il comitato permanente  deve avere come compito immediato di avviare la programmazione per quest’anno  e cominciare a individuare le forme per  il programma triennale.</p>
<p>a) Oltre all&#8217;erogazione di servizi, la regione deve sostenere la produzione indipendente mediante forme di cofinanziamento, finanziamento, prestiti a tasso agevolato, forme di anticipazione di contratti. Il finanziamento deve riguardare tutto il processo creativo e produttivo con particolare riferimento ai film a basso costo, al cinema d&#8217;autore e alle giovani generazioni.<br />
L’attuale forma di finanziamento  è dovuta non solo alla legge ma ad una diversa delibera  e risponde alla logica  di  un intervento per favorire il lavoro nel Lazio.<br />
Occorre  superare questa logica e  quindi individuare fondi certi specifici  per favorire l’ideazione, la produzione, per promuovere e sostenere la distribuzione  di cinematografia di qualità, di ricerca, che promuova la conoscenza.   Fondi non erogati  in conto capitale ma in anticipo con procedure agili.</p>
<p>b) Sostegno regionale alle monosale, alle &#8220;sale di città&#8221;, alle sale d&#8217;essai e alle sale dell&#8217;associazionismo culturale, anche attraverso un fondo destinato al recupero e alla riconversione di spazi pubblici inutilizzati. Politiche economiche che facilitino l&#8217;accesso alla fruizione del cinema nelle sale.<br />
Va creato un fondo per la digitalizzazione delle sale.</p>
<p>5. Ammortizzatori sociali per i lavoratori del cinema e dell&#8217;audiovisivo,</p>
<p>6. Rielaborare tutto ciò che riguarda le politiche regionali per la formazione professionale.</p>
<p>I fondi<br />
Attualmente   i fondi indicati dalla legge in vigore  (15 milioni  essenzialmente in conto capitale)  sono divisi  tra cinema e fiction televisiva:  10 milioni al primo, 5 milioni al secondo.<br />
Noi crediamo che questo sia un errore.<br />
Vista la carenza delle risorse è necessaria una decisione su cosa si vuole fare se si vuole realmente incidere nella realtà.</p>
<p>Vogliamo rilevare che la tv italiana è  incentrata massimamente su un duopolio e vive una situazione normativa dove i diritti sono sequestrati. (i produttori sono costretti a cedere i diritti derivati).<br />
La produzione è stabilita essenzialmente dai network (in particolare Rai e Mediaset).<br />
La fiction gode già di robusti finanziamenti pubblici e, una volta prodotta, ha il suo canale distributivo assicurato.<br />
Visti tutti questi elementi chiediamo che i 5 milioni siano utilizzati per il cinema  e vadano in particolar modo a sostenere la produzione e la distribuzione  di cinema indipendente.</p>
<p>Per quanto riguarda gli altri temi di importanza per il settore nella Regione Lazio, indichiamo subito due argomenti:   Cinecittà e il Festival del film di Roma<br />
Appare evidente che la Regione deve  inquadrare Cinecittà  tra le sue priorità  e avviare un ampia concertazione  che la veda coinvolta con le istituzioni dello Stato e del comune insieme alle associazioni del settore.<br />
In particolare teniamo che la gestione di “Cinecittà studios” torni ad esseri pubblica. Riteniamo che l’efficacia della privatizzazione e la sua reale rispondenza verso gli obiettivi dichiarati di rilancio sia venuta meno e quindi occorra operare una decisa inversione di marcia.<br />
Per quanto riguarda il Festival  del film: da tempo si cerca inutilmente di dare un’anima, un profilo, un’identità riconoscibile a questo evento.<br />
Noi da tempo  abbiamo avanzato la proposta di farlo diventare un momento importante per il rilancio del cinema indipendente.<br />
La proposta deve essere legata all’avvio di un’attività permanente che abbia nel festival il suo centro di avvio, di sviluppo e di approdo come vetrina internazionale.<br />
Questa attività permanente  si dovrebbe sviluppare nei diversi centri culturali  (le sale cittadine, nei centri culturali attualmente gestiti da  Zetema,  nelle biblioteche).<br />
Queste attività avrebbero anche lo scopo nel tempo di far radicare  un vero e proprio circuito alternativo.</p>
<p>Roma, 5 giugno 2013</p>
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		<title>Lettera al Presidente del Consiglio Enrico Letta</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 15:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo del cinema e dell’audiovisivo scrive una lettera &#8211; appello al Presidente del Consiglio Enrico Letta: “L’Italia insieme agli altri paesi europei per escludere la cultura e l’audiovisivo dai trattati commerciali tra Unione europea e Stati Uniti”. Associazioni, sindacati, imprese, registi e attori uniti per evitare l’abbattimento radicale del valore del prodotto culturale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del cinema e dell’audiovisivo scrive una lettera &#8211; appello al Presidente del Consiglio Enrico Letta: “L’Italia insieme agli altri paesi europei per escludere la cultura e l’audiovisivo dai trattati commerciali tra Unione europea e Stati Uniti”. Associazioni, sindacati, imprese, registi e attori uniti per evitare l’abbattimento radicale del valore del prodotto culturale e audiovisivo in tutta Europa.</p>
