ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

PIÙ AUDIOVISIVO, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ CULTURA
3 maggio 2013

 

PIÙ AUDIOVISIVO, PIÙ INNOVAZIONE, PIÙ CULTURA
Noi faremo la nostra parte

Sono oggi inevitabili alcune riflessioni sul tema dell’audiovisivo nel nostro Paese.
Per anni abbiamo studiato gli impatti economici dell’audiovisivo sui territori e possiamo affermare con scientifica certezza che, per ogni euro pubblico, le produzioni audiovisive ne generano sino a 6. La stessa Unione Europea, con il Libro verde sulle industrie culturali e
creative, afferma che i quasi sette milioni di addetti e la crescita del settore in tutto il continente, sono utili come fattore competitivo degli Stati membri e annuncia il varo di un ambizioso programma di sostegno denominato “Europa creativa”, dimostrando di credere
al settore come leva di coesione e sviluppo.
Mentre la media UE è del 2,2% del PIL, l’investimento pubblico in cultura in Italia scende all’1,1%.
Chiediamo perciò al nuovo Governo, al Parlamento, a tutte le forze politiche, di rispondere al nostro appello con proposte di legge innovative, capaci di accogliere la sfida per l’innovazione e la crescita del Paese. Noi siamo pronti a fare la nostra parte.
La liberalizzazione di servizi e contenuti audiovisivi è una delle poste in gioco nell’imminente negoziato europeo sul libero commercio con gli USA, paese che da luglio 2013 lancia un nuovo metodo di calcolo del PIL, in crescita del 3% grazie alla valorizzazione degli investimenti immateriali. Per questo oggi, dinanzi alla grave crisi economica che ci ha colpito, riteniamo non esista
migliore strategia della promozione della cultura, dei media e degli audiovisivi nell’ottica della innovazione del Paese.

Che si può realizzare in alcuni semplici punti:

1. Rinnovare il tax credit ed estenderlo a tutte le opere audiovisive;
2. Ripristinare il FUS ai livelli pre crisi, destinando la quota Cinema al sostegno delle attività di produzione audiovisiva e di esercizio, ai festival e alle iniziative in cantiere, al cinema d’essai e liberandolo dalla copertura dei costi fissi di strutture pubbliche;
3. Introdurre un prelievo di scopo integrale sulla filiera degli utilizzatori successivi alla sala che coinvolga anche gli operatori della rete (siti e provider, over-the-top e telecom), favorendo la creazione di piattaforme di commercializzazione e fruizione legali, per ristabilire il corretto rapporto economico tra le opere e il pubblico che le sceglie, su qualsiasi mezzo;
4. Varare una severa disciplina antitrust, verticale e orizzontale, per impedire ogni posizione dominante, anche sui territori;
5. Varare una legge di riordino complessivo del sistema audiovisivo italiano che superi gli steccati tra cinema e tv, riconosca e disciplini le Film Commission, preveda una DG audiovisivo;
6. Favorire l’attrazione di produzioni internazionali e l’ingresso d’investitoriprivati; così come l’export e l’internazionalizzazione delle nostre imprese;
7. Sostenere l’esercizio, combattendo con decisione la pirateria, salvaguardando e ampliando l’offerta delle sale di città, favorendone il pieno adeguamento al digitale in ragione del ruolo che le sale svolgono come centri di cultura, d’intrattenimento, di centro di socialità e aggregazione;
8. Inserire e articolare lo studio del cinema e del linguaggio audiovisivo nei programmi didattici delle scuole italiane a partire dalle prime classi della scuola dell’obbligo.

Le imprese dell’audiovisivo, gli autori, le Film Commission, i festival, le sale cinematografiche sono produttori di reddito e di ricchezza culturale; contribuiscono a diffondere la nostra diversità culturale nel mondo e attraggono investimenti esteri in Italia.
Un Paese competitivo non può rinunciare alla sua industria più avanzata in termini d’innovazione e creatività.

