ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici

 
 

INCONTRI ANAC alle GIORNATE degli AUTORI
27 agosto 2010

 

Nell’ambito delle Giornate del Cinema di Venezia, l’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici – organizza alla Villa degli Autori tre incontri per discutere sui seguenti temi:

- DOPO AVATAR – L’AUTORE NELLA SALA DIGITALE
    6 settembre: ore 15.00

Nel quadro generale dell’attacco al cinema italiano e alle sue strutture produttive e distributive, di fronte alla crisi delle sale cinematografiche e della diffusione del cinema italiano, la digitalizzazione delle sale può rappresentare una opportunità reale? Quali sono i costi che le sale “di città”, le sale d’essai, le sale delle associazioni di cultura cinematografica devono affrontare? Il digitale sarà patrimonio solo dei multiplex e delle grandi produzioni oppure può diventare un punto di forza per la produzione e la distribuzione indipendente? Dal punto di vista tecnico costituisce un rafforzamento della qualità dell’immagine? E poi il 3D, tutto quello che può significare sia dal punto di vista creativo e culturale che da quello della diffusione. A coordinare le voci di esercenti, autori, tecnici, sarà il regista e organizzatore culturale Francesco Ranieri Martinotti.

L’AUTUNNO CALDO DEL CINEMA ITALIANO
         7 settembre: ore 15.00

Oggi siamo di fronte ad una politica di progressiva disintegrazione dell’insieme della vita culturale italiana e del nostro cinema nell’ambito di una generale strategia che tende ad impedire la circolazione delle idee, la formazione di un’intelligenza autonoma della realtà e dunque di una coscienza critica. In questo quadro è particolarmente significativa la recente pubblicazione della ricerca commissionata a Stage Up da Federculture.
Questo autorevole studio conferma altre analisi e ricerche che, a partire dal libro bianco sul cinema italiano, a cura dell’ANAC, dimostrano come le risorse destinate alla cultura – al di là della loro importantissima ricaduta sociale – rappresentino un vero e proprio investimento economico con significativi utili per lo Stato e non una spesa.
A confermare il senso di questa politica generale riteniamo utile una breve analisi dei punti essenziali del decreto legislativo che, nella più completa – salvo alcune forze imprenditoriali – solitudine, il ministro Bondi ha elaborato. In sostanza si discuterà di come il cinema venga colpito in tutte le sue articolazioni fondamentali: dalla produzione che viene sostenuta solo per le opere prime e seconde alla promozione dove vengono annientate nei fatti tutte le organizzazioni che da più di mezzo secolo hanno costruito la cultura e la ricerca cinematografica. Così come l’esercizio vede la liquidazione di fatto delle sale a carattere culturale e di qualità.
Sono invitati al confronto e alla proposta: intellettuali, sindacati, critici, giornalisti, le forze creative e professionali del cinema e l’associazionismo.

- IL RESEAU DEL CINEMA PER L’EUROPA
    10 settembre: ore 15.00

La Commissione Cultura del Parlamento si impegna all’ascolto delle realtà associative del mondo del cinema a partire dal tema cruciale del rapporto tra Unione e identità culturali. Ma è fondamentale che questo confronto tenga conto delle realtà associative degli autori sia su scala nazionale che internazionale. Per quest’ultima dimensione vanno segnalate l’Alliance Mondiale du Cinema – World Cinema Alliance – e la Plate-forme des Industries culturelles et créatives – Creative and Cultural Industries Platform).  Gli autori dell’Anac e i registi italiani incontrano su questi temi la Presidente della Commissione Cultura, Doris Pack e i rappresentanti del Parlamento Europeo presenti a Venezia.


 

COMUNICATO STAMPA del 2/8/2010
3 agosto 2010

 