<p>“Il prossimo 14 Giugno – si scrive nella lettera al Presidente del Consiglio &#8211; i 27 Stati membri dell&#8217;Unione Europea saranno chiamati a pronunciarsi sulla versione definitiva del mandato negoziale che definirà gli accordi commerciali di libero scambio fra l&#8217;Europa e gli Stati Uniti. Dovranno cioè votare – tra l’altro &#8211; a favore o contro l&#8217;esclusione delle opere e dei servizi culturali e audiovisivi dal perimetro della nascente trattativa. Vent’anni fa l’espressione « eccezione culturale » ha consentito la nascita dell’industria di produzione culturale europea di oggi. Adesso è il momento di adeguare quella definizione alle tecnologie e ai tempi nuovi.” “Nei discorsi programmatici di insediamento del Suo Esecutivo, &#8211; continua la lettera &#8211; Lei ha tracciato un segno di forte discontinuità con il passato, individuando proprio nell’industria culturale una grande risorsa e, ancor più, una grande opportunità per lo sviluppo del Paese, sulla quale l’azione del Governo intende puntare. Ci preoccupa quindi quanto contenuto nelle “linee rosse” della Commissione Europea, poiché non evidenziano nulla di tutto questo: né politiche per la diversità culturale, né uno spazio politico per indirizzare l’evoluzione della tecnologia digitale sono sufficienti. Possono essere dannosi, poiché rischiano di distogliere l’attenzione dalla vera posta in gioco, che è di natura tanto economica quanto culturale. Il mondo digitale non ha nazionalità, regime fiscale, barriere fisiche o adempimenti amministrativi. Subito dopo, la lettera indica quale sia la vera minaccia: “Gli operatori digitali americani oggi non hanno sedi, dipendenti, fatturato, fornitori, impegni, vincoli in Europa. Non investono in reti e contenuti né sui territori. Non creano valore, né valore aggiunto, né gettito fiscale. Non rispettano quindi le differenze, le considerano impedimenti. La liberalizzazione del mercato dei servizi audiovisivi abbatterebbe radicalmente e repentinamente il valore aggiunto generato dalle attuali filiere distributive del prodotto in tutta Europa, con danno per le imprese locali derivante da riduzione degli scambi sul mercato interno europeo, depressione della domanda di prodotto non mainstream e scarsissima capacità di accesso allo scaffale dei prodotti nazionali. La previsione di un rapidissimo processo di concentrazione delle funzioni di produzione e distribuzione fuori dall’Europa è coerente con quanto già accaduto fino ai primi anni del Duemila nell’industria statunitense dell’intrattenimento, che diventerebbe naturale interlocutore privilegiato dei nuovi giganti della distribuzione, con trasferimento oltreatlantico anche della funzione editoriale, attualmente invece molto diffusa in Europa.” “Noi vorremmo –conclude la lettera- che la Commissione negoziasse il futuro anche per noi. Per il nostro settore, per l’Italia e per l’Europa. Quindi noi semplicemente non vogliamo che in questo Trattato si negozi sulle opere e sui servizi culturali e audiovisivi, in nessuna forma, a partire dalle reti di distribuzione on line. Si tratta di una questione culturale ed economica: Confindustria stessa condivide questa nostra posizione e l’ha fatta propria.” E ancora: “Non sappiamo chi succederà agli attuali Commissari, né quale Parlamento Europeo sarà eletto a breve. Sappiamo invece che l’esclusione dell’audiovisivo dal mandato, in tutte le sue declinazioni ed articolazioni, consentirà ai singoli paesi di decidere quali debbano essere le proprie politiche di sviluppo in questo settore, oggi e in futuro. Il Parlamento Europeo si è espresso esattamente, chiaramente, a maggioranza schiacciante, in questo senso.  Vi chiediamo che i 29 punti dell’Italia siano a fianco della Francia, dell’Ungheria, della Grecia nel voto del 14 giugno, se il voto sarà a maggioranza qualificata. Per l’esclusione totale. Senza tatticismi o rinvii a tempi di cui nessuno conosce le grandezze. Senza paura di prendere una posizione forte, avendone le ragioni.” Per sostenere queste ragioni sarà lanciata una petizione pubblica da sottoscrivere on-line, la quale sarà presentata il 14 giugno a Strasburgo in vista della riunione dei ministri per il commercio estero dei 27 paesi membri. La riunione  darà alla Commissione Europea le linee direttrici per il negoziato, tra le quali quella relativa all’esclusione culturale della cultura e dell’audiovisivo.<br />
Roma, 4 giugno 2013</p>
<p>100AUTORI –Associazione della Autorialità Cinetelevisiva<br />
ACEC- Associazione Cattolica Esercenti Cinema<br />
AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema<br />
AGIS –Associazione Generale Italiana dello Spettacolo<br />
AGPC- Associazione Giovani Produttori Cinematografici<br />
AIDAC-Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi<br />
ANAC-Associazione Nazionale Autori Cinematografici<br />
ANEC –Associazione Nazionale Esercenti Cinema<br />
ANEM- Associazione Nazionale Esercenti Multiplex<br />
ANICA –Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali<br />
APE –Associazione Produttori Esecutivi<br />
APIL – Associazione Produttori Indipendenti Lombardia<br />
APT – Associazione Produttori Televisivi<br />
ART- Associazione Registi Fiction Televisiva<br />
ASIFA – Associazione Italiana Film d’Animazione<br />
CONFINDUSTRIA CULTURA ITALIA<br />
DOC/IT &#8211; Associazione Documentaristi Italiani<br />
ITALIAN FILM COMMISSIONS- Coordinamento delle Film Commission<br />
ISTITUTO GIURIDICO DELLO SPETTACOLO<br />
FICE – Federazione Italiana Cinema d’Essai<br />
FIDAC – Federazione Italiana delle Associazioni Cineaudiovisive<br />