Sottoscritto da:

ANICA – Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali
APT – Associazione produttori televisivi
ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema
100AUTORI – Associazione dell’autorialità Cinetelevisiva
ITALIAN FILM COMMISSIONS – Coordinamento delle Film Commission italiane
AFIC – Associazione festival italiani di cinema
AGPCI – Associazione giovani produttori cinematografici italiani
APE – Associazione produttori esecutivi italiani
FICE – Federazione italiana cinema d’essai
ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema
DOC.IT – Associazione documentaristi italiani
SNCCI – Sindacato nazionale critici cinematografici italiani
SNGCI – Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani
APIL – Associazione produttori indipendenti Lombardia
ANAC – Associazione nazionale autori cinematografici
ART – Associazione registi della fiction televisiva
ASIFA – Associazione italiana film d’animazione

Roma, 3 maggio 2013

 

 

 

 


 

Il cinema italiano: “così ci fermiamo”. – Appello urgente al nuovo Ministro
24 aprile 2013

 

Il cinema si ferma. Questa è la realtà che attende il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali al quale tutte le associazioni del settore chiedono un intervento immediato rinnovando allarme e preoccupazione. La riduzione di oltre 20 milioni (oltre il 20 %) delle risorse pubbliche disponibili per l’intera filiera cinematografica annuncia l’inevitabile blocco di tutte le attività del settore: dalla produzione alla distribuzione, dall’esercizio alla promozione con gravissime ricadute anche sull’occupazione di centinaia di migliaia di lavoratori. Pur nel quadro drammatico di una crisi economica generale, le associazioni del settore ritengono indifferibili soluzioni per impedire una paralisi di tutti i comparti del cinema.

Per questo il nuovo Ministro riceverà già nei prossimi giorni un quadro articolato delle emergenze e anche una “ricognizione” utile a possibili soluzioni. Il ridimensionamento delle risorse vanifica il sostegno pubblico che tutti i Paesi europei riconoscono al cinema e alla cultura. Ciò accade proprio nel momento in cui, nonostante tutto, il cinema italiano riscuote nuovi e importanti riconoscimenti di attenzione all’estero e si prepara al confronto internazionale al Festival di Cannes.

Il nuovo Ministro dimostri concretamente la volontà politica di intervenire con un’immediata inversione di tendenza reintegrando i tagli, per esempio, con quanto sarà ricavato dalla vendita delle frequenze televisive. Sarebbe un primo gesto concreto di risarcimento recuperando risorse da parte di chi utilizza l’audiovisivo senza reinvestire nella produzione.

Il comunicato è firmato dalle sigle rappresentative degli industriali del settore, degli autori, dei critici, dei giornalisti, dei festival e dei lavoratori del settore:

AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema – ANAC –  100 Autori – ANEC – ANICA, Sezione Produttori -Segreteria unitaria SLC CGIL, Fistel CISL, Uilcom UIL –  SNCCI – SNGCI


 

COMUNICATO STAMPA Ass. Audiovisivo su SIAE
27 marzo 2013

 

TUTTE LE ASSOCIAZIONI DELL’AUDIOVISIVO  CONTRO LA NUOVA SIAE DEI CONFLITTI D’INTERESSE.

Le associazioni più rappresentative del mondo della narrazione audiovisiva – Cinema, Fiction, Dialoghisti, Documentario, Cinema d’animazione – hanno istituito un tavolo d’emergenza per tutelare i propri interessi, nella gravissima situazione creatasi all’interno della Siae, uscita da un commissariamento ma piombata in un corto circuito di conflitti d’interesse occulti o palesi che sembra riportare indietro anni luce una Società che amministra e dovrebbe tutelare in piena trasparenza ed equidistanza il capitale culturale del Paese.

L’elezione dei nuovi organi sociali – sulla base del nuovo statuto che ha istituzionalizzato il criterio del censo come unica forma di diritto alla rappresentanza e ha costretto gli associati a partecipare ad un “porcellum” basato sul voto di liste precostituite, identico a quello che sta paralizzando la vita politica nazionale – ha escluso di fatto dalla gestione diretta le sezioni che, a causa della natura del diritto amministrato e della capacità contrattuale della Siae, presentano incassi inferiori a quelli di altri settori. In questo modo, il mondo della narrazione audiovisiva è stato messo ai margini della governance in una delicatissima fase di arbitrati in corso con Confindustria e Rai e di un contenzioso giudiziario con Sky, che da due anni ha unilateralmente deciso di non corrispondere più agli autori l’equo compenso previsto dalla legge.