Il governo Berlusconi prosegue senza sosta la sua guerra contro la cultura italiana. L’ultimo tentativo è il disegno di legge Bondi sul cinema. Con l’eliminazione di fatto del sostegno pubblico – ridotto alle sole opere prime e seconde – si tenta di uccidere la produzione indipendente e il cinema di qualità. Con l’allucinante introduzione del divieto ai minori di 10 anni non solo si allarga la censura già pesante sul cinema italiano, ma si scoraggia qualunque tipo di finanziamento da parte delle televisioni. Per quanto riguarda la promozione, con il sostegno esclusivo agli eventi e alle realtà di “rilevanza nazionale” si decreta la fine della vera ricchezza culturale del nostro paese: l’associazionismo culturale e tutte quelle piccole ma grandi iniziative che nascono e vivono sul nostro territorio. Infine il colpo mortale inferto all’esercizio cinematografico e in particolare ai suoi settori dedicati alla qualità. Il tutto elaborato scientemente senza interpellare le organizzazioni degli autori, degli esercenti, dei lavoratori. L’ ANAC si rivolge alle forze politiche di opposizione, ai sindacati, alle associazioni di categoria e a tutta la stampa nazionale per una mobilitazione solidale contro il massacro di una delle realtà che hanno fatto grande la cultura italiana nel mondo.

Roma, 2 agosto 2010


 

COMUNICATO STAMPA ANAC del 12/7/2010
13 luglio 2010

 

In una recente dichiarazione il ministro Bondi ha espresso giudizi gravi e inaccettabili sul cinema italiano che “nel passato” sarebbe stato concepito come “un meccanismo o per dare prebende ad amici e compagni o per mantenere un controllo politico sul settore”. Questo giudizio ridicolo insulta tutti gli autori e i lavoratori del cinema che insieme alle forze imprenditoriali guidate da personalità dello stampo di Franco Cristaldi hanno combattuto durante decenni per arrivare a leggi e sistemi che garantissero il sostegno dello Stato italiano a un cinema impostato sulla qualità e indirizzato alla circolazione delle idee e alla massima libertà di espressione. Tutte le degenerazioni emerse negli ultimi anni e da noi immediatamente denunciate prescindendo dal colore dei governi, sono il risultato diretto e indiretto della tendenza dei partiti a intervenire nella nostra vita culturale sostituendosi allo Stato e certo non autorizzano in alcun modo i giudizi di un ultimo arrivato come il ministro Bondi. Né tantomeno giustificano ulteriori processi di privatizzazione della cultura destinati, nel cinema, a premiare solo un gruppo di imprenditori forti e a distruggere le diecine e diecine di imprese indipendenti cui si devono, anche in tempi recenti, alcuni fra i più straordinari film della nostra cinematografia.


 

Conferenza stampa Casa del Cinema
14 maggio 2010

 

Si terrà lunedì 31 maggio alle ore 11 presso la Casa del Cinema – sala De Luxe la conferenza stampa “in difesa della Casa del Cinema”.

 Anticipazioni di stampa hanno preannunciato l’orientamento dell’Amministrazione comunale di Roma di procedere ad una radicale alterazione della Casa del Cinema a Villa Borghese, dal 2004 importante punto di riferimento di tutto il cinema italiano.Le associazioni firmatarie denunciano con forza questo tentativo - che sembra inserirsi all’interno di un più vasto attacco al nostro cinema -e invitano il Sindaco e l’Assessore alle Politiche culturali del Comune di Roma a fornire quanto prima precise informazioni e garanzie sul futuro della Casa del Cinema e a partecipare alla conferenza stampa del 31 maggio promossa da:

AIC (Associazione italiana autori della fotografia cinematografica)
AMC (Associazione italiana montaggio cinematografico e televisivo)
ANAC (Associazione nazionale autori cinematografici)
Sezione Produttori e Sezione Distributori dell’ ANICA (Associazione nazionale industrie cinematografiche)
ART (Associazione registi televisivi)
ASC (Associazione italiana scenografi, costumisti e arredatori)
CENTOAUTORI  (Associazione della autorialità cinetelevisiva)
FIDAC (Federazione italiana di 13 associazioni cineaudiovisive)
LARA (Libera associazione rappresentanti artisti)
SACT (Scrittori associati di cinema e televisione)
SAI (Sindacato attori italiani)
SNCCI (Sindacato nazionale critici cinematografici italiani)
SNGCI (Sindacato nazionale giornalisti cinematografici 


 

COMUNICATO STAMPA ANAC su arresto regista iraniano PANAHI
2 marzo 2010

 

IRAN, arrestato il regista JAFAR PANAHI 

L’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici- denuncia con forza, all’opinione pubblica europea e mondiale, l’arresto del famoso regista iraniano JAFAR PANAHI da parte del governo di Ahmadinejad. Jafar Panahi è stato arrestato ieri sera (1 marzo), insieme alla figlia e a 15 ospiti, nella sua residenza di Teheran.