FISTel -CISL<br />
LARA –Libera Associazione Rappresentanti Artisti<br />
MEDIASET<br />
MEDUSA FILM<br />
NUOVO IMAIE – Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti Esecutori<br />
RAI &#8211; RADIOTELEVISIONE ITALIANA<br />
SACT- Scrittori Associati di Cinema e Televisione Italiani<br />
SAI – Sindacato Attori Italiani<br />
SLC- CGIL<br />
SNCCI &#8211; Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani<br />
SNGCI -Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani<br />
UILCOM -UIL<br />
UNIVIDEO – Unione Italiana Editoria Audiovisiva</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>European Parliament votes to exclude AV-services from the EU-US trade negotiation mandate!</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 13:32:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella seduta plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha appena votato una risoluzione sui negoziati commerciali UE-USA (Transatlantic Trade e Investment Partnership &#8211; TTIP). Una larga maggioranza (381 voti a favore, 191 contrari e 17 astensioni) chiede che i servizi culturali e audiovisivi, anche on-line, siano  esclusi dal mandato di negoziazione, al fine di proteggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha appena votato una risoluzione sui negoziati commerciali UE-USA (Transatlantic Trade e Investment Partnership &#8211; TTIP). Una larga maggioranza (381 voti a favore, 191 contrari e 17 astensioni) chiede che i servizi culturali e audiovisivi, anche on-line, siano  esclusi dal mandato di negoziazione, al fine di proteggere la diversità culturale e linguistica dei paesi dell&#8217;Unione europea.<br />
Il link del comunicato stampa del Parlamento Europeo <a href="http://www.europarl.europa.eu/news/en/pressroom/content/20130520IPR08593/html/EUUS-trade-talks-keep-Parliament-on-board-MEPs-warn">http://www.europarl.europa.eu/news/en/pressroom/content/20130520IPR08593/html/EUUS-trade-talks-keep-Parliament-on-board-MEPs-warn</a></p>
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		<title>Excursus storico sul cinema  a cura di Alessandro Rossetti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 11:24:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa ricerca appartiene al più ampio lavoro fatto per il Libro bianco sul cinema italiano &#8220;Lo Stato delle cose&#8221; e non è stato pubblicato all&#8217;epoca per motivi di spazio. Scarica Excursus storico sul cinema in pdf &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca appartiene al più ampio lavoro fatto per il Libro bianco sul cinema italiano &#8220;Lo Stato delle cose&#8221; e non è stato pubblicato all&#8217;epoca per motivi di spazio.</p>
<p>Scarica <a href="http://www.anac-autori.it/online/wp-content/uploads/2013/05/Excursus-storico.pdf">Excursus storico</a> sul cinema in pdf</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Appello per la concessione della &#8220;Bacchelli&#8221; a Giuseppe Ferrara</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 08:51:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[ANACronista]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie ANAC]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la lettera che  il regista  Giuseppe Ferrara ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per richiedere l’applicazione nei suoi riguardi della Legge Bacchelli. L&#8217;ANAC ha sostenuto fin dall&#8217;inizio la richiesta. Alla c.a. dell’Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi Il.mo Signor Presidente, il sottoscritto Giuseppe FERRARA, regista e critico cinematografico, nato il 15/7/1932 a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo la lettera che  il regista  Giuseppe Ferrara ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per richiedere l’applicazione nei suoi riguardi della Legge Bacchelli. L&#8217;ANAC ha sostenuto fin dall&#8217;inizio la richiesta.</p>
<p>Alla c.a. dell’Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi</p>
<p>Il.mo Signor Presidente, il sottoscritto Giuseppe FERRARA, regista e critico cinematografico, nato il 15/7/1932 a Castelfiorentino in provincia di Firenze, residente &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;., desidera presentare all’attenzione della S.V. quanto segue. Fin dal 1959 il sottoscritto ha operato nel campo dell’arte cinematografica con la realizzazione di cortometraggi e lungometraggi che hanno sempre trattato temi di rilevante interesse sociale Tali opere hanno illustrato l’Italia e analizzato a fondo alcuni dei suoi più inquietanti misteri; tra le opere più note si ricorda “Cento giorni a Palermo” (1984), “Il Caso Moro” premiato a Berlino con l’Orso d’argento (1986), Giovanni Falcone (1993), Segreto di Stato (1995), I banchieri di Dio – Il Caso Calvi (2002), Guido che sfidò le Brigate Rosse (2005), che hanno riscosso un vasto consenso di pubblico e di critica. Il sottoscritto inoltre ha realizzato programmi radiofonici sulla cinematografia (terzo Programma 1964) e un ciclo di lezioni sul neorealismo italiano presso il Consorzio Toscano per le attività cinematografiche. Ha pubblicato inoltre saggi sui registi Luchino Visconti (1964) e Francesco Rosi e sul fenomeno del “Nuovo Cinema Italiano”. È stato anche docente di regia presso la Facoltà di “Scienze della Formazione” dell’Università di Perugia per il corso di “Scienze e Tecnologie della Produzione Artistica”. Oggi il sottoscritto, ottantenne, si trova a vivere purtroppo in una situazione di grave precarietà di salute, appesantita da un contesto di scarsa consistenza economica (percepisce una modesta pensione ed è colpito da sfratto esecutivo), condizioni queste che non gli permettono di svolgere decorosamente la propria vita quotidiana. Per i motivi sopra esposti, il sottoscritto alla S.V. di voler concedere allo stesso un congruo vitalizio in applicazione della legge Bacchelli n. 440/85, che gli permetta di vivere dignitosamente gli ultimi anni della propria vita. Con la speranza che la presente rchiesta sia accolta favorevolmente alla S.V. i più cordiali saluti</p>