Nel Comitato di gestione è entrato invece uno dei due ex vice commissari, a cui va la responsabilità o il “merito” di aver costruito il nuovo statuto a tutto vantaggio delle sezioni più “ricche”. Mentre nel Consiglio di sorveglianza è stato eletto un alto dirigente della Rai, cioè uno dei maggiori utilizzatori dei repertori amministrati dalla Siae, che però a sua volta controlla la Rai, in quanto la Società degli autori ed editori è l’unico socio del ministero del Tesoro nell’Assemblea degli azionisti, cui spetta la responsabilità di formalizzare ogni passaggio nella gestione del servizio pubblico radiotelevisivo.

In questa situazione, come primo passo irrinunciabile per garantire il controllo dei propri interessi e fino a quando gli autori riterranno di avvalersi ancora della Siae come intermediatore per la gestione dei propri diritti, le associazioni della narrazione audiovisiva hanno deciso di denunciare questi gravissimi conflitti di interesse occulti o palesi alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, ai Ministeri competenti, alle Commissioni parlamentari e a tutte le Autorità di controllo chiamati ad esprimere un parere vincolante o consultivo sul nuovo assetto della governance della Siae.

100AUTORI – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva
AIDAC – Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cine-televisivi
ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici
ART – Associazione Registi della Fiction Televisiva
ASIFA – Associazione Italiana Film d’Animazione
DOC/IT – Associazione Documentaristi italiani
SACT – Scrittori Associati di Cinema e Televisione

 


 

COMUNICATO STAMPA del 24/1/2013
25 gennaio 2013

 

L’ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) esprime soddisfazione per la firma, da parte dei Ministri dei Beni Culturali e dello Sviluppo Economico, al regolamento di attuazione della legge 122 del 1998 che, finalmente e dopo quindici anni di attesa, fornisce le regole per gli investimenti (e per la messa in onda) nel cinema italiano da parte delle emittenti televisive.
L’ANAC, che fortemente si impegnò per l’elaborazione e l’approvazione della legge 122, dichiara, oggi, la sua volontà di continuare ad impegnarsi e a vigilare affinché questo provvedimento possa realmente, come nello spirito della legge del 1998, costituire la base per un nuovo e diverso modo di produrre e di pensare il cinema.
Occorre, anche in vista di una nuova legge di sistema per la cinematografia, che questo provvedimento venga inteso, da tutti coloro che operano nel cinema, come occasione di rinnovamento sia dei modelli produttivi e distributivi (attraverso la valorizzazione, e la creazione, di esperienze realmente indipendenti e l’uso delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie) sia di quelli creativi (liberando gli autori dall’oppressione del pensiero unico).
Solo se si andrà in questa direzione, anche apportando alcune correzioni all’attuale normativa, potremmo ipotizzare e progettare un vero rilancio del cinema italiano.
Se invece dovessimo considerare, gattopardescamente, questo provvedimento come un piccolo aiuto da utilizzare con gli strumenti e i modelli attuali, gli stessi che hanno contribuito a portare il cinema italiano nelle condizioni in cui versa, ci troveremmo di fronte ad una ennesima occasione sprecata, e non sappiamo se ce ne verranno concesse altre.

 


 

PERCORSI di CINEMA 2012
16 novembre 2012

 

Al via il 21 novembre  la nona edizione  della  rassegna “PERCORSI DI CINEMA”, a cura dell’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici -  organizzata in collaborazione con la Casa del Cinema di Roma e sostenuta dal MIBAC,  che si svolgerà tra novembre e dicembre con quattro appuntamenti alla Casa del Cinema a villa Borghese,.

Ad inaugurare la rassegna  mercoledì 21 novembre alle ore 16,00 sarà  “Cesare deve morire” di Paolo e Vittorio Taviani, film vincitore al festival di Berlino, al David di Donatello, ai Nastri d’Argento e selezionato per rappresentare all’oscar l’Italia come miglior film straniero. L’incontro con gli autori sul “percorso dall’idea al film” dopo la proiezione sarà  condotto da Ugo Gregoretti.

Secondo appuntamento mercoledì 28 novembre con il film di Emidio Greco “Notizie degli scavi”. Seguirà l’incontro con l’autore  condotto dallo sceneggiatore Piero Spila.

Il terzo appuntamento il 5 dicembre è con il film “Gli equilibristi” di Ivano De Matteo . A condurre l’incontro la sceneggiatrice Silvia Scola.

Chiuderà la rassegna il 12 dicembre “DIAZ Don’t clean up this blood” di Daniele Vicari, con l’incontro condotto dal regista Roberto Giannarelli.