Le opere cinematografiche di Panahi sono note in tutto il mondo. Il regista iraniano, che oggi ha 49 anni, si fece notare nel 1997 con il film “Lo specchio” – che vinse il “Pardo d’oro” a Locarno- sul tema della difficile condizione femminile nel suo Paese. E’ la tematica affrontata anche nel bellissimo film “Il Cerchio”, vincitore del “Leone d’oro” al festival di Venezia del 2000. Nel 2003 Panahi si aggiudica il “Pardo d’oro”, a Cannes, con “Oro rosso” film sceneggiato insieme a Abbas Kiarostami e condannato e proibito in patria. Nel 2006 l’importante film “Offside” ha ricevuto l’ “Orso d’argento” al Festival di Berlino, sulle drammatiche vicende di un gruppo di ragazze iraniane.

“Ieri sera diversi agenti in borghese hanno fatto irruzione in casa” ha dichiarato Panah Panahi, figlio del regista. Tale irruzione, che ha portato alla incarcerazione di Jafar Panahi, si aggiunge a tutta una serie di misure volutamente repressive adottate dal governo di Ahmadinejad, in questi ultimi mesi, ai danni dell’ opposizione culturale e alle proteste antigovernative espresse da alcuni quotidiani e periodici iraniani. 

L’Associazione Nazionale Autori Cinematografici si appella a tutto il mondo culturale del nostro Paese affinché venga organizzata una dimostrazione nazionale contro questo gravissimo attacco alla libertà di espressione e di offesa alla cultura mondiale.

 


 

COMUNICATO STAMPA SU CINECITTA’ NEWS
17 gennaio 2010

 

COMUNICATO STAMPA del 16 gennaio 2010

 L’ Associazione Nazionale Autori Cinematografici si unisce all’iniziativa del Sindacato Giornalisti Cinematografici per il sostegno dell’integrità di “Cinecittà News” che con il proprio lavoro ha quotidianamente espresso nel modo più serio il ruolo di testata giornalistica di un ente “pubblico”, diventando punto di riferimento dell’intero cinema italiano. In particolare riteniamo fondamentale il mantenimento e il rafforzamento del gruppo fondatore che insieme a Luciana Castellina ha inventato lo spirito e lo stile di un organo di informazione e diffusione dei nostri problemi assolutamente insostituibile. Augurandoci che le voci relative a manovre dirette e indirette di impoverimento del suo organico si rivelino prive di fondamento esprimiamo agli amici di Cinecittà News la nostra piena e combattiva solidarietà.


 

COMUNICATO STAMPA ANAC del 15/1/2010 su art. Repubblica
15 gennaio 2010

 

COMUNICATO STAMPA ANAC del 15/1/2010

 L’ ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici –  in merito all’articolo pubblicato su Repubblica e su Repubblica.it di oggi, intende chiarire che le tariffe applicate sui nuovi supporti di riproduzione digitale non sono da considerarsi una  tassa  ma una retribuzione sul lavoro  degli autori.  Questo meccanismo di remunerazione differita denominato Copia Privata consente, al tempo stesso, una grande libertà di acquisizione, circolazione e fruizione delle opere da parte di tutti i cittadini.   Tali disposizioni non sono altro che l’applicazione di quanto già stabilito da anni sui supporti analogici e sono già state recepite e applicate in tutti i Paesi europei.


 

Comunicato “Per la difesa dell’industria audiovisiva in Italia”

 

PER LA DIFESA DELL’INDUSTRIA AUDIOVISIVA IN ITALIA 

In tutti i paesi del mondo occidentale l’industria dell’audiovisivo è considerata una formidabile risorsa strategica per l’economia e la cultura.

La produzione di fiction, di cinema e di documentario genera enorme ricchezza, crea migliaia di posti di lavoro altamente qualificati e incide in modo determinante nell’elaborazione dei valori fondativi della comunità.

La capacità di produrre narrazione audiovisiva corrisponde alla capacità di un paese di raccontarsi  e comprendersi. Premessa necessaria al dialogo democratico tra i popoli e le nazioni.

Per questo la Comunità Europea invita gli Stati membri a programmare politiche economiche destinate allo sviluppo del settore audiovisivo.