<p>GIUSEPPE FERRARA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PIÙ AUDIOVISIVO, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ CULTURA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 13:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANACronista]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie ANAC]]></category>

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		<description><![CDATA[PIÙ AUDIOVISIVO, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ CULTURA Noi faremo la nostra parte Sono oggi inevitabili alcune riflessioni sul tema dell&#8217;audiovisivo nel nostro Paese. Per anni abbiamo studiato gli impatti economici dell&#8217;audiovisivo sui territori e possiamo affermare con scientifica certezza che, per ogni euro pubblico, le produzioni audiovisive ne generano sino a 6. La stessa Unione Europea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PIÙ AUDIOVISIVO, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ CULTURA<br />
Noi faremo la nostra parte</p>
<p>Sono oggi inevitabili alcune riflessioni sul tema dell&#8217;audiovisivo nel nostro Paese.<br />
Per anni abbiamo studiato gli impatti economici dell&#8217;audiovisivo sui territori e possiamo affermare con scientifica certezza che, per ogni euro pubblico, le produzioni audiovisive ne generano sino a 6. La stessa Unione Europea, con il Libro verde sulle industrie culturali e<br />
creative, afferma che i quasi sette milioni di addetti e la crescita del settore in tutto il continente, sono utili come fattore competitivo degli Stati membri e annuncia il varo di un ambizioso programma di sostegno denominato “Europa creativa”, dimostrando di credere<br />
al settore come leva di coesione e sviluppo.<br />
Mentre la media UE è del 2,2% del PIL, l&#8217;investimento pubblico in cultura in Italia scende all&#8217;1,1%.<br />
Chiediamo perciò al nuovo Governo, al Parlamento, a tutte le forze politiche, di rispondere al nostro appello con proposte di legge innovative, capaci di accogliere la sfida per l’innovazione e la crescita del Paese. Noi siamo pronti a fare la nostra parte.<br />
La liberalizzazione di servizi e contenuti audiovisivi è una delle poste in gioco nell’imminente negoziato europeo sul libero commercio con gli USA, paese che da luglio 2013 lancia un nuovo metodo di calcolo del PIL, in crescita del 3% grazie alla valorizzazione degli investimenti immateriali. Per questo oggi, dinanzi alla grave crisi economica che ci ha colpito, riteniamo non esista<br />
migliore strategia della promozione della cultura, dei media e degli audiovisivi nell’ottica della innovazione del Paese.</p>
<p>Che si può realizzare in alcuni semplici punti:</p>
<p>1. Rinnovare il tax credit ed estenderlo a tutte le opere audiovisive;<br />
2. Ripristinare il FUS ai livelli pre crisi, destinando la quota Cinema al sostegno delle attività di produzione audiovisiva e di esercizio, ai festival e alle iniziative in cantiere, al cinema d’essai e liberandolo dalla copertura dei costi fissi di strutture pubbliche;<br />
3. Introdurre un prelievo di scopo integrale sulla filiera degli utilizzatori successivi alla sala che coinvolga anche gli operatori della rete (siti e provider, over-the-top e telecom), favorendo la creazione di piattaforme di commercializzazione e fruizione legali, per ristabilire il corretto rapporto economico tra le opere e il pubblico che le sceglie, su qualsiasi mezzo;<br />
4. Varare una severa disciplina antitrust, verticale e orizzontale, per impedire ogni posizione dominante, anche sui territori;<br />
5. Varare una legge di riordino complessivo del sistema audiovisivo italiano che superi gli steccati tra cinema e tv, riconosca e disciplini le Film Commission, preveda una DG audiovisivo;<br />
6. Favorire l’attrazione di produzioni internazionali e l’ingresso d’investitoriprivati; così come l’export e l’internazionalizzazione delle nostre imprese;<br />
7. Sostenere l’esercizio, combattendo con decisione la pirateria, salvaguardando e ampliando l’offerta delle sale di città, favorendone il pieno adeguamento al digitale in ragione del ruolo che le sale svolgono come centri di cultura, d’intrattenimento, di centro di socialità e aggregazione;<br />
8. Inserire e articolare lo studio del cinema e del linguaggio audiovisivo nei programmi didattici delle scuole italiane a partire dalle prime classi della scuola dell’obbligo.</p>
<p>Le imprese dell’audiovisivo, gli autori, le Film Commission, i festival, le sale cinematografiche sono produttori di reddito e di ricchezza culturale; contribuiscono a diffondere la nostra diversità culturale nel mondo e attraggono investimenti esteri in Italia.<br />