La rassegna  Percorsi di Cinema, si è affermata come un vero e proprio “laboratorio creativo” attraverso il quale  trasmettere l’ esperienza personale nella realizzazione di un film.
La sua formula si è rivelata assai felice ed efficace. Un conduttore – anch’esso  autore -  permette al regista di ripercorrere con maggiore precisione  l’iter creativo dall’idea al film, dalle tematiche legate all’analisi critica, ad altri aspetti del lavoro di regia, quali le tecniche di ripresa, la composizione del cast tecnico e artistico, e le problematiche legate agli aspetti produttivi e distributivi.

Gli incontri sono filmati con tecnica digitale.
Tutti gli incontri delle  passate edizioni di Percorsi che hanno visto i grandi protagonisti del cinema italiano sono visibili sul sito ANAC www.anac-autori.it
PERCORSI di CINEMA : Mercoledì 21 e 28 novembre 5 e 12 dicembre ore 16,00 casa del Cinema a villa Borghese, Roma
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.



 

APPELLO per CINECITTA’
11 luglio 2012

 

Questo il testo dell’ appello promosso dall’ANAC

APPELLO DEGLI AUTORI ITALIANI E INTERNAZIONALI A GIORGIO NAPOLITANO PRESIDENTE  DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Gli studi di Cinecittà sono famosi in tutto il mondo come luogo d’eccellenza per la creazione di opere cinematografiche. Insieme ai suoi studi e ai suoi laboratori sono le straordinarie professionalità dei maestri costruttori e scultori, degli artigiani del gesso e dei macchinisti di scena ad aver attirato a Roma le più grandi produzioni europee e d’oltreoceano.
Ora il piano industriale dei privati che gestiscono gli Studios prevede da un lato lo smantellamento delle attività cinematografiche dall’altro la costruzione di alberghi e “centri benessere” avviando così quel processo di cementificazione e sfruttamento dell’area che alcuni dei più importanti imprenditori edili della regione meditano da tempo.
Per questo noi sottoscritti autori cinematografici rivolgiamo un appello al Presidente della Repubblica italiana e al Presidente del Consiglio perché intervengano urgentemente per impedire tutto ciò e perché Cinecittà e l’Istituto Luce tornino ad essere punto di riferimento produttivo del cinema mondiale e restituiti a quel ruolo pubblico di volano per il rinnovamento e il rilancio del cinema italiano.

Tra i primi firmatari

Gianni Amelio
Marco Bellocchio
Bernardo Bertolucci
Giuliana Gamba
Costantinos Costa Gavras
Antonio Falduto
Ugo Gregoretti
Wilma Labate
Carlo Lizzani
Ken Loach
Citto Maselli
Giuliano Montaldo
Franco Nero
Vanessa Redgrave
Alessandro Rossetti
Nino Russo
Massimo Sani
Pasquale Scimeca
Ettore Scola
Paolo Sorrentino
Bertrand Tavernier
Giuseppe Tornatore

per aderire a.anac@virgilio.it


 

COMUNICATO STAMPA su CINECITTA’
5 luglio 2012

 

COMUNICATO STAMPA  ANAC  5/7/2012

Si tenta nuovamente la cementificazione di Cinecittà – luogo simbolo del cinema italiano – senza che ci sia stata una minima obiezione da parte delle istituzioni e senza aver consultato le forze attive del cinema.
Diciamo si tenta perché i lavoratori dello stabilimento hanno attivato l’occupazione e il presidio dei teatri di posa, del laboratorio e degli uffici.
L’ANAC è come sempre al loro fianco.Nei giorni che seguiranno parteciperà alle manifestazioni di solidarietà e di lavoro che saranno decise.


 

Manifestazione per la RAI contro l’immobilismo del Governo
18 maggio 2012

 

L’ANAC invita a
partecipare alla manifestazione che si terrà

 MARTEDI`22 MAGGIO alle ore 17:30

PIAZZA MONTECITORIO

MONTI, DELOCALIZZATE LEI

Gli autori e i lavoratori dell’audiovisivo denunciano l’immobilismo del Governo e del Parlamento di fronte allo stravolgimento della missione di servizio pubblico della Rai e al baratro cui la gestione editoriale e aziendale, chiudendosi a qualunque forma di dialogo, sta trascinando l’intero settore del cinema, della fiction, del documentario, del film d’animazione e dell’intrattenimento.