 

Un invito che il Governo Italiano ha ora deciso di disattendere.

 

Il decreto legislativo che le commissioni di Camera e Senato si apprestano ad approvare, svela l’intenzione di questo governo di indebolire l’industria della produzione audiovisiva indipendente italiana.

 

I produttori, gli autori e i lavoratori del settore audiovisivo chiedono:

 

-         Che sia reintrodotta la norma che prevede l’attribuzione ai produttori indipendenti dei diritti residuali, condizioni minima necessaria allo sviluppo di un mercato dell’audiovisivo libero ed efficiente.

 

-         Che siano reintegrate le quote di programmazione di prodotto audiovisivo europeo indipendente “recente” nelle fasce di massimo ascolto del palinsesto televisivo.

 

-         Che siano immediatamente reintegrate le quote di investimento riservate al cinema e al documentario italiano.

 

-         Chiedono inoltre che venga al più presto aperto un tavolo di confronto tra il Governo, le associazioni di autori e produttori e i sindacati che porti a una riforma ampia e condivisa del sistema audiovisivo nello spirito delle indicazioni comunitarie.

 

Le associazioni dei produttori, degli autori e i sindacati convocano per Martedì 19 gennaio presidi di protesta di fronte alle sedi RAI, Mediaset e Sky per affermare con forza la loro opposizione a una norma che umilia un settore decisivo per l’economia e la cultura del nostro paese e mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro.

 

100autori (Associazione dell’autorialità cinetelevisiva)

ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici)

APT (Associazione Produttori televisivi)

ART (Associazione Registi Televisivi)

SACT (Scrittori Associati di Cinema e Televisivone)

SAI (Sindacato Attori Italiani)

SLC-CGIL (Sindacato Lavoratori della Comunicazione)


 

Comunicato MovEm09 del 18/12/09
18 dicembre 2009

 

COSA CONTIENE IL PACCO DI NATALE CHE IL GOVERNO VUOLE REGALARE AI LAVORATORI DELL’INDUSTRIA DELL’AUDIOVISIVO? 

Il MOVEM09 Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro che riunisce numerose associazioni del settore della cultura e dello spettacolo esprime profonda preoccupazione in merito al decreto legislativo discusso ieri nel consiglio dei ministri. Secondo la stampa questo decreto, oltre a prevedere la diminuzione dei tetti di pubblicità per le TV a pagamento,  avrebbe vanificato gli obblighi di programmazione e di investimento nella fiction e nel cinema da parte delle emittenti garantiti dalla legge n 122 del 1997.

Grazie alla tempestiva  mobilitazione del Sindacato delle troupe televisive pare che dal decreto sia stata rimossa la parte relativa alla riduzione quote per la fiction mentre rimane in sospeso il problema per il   cinema,  affidato  a un decreto ministeriale che verrà emanato entro nove mesi.

Ad una riduzione delle quote corrisponderebbe la drastica riduzione della produzione nazionale di cinema e fiction. Questo equivarrebbe alla chiusura di una grande fabbrica che andrebbe invece sostenuta e sviluppata perché produce identità nazionale.

Il MovEM09 condanna con durezza questa  miopia politica. Qual è il pensiero che la sottende? Perché la politica governativa vuole smantellare pezzo a pezzo tutto l’impianto della produzione culturale del Paese? Forse perché si vogliono favorire gli interessi di pochi a svantaggio della collettività?

Il previsto decreto ministeriale, proposto dal Viceministro Paolo Romani, da cui dipende la sorte del cinema italiano  diventerà legge senza un doveroso confronto parlamentare. IL MOvEm 09, come rappresentante di tutti i lavoratori parte in causa del settore,  NON PERMETTERA’ che vengano cancellate quelle norme a tutela della produzione nazionale  in linea con le direttive europee.

Il Movem chiede di essere consultato in tutti i luoghi dove vengono prese decisioni relative alle produzioni culturali del Paese, a cominciare dal Contratto di Servizio Stato RAI.

Inoltre Il Movem continua a riaffermare la necessità di reperire nuove risorse che contribuiscano a sviluppare la cinematografia italiana. Risorse messe a disposizione da chi  (broadcaster, provider, compagnie telefoniche ecc) utilizza opere d’ingegno a scopi commerciali.