Un Paese competitivo non può rinunciare alla sua industria più avanzata in termini d’innovazione e creatività.</p>
<p>Sottoscritto da:</p>
<p>ANICA – Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali<br />
APT – Associazione produttori televisivi<br />
ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema<br />
100AUTORI – Associazione dell’autorialità Cinetelevisiva<br />
ITALIAN FILM COMMISSIONS – Coordinamento delle Film Commission italiane<br />
AFIC – Associazione festival italiani di cinema<br />
AGPCI – Associazione giovani produttori cinematografici italiani<br />
APE – Associazione produttori esecutivi italiani<br />
FICE – Federazione italiana cinema d’essai<br />
ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema<br />
DOC.IT – Associazione documentaristi italiani<br />
SNCCI – Sindacato nazionale critici cinematografici italiani<br />
SNGCI – Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani<br />
APIL – Associazione produttori indipendenti Lombardia<br />
ANAC – Associazione nazionale autori cinematografici<br />
ART – Associazione registi della fiction televisiva<br />
ASIFA – Associazione italiana film d’animazione</p>
<p>Roma, 3 maggio 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il cinema italiano: “così ci fermiamo”. – Appello urgente al nuovo Ministro</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 16:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANACronista]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cinema si ferma. Questa è la realtà che attende il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali al quale tutte le associazioni del settore chiedono un intervento immediato rinnovando allarme e preoccupazione. La riduzione di oltre 20 milioni (oltre il 20 %) delle risorse pubbliche disponibili per l’intera filiera cinematografica annuncia l’inevitabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="post">
<p>Il cinema si ferma. Questa è la realtà che attende il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali al quale tutte le associazioni del settore chiedono un intervento immediato rinnovando allarme e preoccupazione. La riduzione di oltre 20 milioni (oltre il 20 %) delle risorse pubbliche disponibili per l’intera filiera cinematografica annuncia l’inevitabile blocco di tutte le attività del settore: dalla produzione alla distribuzione, dall’esercizio alla promozione con gravissime ricadute anche sull’occupazione di centinaia di migliaia di lavoratori. Pur nel quadro drammatico di una crisi economica generale, le associazioni del settore ritengono indifferibili soluzioni per impedire una paralisi di tutti i comparti del cinema.</p>
<p>Per questo il nuovo Ministro riceverà già nei prossimi giorni un quadro articolato delle emergenze e anche una “ricognizione” utile a possibili soluzioni. Il ridimensionamento delle risorse vanifica il sostegno pubblico che tutti i Paesi europei riconoscono al cinema e alla cultura. Ciò accade proprio nel momento in cui, nonostante tutto, il cinema italiano riscuote nuovi e importanti riconoscimenti di attenzione all’estero e si prepara al confronto internazionale al Festival di Cannes.</p>
<p>Il nuovo Ministro dimostri concretamente la volontà politica di intervenire con un’immediata inversione di tendenza reintegrando i tagli, per esempio, con quanto sarà ricavato dalla vendita delle frequenze televisive. Sarebbe un primo gesto concreto di risarcimento recuperando risorse da parte di chi utilizza l’audiovisivo senza reinvestire nella produzione.</p>
<p>Il comunicato è firmato dalle sigle rappresentative degli industriali del settore, degli autori, dei critici, dei giornalisti, dei festival e dei lavoratori del settore:</p>
<p><strong>AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema – ANAC –  100 Autori – ANEC – ANICA, Sezione Produttori -Segreteria unitaria SLC CGIL, Fistel CISL, Uilcom UIL –  SNCCI – SNGCI</strong></p>
</div>
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		<title>COMUNICATO STAMPA Ass. Audiovisivo su SIAE</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 11:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANACronista]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[TUTTE LE ASSOCIAZIONI DELL’AUDIOVISIVO  CONTRO LA NUOVA SIAE DEI CONFLITTI D’INTERESSE. Le associazioni più rappresentative del mondo della narrazione audiovisiva – Cinema, Fiction, Dialoghisti, Documentario, Cinema d’animazione – hanno istituito un tavolo d’emergenza per tutelare i propri interessi, nella gravissima situazione creatasi all’interno della Siae, uscita da un commissariamento ma piombata in un corto circuito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TUTTE LE ASSOCIAZIONI DELL’AUDIOVISIVO  CONTRO LA NUOVA SIAE DEI CONFLITTI D’INTERESSE.</p>
<p>Le associazioni più rappresentative del mondo della narrazione audiovisiva – Cinema, Fiction, Dialoghisti, Documentario, Cinema d’animazione – hanno istituito un tavolo d’emergenza per tutelare i propri interessi, nella gravissima situazione creatasi all’interno della Siae, uscita da un commissariamento ma piombata in un corto circuito di conflitti d’interesse occulti o palesi che sembra riportare indietro anni luce una Società che amministra e dovrebbe tutelare in piena trasparenza ed equidistanza il capitale culturale del Paese.</p>