Invece di intervenire sulla progressiva dequalificazione culturale e di intaccare sprechi e privilegi dell’elefantiaco apparato, si sono fatti 150 milioni di tagli agli investimenti sul prodotto, con decine di opere cancellate, e migliaia di giornate lavorative perdute.
Un danno economico e culturale incalcolabile: per l’azienda, per i lavoratori, per gli spettatori e per tutti i cittadini italiani.

L’audiovisivo, come tutto il settore della creazione culturale, non è un costo, ma una formidabile risorsa. Per ogni euro investito, ne produce 2,1.

Chiediamo dunque che il Governo operi per consentire il rinnovo immediato del Consiglio di amministrazione e della Direzione Generale sostituendo la dottoressa Lei e il resto dell’attuale gruppo dirigente con personalità di riconosciuto valore e autonomia in grado di mettere al centro del progetto di rilancio dell’azienda la sua missione di servizio pubblico e un profondo rinnovamento culturale, editoriale e gestionale.

Per ridare nuovo slancio a un’industria di importanza strategica per il paese, che occupa 250 mila lavoratori, occorre nell’immediato:

• la ripresa di una politica di investimenti sull’audiovisivo che rinunci all’acquisto di format stranieri e promuova la diversificazione delle opere, attraverso la ricerca di nuove idee, nuovi autori, nuovi modelli produttivi, nuovi pubblici e un grande progetto di investimento editoriale che accolga la sfida della trasformazione di modelli estetici e produttivi innescata dal web

• la cessazione immediata delle innumerevoli pratiche vessatorie che la Rai impone sui contratti degli autori, dei lavoratori, dei documentaristi e anche dei produttori, insieme a un impegno diretto alla definizione dei contratti collettivi degli autori e degli attori

• l’apertura di un processo di consultazione pubblico e aperto a tutti i portatori di legittimi interessi per il nuovo Contratto di Servizio 2013-2015, che recepisca quanto necessario per un rilancio qualificato dell’industria italiana dell’audiovisivo

• la fine della pratica della delocalizzazione che non solo danneggia gravemente gli artisti, i lavoratori e l’erario italiano, ma compromette la qualità delle opere e dunque i diritti degli spettatori
• una radicale riforma della regolamentazione sulle quote di investimento e programmazione che favorisca la produzione originale di opere indipendenti europee e italiane

La Rai deve tornare a essere protagonista del rinnovamento culturale del paese.


 

Lettera al Corriere della Sera 29-2-2012
29 febbraio 2012

 

Questa lettera è stata inviata dal Consiglio Esecutivo dell’ANAC al direttore Ferruccio de Bortoli dopo la pubblicazione dell’articolo di Roberto Faenza “Sul cinema la dittatura del multiplex” sul Corriere della Sera il 21 febbraio scorso.

Gentile Dir. Ferruccio de Bortoli,

facciamo riferimento all’intervento di Roberto Faenza sul Corriere del 21 febbraio dal titolo Sul cinema la dittatura del multiplex.
Siamo d’accordo sulla gravità della denuncia che Faenza fa del fenomeno della chiusura dei cinema nel centro storico delle città e la proliferazione dei multiplex, con le nefaste conseguenze di natura culturale ed economica per i film non allineati e appiattiti sui canoni considerati di sicuro richiamo commerciale. Del resto, come non essere d’accordo: è da almeno 15 anni che le storture e le strozzature nella visibilità del cinema italiano vengono segnalate, raccontate, esemplificate in innumerevoli documenti, convegni, dibattiti e quant’altro, da chi ha a cuore il cinema italiano e, in modo particolare, dall’ANAC. Tuttavia, c’è un punto, nelle considerazioni di Faenza, che, a nostro avviso, va meglio precisato. E’ quando scrive che nel “cinema c’è una lobby potente che il pubblico non conosce. E’ quella degli esercenti…”, che determina la vita di un film. In verità la lobby potente non è ( non è più ) quella degli esercenti ma quella delle distribuzioni. Da tempo, ormai, il potere decisionale di cui parla Faenza è passato dall’esercizio alla distribuzione. La libertà (o l’arbitrarietà) decisionale dell’esercizio è residuale e priva di un’incidenza significativa. E’ la distribuzione che decide, in partenza, quali film avranno le possibilità di sviluppare le loro potenzialità economiche e culturali, e quali, invece, saranno “strozzati nella culla”, qualunque sia il loro valore intrinseco e la loro vera valenza  economica. Insomma, il mercato (si fa per dire) cinematografico italiano, da anni, è ingessato e distorto. A parte gli americani, che nessuno disturba e fanno come vogliono, per il resto ci sono pochi soggetti (diciamo, sostanzialmente, due) che fanno il bello e cattivo tempo. Chi fa questo mestiere lo sa benissimo.
La visibilità del cinema italiano è un problema molto serio, ma non è l’unico: ce ne sono altri non meno gravi. Come provvedere, come intervenire per correggerli? Non è questa la sede per discuterne. Ci limitiamo a indicare quella che, a nostro avviso, continua a essere la soluzione migliore: la creazione di un Centro Nazionale Cinematografico sulla falsariga di quanto c’è e funziona magnificamente in Francia, da lungo tempo.
A Roberto Faenza i nostri migliori auguri per il suo ultimo film.