 

AFIC – Ass. Festival Italiani Cinematografici
AIAM  – Ass. italiana Attività Musicali
ANAC – Ass. Nazionale Autori Cinematografici
ANART – Ass. Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali
ApTI – Ass. per il teatro Italiano
ART – Ass. Registi della fiction televisiva
ARTICOLO 21
ASC – Ass. Scenografi Costumisti
ASSOCIAZIONE DOC/IT – Documentaristi italiani
ASST- Associazione Sindacale Scrittori Teatro
CENTAUTORI – Associazione Cinematografica
CIRCOLO GIANNI BOSIO
COMPAGNIA DEL METATEATRO
CORE -Associazione Danzatori
FIDAC  – Federazione Italiana Associazioni Cineaudiovisivo
FEDERAZIONE CEMAT – Ente di Promozione Musicale
LARA – Associazione di Agenti
MUSICAARTICOLO 9
NUOVA CONSONANZA
ORCHESTRA REGIONALE DI ROMA E DEL LAZIO
REV – Rete veneta arti performative
RITMO – Rete Italiana Musicisti Organizzati
SACT – Scrittori Associati Cinema Televisione
SAI – Sindacato Attori Italiani
SIAM – Sindacato Italiano Artisti Music
SLC – CGIL
SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici
SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici
SNS – Sindacato Nazionale Scrittori
TAM TAM
TAVOLO NAZIONALE DELLA DANZA
UFFICIO SINDACALE TROUPE SLCCGIL
ZEROPUNTO3 – Associazione Teatrale


 

“Servo delle mie brame, dimmi chi è il più bello del reame?” di Ugo Gregoretti
16 novembre 2009

 

“Servo delle mie brame, dimmi chi è il più bello del reame?”

La comica variante antropologica che caratterizza alcuni esponenti della nuova classe di governo è l’antipatia furiosa e insolente che manifestano verso quei gruppi sociali che – al contrario – dovrebbero rispettare, sostenere e rappresentare.

Si pensi all’antropofagia del ministro Brunetta che macina e si sfama, a pranzo e a cena, con una nuova pantagruelica “tartare” di  impiegati dello Stato; si pensi all’ipocondria del ministro dei Beni Culturali che, come sono gli spretati, gli ex-fumatori e – nel suo caso – gli ex-comunisti non riesce a sgrullarsi di dosso il rancore, retrospettivo e inesauribile, per i suoi ex-compagni di militanza, come egli ritiene siano gli intellettuali “proni” e i teatranti “accattoni” ricevuti qualche giorno fa dal Presidente – loro omologo? – Napolitano, alla presenza dello stesso ministro Bondi nei giardini del Quirinale. E qui sorge un dubbio: non saranno l’invidia e il dispetto per il rispetto fiducioso e l’ammirazione calorosa che i proni e gli accattoni hanno espresso nei riguardi del Capo dello Stato a far perdere l’”aplomb” al ministro e a farlo reagire con tanta velenosità?

Viene in mente lo specchio della matrigna di Biancaneve: “Specchio” dice Bondi stringendo l’oggetto tra le mani, “servo delle mie brame, dimmi chi è la più bella del reame?” E lo specchio risponde “tu sei bello o mio Sandrino,  ma Napolitano è più bello di te!”

Ugo Gregoretti


 

“LETTERA APERTA AL MINISTRO BRUNETTA” di Ugo Gregoretti
3 ottobre 2009

 

“Lettera aperta al ministro Brunetta” di Ugo Gregoretti, presidente Anac, pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” del 3 ottobre 2009

scarica la lettera


 

EMERGENZA CULTURA, SPETTACOLO, LAVORO
20 luglio 2009

 

EMERGENZA
CULTURA, SPETTACOLO, LAVORO

 Se l’Italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica lo si deve anche a noi.
Siamo tanti, più di 200.000, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione. Perché lo stato italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di  continuare a considerare l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento. Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito.
Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee – in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità nazionale.
Noi siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere il diritto del Paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome.

 Gli autori di cinema, di teatro e di televisione,
gli attori, i musicisti, i ballerini, gli scrittori, gli agenti e
tutti i  lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura,
della ricerca e dell’informazione.


 
Pagina successiva »
 
 
ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici
Via Montello, 2 - 00195 Roma :: Tel.: +39 (06) 37.51.94.99 :: e-mail: info@anac-autori.it