<p>L’elezione dei nuovi organi sociali &#8211; sulla base del nuovo statuto che ha istituzionalizzato il criterio del censo come unica forma di diritto alla rappresentanza e ha costretto gli associati a partecipare ad un “porcellum” basato sul voto di liste precostituite, identico a quello che sta paralizzando la vita politica nazionale – ha escluso di fatto dalla gestione diretta le sezioni che, a causa della natura del diritto amministrato e della capacità contrattuale della Siae, presentano incassi inferiori a quelli di altri settori. In questo modo, il mondo della narrazione audiovisiva è stato messo ai margini della governance in una delicatissima fase di arbitrati in corso con Confindustria e Rai e di un contenzioso giudiziario con Sky, che da due anni ha unilateralmente deciso di non corrispondere più agli autori l’equo compenso previsto dalla legge.</p>
<p>Nel Comitato di gestione è entrato invece uno dei due ex vice commissari, a cui va la responsabilità o il “merito” di aver costruito il nuovo statuto a tutto vantaggio delle sezioni più “ricche”. Mentre nel Consiglio di sorveglianza è stato eletto un alto dirigente della Rai, cioè uno dei maggiori utilizzatori dei repertori amministrati dalla Siae, che però a sua volta controlla la Rai, in quanto la Società degli autori ed editori è l’unico socio del ministero del Tesoro nell’Assemblea degli azionisti, cui spetta la responsabilità di formalizzare ogni passaggio nella gestione del servizio pubblico radiotelevisivo.</p>
<p>In questa situazione, come primo passo irrinunciabile per garantire il controllo dei propri interessi e fino a quando gli autori riterranno di avvalersi ancora della Siae come intermediatore per la gestione dei propri diritti, le associazioni della narrazione audiovisiva hanno deciso di denunciare questi gravissimi conflitti di interesse occulti o palesi alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, ai Ministeri competenti, alle Commissioni parlamentari e a tutte le Autorità di controllo chiamati ad esprimere un parere vincolante o consultivo sul nuovo assetto della governance della Siae.</p>
<p>100AUTORI &#8211; Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva<br />
AIDAC &#8211; Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cine-televisivi<br />
ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici<br />
ART &#8211; Associazione Registi della Fiction Televisiva<br />
ASIFA &#8211; Associazione Italiana Film d&#8217;Animazione<br />
DOC/IT &#8211; Associazione Documentaristi italiani<br />
SACT &#8211; Scrittori Associati di Cinema e Televisione</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ELEZIONI SIAE</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 12:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANACronista]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie ANAC]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari Soci e Amici, il 6 Febbraio sono state presentate le liste di una coalizione di associazioni dell&#8217;audiovisivo in cui è presente anche l’ANAC per le elezioni SIAE del prossimo 1 marzo. Il nome della lista è TED: Trasparenza, Efficienza, Diritti. Le votazioni  saranno il 1 marzo presso il Palazzo dei Congressi – in V.le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Soci e Amici,</p>
<p>il 6 Febbraio sono state presentate le liste di una coalizione di associazioni dell&#8217;audiovisivo in cui è presente anche l’ANAC per le elezioni SIAE del prossimo 1 marzo.<br />
Il nome della lista è TED: Trasparenza, Efficienza, Diritti.<br />
Le votazioni  saranno il 1 marzo presso il Palazzo dei Congressi – in V.le della Pittura 50 – Roma EUR. E’ necessario registrarsi tra le 8 e le 11, poi inizierà l’Assemblea con le operazioni di voto, che potranno protrarsi anche per tutta la giornata.<br />
Si può anche delegare un altro a votare, e ogni delegato può avere fino a 10 deleghe.</p>
<p>IL PROGRAMMA DELLA NOSTRA COALIZIONE:</p>
<p>- Per sostenere le fondamentali battaglie sulla giusta valorizzazione e remunerazione dell’Equo Compenso intraprese in questi anni attraverso gli arbitrati RAI e Confindustria e il contenzioso Sky;<br />
- Per ottenere l’assoluta trasparenza dei bilanci delle singole sezioni e introdurre un principio di proporzionalità tra l’aggio pagato dagli associati nelle singole sezioni e i costi effettivamente sostenuti dalle sezioni per negoziare, esigere e ripartire i proventi del diritto;<br />
- Per migliorare l’efficienza della Sezione Cinema:<br />
•      è prima di tutto improrogabile che la struttura venga messa in condizione di monitorare la trasmissione dei repertori in modo preciso e documentabilmente completo;<br />
•      è inoltre necessario accelerare le procedure per ridurre i tempi che intercorrono tra la messa in onda della opere tutelate e la ripartizione dell’equo compenso agli aventi diritto;<br />
•      è infine necessario scorporare dalla sezione cinema i costi per la tenuta del Pubblico Registro Cinematografico.<br />
- Per affermare l’estensione del principio della copia privata ai provider.<br />
- Per incrementare l’azione a contrasto dei siti che sfruttano illegalmente le opere dell’audiovisivo e favorire politiche, nazionali ed europee, per la circolazione legale delle opere in rete, sul mercato locale e internazionale.</p>
<p>LA LISTA DEI CANDIDATI DELLA SEZIONE CINEMA:</p>
<p>1.     ANDREA PURGATORI<br />
2.     GIOVANNA KOCH<br />