Gentile Direttore, la ringraziamo per l’attenzione che vorrà avere e la salutiamo con molta cordialità.

Il Consiglio Esecutivo dell’ANAC
Carmine Amoroso
Pierpaolo Andriani
Giuliana Gamba
Lucio Gaudino
Emidio Greco
Ugo Gregoretti
Francesco Maselli
Alessandro Rossetti
Nino Russo
Massimo Sani
Pasquale Scimeca


 

COMUNICATO STAMPA 22-2-2012
22 febbraio 2012

 

INCONTRO  DELL’ANAC  CON IL MINISTRO ORNAGHI
Avanzate richieste ‘politiche’ e proposte ‘tecniche’. Condivisione del ministro su molte istanze

“Fin dalla sua nascita l’Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici  ha  orientato la sua azione di politica  culturale nel sostegno e nella promozione in tutte le sedi di un cinema di impegno e di qualità oggi magnificamente rappresentato dalla importantissima affermazione di ben due opere nel recente Festival di Berlino”   con queste parole  il Presidente Ugo Gregoretti  ha aperto l’incontro con il Ministro Lorenzo Ornaghi  che ha mostrato di apprezzare e condividere queste parole.
All’incontro con il Ministro Ornaghi affiancato dal Direttore Generale Cinema Nicola Borrelli erano presenti   Citto Maselli, Nino Russo,  Emidio Greco e Alessandro Rossetti.
L’Anac – pur consapevole dell’oggettivo limite temporale in cui si muove questo governo – non ha rinunciato a ribadire l’esigenza prioritaria di una legge di sistema (incardinata nel documento espresso fin dal 2006 nel  seminario a cura delle Giornate degli Autori)  e del  rifinanziamento adeguato del Fus per riavvicinare l’Italia al livello dei finanziamenti di cui godono altri Paesi europei strutturalmente simili al nostro.
L’Anac ha altresì posto al ministro una serie di questioni “politiche” e provvedimenti urgenti che è possibile realizzare nel breve periodo.   In particolare la richiesta di riqualificare e riorientare l’assegnazione delle risorse per rilanciare la produzione di cinema di qualità (con un particolare riferimento al progetto Indi Cinema per la produzione di film a basso costo e l’occupazione giovanile); la creazione di ammortizzatori sociali; la difesa, il rilancio e il sostegno nella trasformazione digitale per le sale urbane e nei piccoli comuni; la possibile concertazione, per dare risposte organiche e sinergiche ai problemi, con altri ministeri e istituzioni regionali.
Il Ministro Ornaghi  si è mostrato sensibile e d’accordo con molte delle proposte avanzate e ha garantito che, nonostante le  difficoltà  di bilancio,  muoverà  la sua azione con riferimento ad un quadro strategico di più ampio respiro e tenendo in considerazione l’esigenza di dare una risposta concreta in termine di occupazione con particolare riferimento alla questione giovanile e nel quadro di un’azione di concerto con gli altri Ministeri e con le Regioni.

 


 

CHI HA TRADITO I MILLE AUTORI DELLA SIAE?
18 febbraio 2012

 

Gli autori della Siae si riuniscono il  21 febbraio alle ore 21 al Teatro Lo Spazio, Via Locri, 42, Roma, per il rispetto dei loro diritti.