3.     TONI BIOCCA<br />
4.     MARIANGELA BARBANENTE<br />
5.     GIUSEPPE LAGANA’<br />
6.     MICHELE CONFORTI<br />
7.     LUCIO GAUDINO<br />
8.     NICOLA LUSUARDI<br />
9.     MICHELE ALBERICO<br />
10.   ELEONORA DI FORTUNATO<br />
11.    LUCA RAVENNA</p>
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		<title>I PRESIDI CULTURALI a cura del MOVEM09</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 14:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANACronista]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi anni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non può esistere democrazia se non esiste crescita culturale. Non può esistere crescita culturale se non si insegna alle persone a conoscere, capire, apprezzare la Cultura in tutte le sue forme. IL DOCUMENTO LE RAGIONI della proposta I PRESIDI CULTURALI &#8211; il disegno del progetto LA GESTIONE IL RAPPORTO TRA I PRESIDI LE ISTITUZIONI INTERESSATE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non può esistere democrazia se non esiste crescita culturale. Non può esistere crescita culturale se non si insegna alle persone a conoscere, capire, apprezzare la Cultura in tutte le sue forme.</p>
<p>IL DOCUMENTO</p>
<p>LE RAGIONI della proposta<br />
I PRESIDI CULTURALI &#8211; il disegno del progetto<br />
LA GESTIONE<br />
IL RAPPORTO TRA I PRESIDI<br />
LE ISTITUZIONI INTERESSATE<br />
IL COINVOLGIMENTO DEI PRIVATI<br />
LO STARTUP DEL PROGETTO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I PRESIDI CULTURALI  &#8211; il disegno del progetto</p>
<p>Ciò che intendiamo per PRESIDIO CULTURALE è un organismo pubblico che, all’interno del territorio di un comune o di una circoscrizione comunale, funzioni  da centro propulsore per la promozione di:</p>
<p>a) attività funzionali all&#8217;educazione del cittadino per una consapevole fruizione dell&#8217;espressione culturale,<br />
b) eventi che rendano culturalmente vivo il territorio,<br />
c) attività per la tutela del patrimonio artistico e ambientale del territorio.</p>
<p>Le attività del Presidio sono aperte a persone di ogni età   (per la scuola elementare sono previste attività specifiche e mirate), con particolare attenzione per la fascia giovanile.  Il Presidio Culturale deve anche essere dotato di un proprio qualificato ufficio promozionale che favorisca la partecipazione dei giovani.</p>
<p>Si propone di attivare un Presidio Culturale in almeno ogni Comune o municipalità di 100.000 abitanti.</p>
<p>Al fine della crescita culturale del cittadino ogni Presidio ha 3 compiti:</p>
<p>1) organizzazione e gestione di attività e corsi<br />
Le attività e i corsi riguarderanno tutti i campi della cultura e dello spettacolo: spettacolo dal vivo, musica, cinema e audiovisivo, letteratura, scrittura creativa, arti visive, comunicazione, beni artistici, architettura, archeologia, ricerca scientifica, difesa dell’ambiente, innovazione tecnologica ecc.<br />
Le attività e i corsi avranno due scopi:<br />
1) affinare la capacità di fruizione di una determinata disciplina<br />
2) sperimentare attivamente tale disciplina.<br />
Va sottolineato che tali attività e corsi non intendono sostituirsi a quelli delle Scuole di Formazione Professionale e che è previsto, piuttosto, un dialogo costante tra l’attività amatoriale e quella del mondo del professionismo.</p>
<p>2) organizzazione e gestione di corsi e attività nelle scuole elementari<br />
Il Presidio collabora con le direzioni delle scuole elementari di zona per l’organizzazione di corsi di specifiche discipline artistiche pensati appositamente per i bambini, da effettuare nell’ambito scolastico, anche in collaborazione con altri operatori e soggetti culturali già attivi nel territorio. In particolare si pensa alla musica e all’insegnamento dell’uso di strumenti musicali, al teatro e a tutte quelle forme espressive che creino aggregazione tra i bambini, sviluppino la loro creatività e la sensibilità alle forme del bello.</p>
<p>3) Coordinamento dei &#8220;luoghi di cultura&#8221; di zona<br />
Il Presidio Culturale ha una sede che comprende gli uffici, gli spazi per i laboratori multidisciplinari, una sala multifunzionale per le arti performative (teatro, musica, cinema, danza ecc.) e almeno uno spazio ove sia possibile l’aggregazione e la libera attività culturale .</p>
<p>Laddove esistano nel territorio spazi ed organizzazioni culturali già attive, il compito del Presidio è quello di creare una rete sinergica che armonizzi  e sviluppi le singole attività.<br />
Nel caso che il territorio sia sprovvisto di tali strutture, compito del Presidio è quello di attivarsi, coinvolgendo cittadini e operatori,  affinché sia garantita la loro presenza.</p>
<p>Al fine di rendere culturalmente vivo il territorio,<br />
il Presidio si pone  l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nell’organizzazione, ad esempio, di mostre di arti visive o di fotografia, di concerti, di spettacoli teatrali, di rassegne di film ecc. anche in sinergia con realtà professionistiche.</p>
<p>Al fine della tutela del patrimonio artistico e  ambientale<br />
il Presidio  ha il compito di coinvolgere i partecipanti in un’azione di monitoraggio del patrimonio artistico, architettonico e urbanistico del territorio, anche  in collaborazione con le organizzazioni no profit tematiche.</p>