Sono autori di musica, teatro, radio, cinema, televisione. Sono anche vedove e orfani di professionisti che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiani. Ci sono anziani e disabili. Alcuni sono personaggi noti ancora sulla cresta dell’onda, tanti sono coloro in prossimità di uscire dal mercato del lavoro. Dato che nel paese dell’arte nessuno ha mai pensato ad un welfare per gli “artisti”, si erano organizzati da soli e attraverso la Siae, che tratteneva una percentuale dai diritti d’autore avevano costituito un Fondo di Solidarietà, alimentato in maniera più consistente dai più fortunati, per garantire un piccolo assegno mensile per gli anni più difficili, perché il mestiere dell’autore è fatto di alti e bassi. Mille e 85, a cui se ne sarebbero aggiunti altri, che via via avrebbero potuto maturare il diritto. Senza chiedere un euro allo Stato, accantonando ben 87 milioni di euro. A questo punto lo Stato è arrivato, non per aiutarli naturalmente, ma per impedire questa mutua assistenza, che è anche un riconoscimento professionale, per impedire loro la gestione dei loro soldi, per imporre attraverso il Commissariamento della Siae, la chiusura del Fondo di Solidarietà, da un giorno all’altro, senza preavviso. Leggi, sentenze, impedimenti, normative vecchie e inadeguate, che da un lato vengono utilizzate per non permettere a centinaia di persone di avere questa piccola, ma indispensabile risorsa, dall’altro per non restituire i soldi accantonati o per dirottarli ad altro scopo.
I mille autori si incontrano il  21 febbraio al Teatro Lo Spazio di Roma, per chiedere la sospensione della delibera commissariale, in conseguenza della quale è stata abolita anche la Polizza Assicurativa, e perchè la Siae ritorni al più presto alla gestione ordinaria, dove le esigenze e i diritti degli autori siano rispettati.

PROMUOVONO L’INIZIATIVA:
Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Anart (Associazione Nazionale Autori RadioTelevisivi), ASSTeatro (Associazione Sindacale Scrittori di Teatro), Comitato Millesoci, Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, Crea-Unione opere dell’ingegno, Fed. It. Art. (Federazione Italiana Artisti), SACT (Scrittori Associati di Cinema e Televisione), Siad (Società Italiana Autori Drammatici), Sindacato Nazionale Scrittori-CGIL, Teatro Lo Spazio.

PARTECIPANO ALL’INCONTRO
Valentina Amurri, Nicola Badalucco, Alberto Bassetti, Maricla Boggio, Antonia Brancati, Linda Brunetta, Gianfranco Calligarich, Maria Letizia Compatangelo, Massimo Cinque, Diego Cugia, Grazia Di Michele, Edoardo Erba, Vittorio Franceschi, Viviana Girani, Giancarlo Governi, Ugo Gregoretti, Patrizia La Fonte, Riro Lerici, Carlo Lizzani, Angelo Longoni, Luigi Lopez, Michele Mirabella, Piero Montanari, Giuseppe Manfridi, Silvia Nebbia, Lino Patruno, Giuseppe Piccioni, Mariano Perrella, Ugo Porcelli, Gigi Proietti, Tito Rinesi, Claudio Rocchi, Gino Santercole, Massimo Santoro, Giulio Scarpati, Ettore Scola, Stefano Torossi, Alessandro Trigona Occhipinti, Francesco Verdinelli, Stefano Vacca Maggiolini…
…e tutti coloro fra i “mille autori” che potranno essere presenti, di cui nel corso della serata verranno lette storie e  testimonianze.


 

COMUNICATO STAMPA NOMINE FESTIVAL DI ROMA
26 gennaio 2012

 

COMUNICATO STAMPA  ANAC  26/1/2012

L’ANAC ha sempre ritenuto che il problema del Festival Internazionale del Film di Roma risiedesse nella sua non ben definita identità.
In questa luce ritiene di non entrare nella disputa sulla persona del nuovo Direttore Artistico.
Il nodo centrale del problema sono le regole non definite e il metodo che va chiarito.
Tuttavia si augura che il Direttore Artistico di prossima nomina abbia quelle sperimentate capacità e professionalità che gli consentano di operare quelle scelte che diano al Festival Internazionale del Film di Roma quella autorevolezza artistica e culturale che da sempre auspichiamo.


 
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