<p>Oltre al monitoraggio, i cittadini potranno avanzare propri progetti e anche partecipare, affiancando le istituzioni o le associazioni, all’opera di risanamento.<br />
MODALITA’ DI GESTIONE</p>
<p>Il Presidio Culturale è un soggetto pubblico ospitato da uno spazio di proprietà pubblica, anche recuperando spazi già esistenti. Tuttavia il cuore del progetto risiede in una gestione attiva e partecipata da parte dei cittadini, delle associazioni e degli operatori culturali del territorio.<br />
Affinché sia garantita ed efficace tale gestione partecipata, sarà necessario individuare gli strumenti giuridici più idonei.</p>
<p>Quale sia la modalità di gestione definita è comunque inderogabile che abbia due caratteristiche:<br />
- che sia individuata con criteri trasparenti<br />
- che abbia caratteristiche di continuità nel tempo, ovvero che sia svincolata dalle logiche dell&#8217; avvicendamento politico.</p>
<p>L’operatività di gestione sarà garantita da:</p>
<p>- figure amministrative/manageriali, anche con compiti di ricerca e acquisizione di fondi .<br />
- figure di coordinamento delle attività, garanti del corretto perseguimento delle finalità stabilite.<br />
- figure addette alle comunicazioni : sito, blog, giornale di zona ecc.<br />
-professionisti esperti nelle diverse discipline.</p>
<p>Ognuna di queste figure dovrà corrispondere a parametri di idoneità e sarà scelta dal gruppo di gestione in base a criteri di selezione trasparenti  (a partire dai curricula), anche con la collaborazione e il supporto delle maggiori associazioni dei vari settori culturali e artistici.</p>
<p>Ogni gruppo di gestione, ovviamente in sinergia con gli operatori del territorio,  lavorerà in autonomia e completa libertà di immaginare e organizzare la propria attività al fine di perseguire le finalità del Presidio. Poiché tra queste compare l&#8217;allenamento all&#8217;assunzione di responsabilità, il gruppo di gestione si adopera affinché parte degli oneri della conduzione quotidiana della Sede sia svolto con turni di volontariato per attività quali: pulizia, piccole manutenzione, segreteria ecc. Ciò perché il senso di appartenenza si sviluppa anche con la cura dell’ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IL RAPPORTO TRA I PRESIDI</p>
<p>E&#8217; di sinergia / collaborazione.</p>
<p>- sinergia: la cittadinanza è invitata a frequentare il Presidio della propria zona ma, nel caso non vi trovi corsi della disciplina a cui è interessato, deve avere la possibilità di frequentarli nel Presidio di altre zone.</p>
<p>-collaborazione: due o più Presidi possono collaborare nell&#8217;organizzazione di eventi che coinvolgano la cittadinanza di più circoscrizioni comunali (o più comuni).</p>
<p>I Presidi sono sottoposti a una sorta di &#8220;controllo qualità&#8221; che tenga conto di più parametri, non solo quantitativi ma anche qualitativi: ad esempio, la capacità di mantenere lo stato di salute e del decoro degli edifici del  Presidio oppure di attirare sponsor; il parere dei Consigli di circoscrizione (o dei comuni) e, soprattutto, il gradimento espresso dalla cittadinanza, rilevato con appositi sondaggi.</p>
<p>E’ auspicabile che l&#8217;eccellenza qualitativa venga poi riconosciuta attraverso l’incremento di fondi, borse di studio o altri  riconoscimenti per tutti i partecipanti alle attività.</p>
<p>LE ISTITUZIONI INTERESSATE</p>
<p>Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, le Regioni, i Comuni e, nelle città oltre i 250.000 abitanti, le Circoscrizioni Comunali.</p>
<p>I controlli<br />
Sarà indispensabile la creazione di un organismo di controllo del bilancio dei singoli Presidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IL COINVOLGIMENTO DEI PRIVATI</p>
<p>Il Presidio, così come disegnato nel nostro progetto, assume un notevole   peso sociale, quindi è da considerarsi un appetibile mezzo per forme di pubblicità indiretta, soprattutto per target di zona. E’ ipotizzabile, quindi, il concorso di privati in forme da definire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LO STARTUP DEL PROGETTO</p>
<p>Il Progetto Presidi necessita di un periodo di sperimentazione per testarne funzionamento, costi e resa sociale.<br />
Per tale ragione la nostra proposta, al momento, si rivolge in particolare alla Regione Lazio per l&#8217;attivazione di un numero limitato di Presidi in Municipi di Roma e in almeno due comuni della Regione. Sarà possibile, dopo un congruo periodo di sperimentazione, valutare le incidenze sul territorio e progettare l’estensione del progetto a nuove realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le associazioni del Movem09 che promuovono la presente proposta per i Presìdi Culturali sono:</p>
<p>ANAC &#8211; Ass. Nazionale Autori Cinematografici;  ANART -Ass. Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali; ApTI &#8211; Ass. per il teatro Italiano; ARCI;  ART. 9 Cultura &amp; Spettacolo; ARTICOLO 21 &#8211; Associazione giornalisti; ASC &#8211; Ass.  Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori; ASSTeatro &#8211; Associazione Sindacale Scrittori Teatro;  FIDAC  &#8211; Federazione Italiana Associazioni Cineaudiovisivo; FEDERAZIONE CEMAT &#8211; Ente di Promozione Musicale; FED.IT.ART;  IndiCinema ; NUOVA CONSONANZA; RITMO &#8211; Rete Italiana Musicisti Organizzati;  SAI &#8211; Sindacato Attori Italian</p>
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